Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini
Trento, 23 agosto 1995
INTERROGAZIONE
- APPALTI PER SERVIZI Dl PULIZIA.
IMPORTI BASE D'ASTA GONFIATI: PER INCOMPETENZA O ALTRO? -
Premesso che:
con delibera n.° 2756/1995 si è autorizzato l'indizione della gara per l'affidamento in appalto mediante "procedura ristretta" del servizio di pulizia di alcuni uffici provinciali in Trento esperita ai sensi della Direttiva 92/50/CEE d.d. 18 giugno 1992 per una superficie interna pavimentata di mq. 22.194;
i contratti, richiamati nella delibera, in scadenza e prorogati prima fino al 30 giugno 1995 e poi con delibera n.° 6734/1995 fino al 31 luglio 1995 riguardano le seguenti realtà immobiliari:
Centronord 3,
Via Brennero n.° 286/6 (scad. 31.3.1995)
Mesa Verde,
Via Gilli n.° 4 (scad. 31.3.1995)
Palazzo Sede Uffici Provinciali,
Piazza Dante n.° 15 (scad. 30.4.1995)
Casa Rossa,
Via Vannetti n.° 28 (scad. 30.4.1995)
Corte dei Conti,
Via Manci n.° 28 (scad. 30.04.1995)
Centronord 2,
Via Brennero n.° 310 (scad. 30.4.1995)
Top Center 2,
Via Brennero n.° 310 (scad. 30.4.1995)
cinque erano le imprese interessate dalla scadenza contrattuale:
PULISPLENDOR S.n.c., Via Fermi n.° 20
Trento
PER CHI S.n.c., Via Stramentizzo Vecchio n.° 2
Molina di Fiemme
PULI TO.DO., Via Vannetti n.° 31
Trento
LA SUPREMA, S.n.c. Via Zandonai n.° 10
Villalagarina
PULINET SERVIZI Srl, Loc. Miola n.° 239/1
Baselga di Pinè;
nella succitata delibera si motiva che: "Al fine di semplificare l'intero iter burocratico-amministrativo, in relazione alla parte tecnico-gestionale degli appalti stessi, con conseguente risparmio di spesa e di mezzi, si propone di accorpare in un unico appalto i n. 5 contratti sopracitati, procedendo all'assegnazione del servizio di pulizia degli immobili riferiti ai contratti stessi, per il periodo dal l° luglio 1995 al 30 giugno 1996, con possibilità di rinnovo tacito annuo fino alla durata massima del 30 giugno 1998, ..." per un importo a base d'asta di Lit. 1.100.000.000 + I.V.A.;
La spesa di previsione rapportata ai periodi e stata così suddivisa:
periodo: 1° luglio
31 dicembre 1995:
Lit. 654.500.000 (di cui Lit. 550.000.000 di puro costo e Lit. 104.500.000 per I.V.A. 19 %);
anni 1996
1997:
Lit. 1.309.000.000. (di cui Lit. 1.100.000.000 di puro costo e Lit. 209.000.000 per I.V.A. 19%);
periodo: 1 gennaio 1998
30 giugno 1998:
Lit. 654.500.000 (di cui 550.000.000 di puro costo e Lit. 104.500.000 per I.V.A. al 19%);
dalla delibera n.° 6734/1995, che proroga i contratti richiamati poc'anzi fino al 31 luglio 1995, si desume che i vari lavori in scadenza presentavano un costo per l'Ente pubblico cosi specificato:
contratto n.° Racc. 18301 di data 22 giugno 1994 = Lit. 9.400.000 + I.V.A. al mese;
contratto n.° Rep. 15189/15459 di data 3 agosto 1992 = Lit. 25.575.750 + I.V.A. al mese;
con tratto n.° Racc. 15485 di data 5 agosto 1992 = Lit. 3.221.916 + I.V.A. al mese;
contratto n.° Racc. 15967 di data 30 novembre 1992 = Lit. 5.833.333 + I.V.A. al mese;
contratto n.° Racc. 15797 di data 29 ottobre 1992 = Lit. 8.166.667 + I.V.A. al mese;
per un totale annuo di Lit. 626.371.992 + I.V.A.;
è inconcepibile che per lo stesso lavoro, sia stato fissato come base d'asta, per la gara d'appalto di cui alla delibera n.° 2756/1995, esperita ai sensi della Direttiva 92/50/CEE, un importo di Lit. 1.100.000.000. + I.V.A. 19%, pari a quasi il doppio della spesa sostenuta in precedenza!;
se le previsioni per definire la base d'asta fossero state calcolate sugli effettivi costi degli appalti, come evidenziato poc'anzi, si sarebbe evitato di impegnare al capitolo 12556 del bilancio di previsione 1995 una somma in eccesso di circa 480 milioni + I.V.A. al 19 %;
dallo schema di bando di gara allegato alla deliberazione n.° 2756/1995 si evince che:
sono ammessi i raggruppamenti di prestatori di servizi (Art.26, 1°commaDirettiva92/50/CEE);
quale requisito minimo (referenze) per l'ammissione alla gara, il volume di affari riferito al fatturato annuale dell'impresa, per ciascuno degli ultimi tre esercizi (1992-1993
1994), non potrà essere inferiore alla base di appalto di Lit. 1.100.000.000 (Art. 31, 1° comma, lett. c) Direttiva 92/50/CEE);
la gara d'appalto esperita il 7 luglio 1995 è stata sospesa al termine della lettura delle offerte contenute nei pieghi prodotti dalle Imprese partecipanti, in quanto, ai sensi dell'Art. 37 della Direttiva 92/50 CEE 18 giugno 1992 e dell'Art. 15 del D.L. 17 marzo 1995 n.° 157 si è ravvisato nei ribassi presentati da alcune imprese un carattere anormalmente elevato rispetto alle prestazioni oggetto della licitazione stessa. I maggiori ribassi indicavano le seguenti percentuali: 52,70; 52,33; 51,69; 49,99 e 44,44;
l'Art. 37 della Direttiva 92/50/CEE 18 giugno 1992 recita: "Se, per un determinato appalto, talune offerte presentano carattere anormalmente basso rispetto alla prestazione, l'amministrazione, prima di poter eventualmente respingere tali offerte, richiede per iscritto le precisazioni in merito agli elementi costitutivi dell'offerta in questione che essa considera pertinenti e verifica detti elementi costitutivi tenendo conto di tutte le spiegazioni ricevute." e l'Art. 25 del D.L. 17 marzo 1995 n.° 157 chiarisce che: "Sono assoggettate alla verifica di cui ai commi 1 e 2 tutte le offerte che presentano una percentuale di ribasso che superi di un quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse, calcolata senza tener conto delle offerte in aumento.";
ricorrere a gare d'appalto secondo la Direttiva 92/50/CEE, applicata agli appalti pubblici di servizi con importo stimato al netto dell'I.V.A. pari o superiore a 200.000 ECU, accorpando più appalti e solo in questo caso), significa:
eliminare le ditte medio piccole dal mercato;
altissime percentuali di ribasso nell'aggiudicazione degli appalti;
aprire il mercato alle grosse ditte presenti fuori provincia ed in Europa;
peggioramento della qualità delle prestazioni;
maggiore sfruttamento del personale dipendente;
incentivare la difficile aggregazione delle ditte medio piccole;
esistono già da tempo sul mercato sistemi informatizzati, definiti "piani di pulizia", che permettono di avere un'analisi completa dei costi relativi per ogni determinato lavoro da eseguire (scopatura umida, svuotatura cestini
posacenere, spolveratura, scopatura a secco, lavaggio pavimenti, ecc.). Inserendo i dati desunti dal capitolato di appalto si evincono gli importi a base d'asta esatti per le gare di appalto;
si interroga la Giunta Provinciale
per sapere
il nome del funzionario competente o di chi altro che:
ha steso la delibera n.° 2756/1995;
ha fissato l'importo a base d'asta a Lit. 1.100.000.000 + I.V.A.;
ha deciso si applicare la normativa Comunitaria in tema di appalti accorpando i n.° 5 contratti, di cui alla premessa, in un'unico appalto;
se impostare Lit. 1.100.000.000 come base d'asta e conseguentemente obbligare le ditte interessate a documentare, da sole o in consorzio, un fatturato per i tre anni precedenti superiore o uguale al valore base d'asta, serviva per escludere qualche ditta dalla partecipazione alla gara di appalto;
per quale motivo nella delibera n.° 2756/1995, al punto 4, si fa riferimento all'Art. 8 comma 4 del D.P.G.P. 22 maggio 1991 n. 10-40 Leg (Regolamento di attuazione) per l'approvazione del provvedimento di selezione alla "procedura ristretta" ossia perché si fa riferimento anche alla normativa provinciale anziché esclusivamente ai regolamenti comunitari;
relativamente alla somma in eccesso (circa 480 milioni!) stanziata al capitolo n.° 12556 del bilancio di previsione 1995 se sarà utilizzata per finanziare in futuro appalti, magari urgenti o imprevisti, a trattativa diretta con le modalità descritte nella L.P. 19 Luglio 1990 n.° 23;
se non si ritiene opportuno ritornare all'assegnazione dei lavori per appalti separati, secondo la normativa provinciale n.° 23/1990, al fine di sostenere le imprese e l'economia locale;
se non si ritiene opportuno dotare gli uffici competenti provinciali di programmi informatici chiamati "piani di pulizia" che possono fornire importi base d'asta il più possibile vicini alla realtà dei costi e supporto al personale addetto ai controlli.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO