Trento, 15 novembre 1994
ILL.MO
dott. CARLO ALESSANDRINI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
PALAZZO TRENTINI
INTERROGAZIONE N.
La sicurezza nei cantieri di
lavoro
- Il 1994 registra in Regione un triste primato: quello
degli incidenti, anche mortali, che hanno funestato i luoghi di lavoro, soprattutto i
cantieri edili.
- I dati mostrano una preoccupante situazione: dal gennaio
all'agosto di quest'anno gli infortuni sono stati 670 e gli incidenti mortali nove. In
Trentino la percentuale degli infortuni è quasi il doppio della media nazionale:
elaborando i dati degli ultimi cinque anni si ricava una media di 15 infortuni ogni 100
addetti.
- La situazione è di drammatica emergenza. Non è
possibile continuamente tamponarla con pietismi ed invocare retroattive responsabilità
che, pur se doverose oltreché indispensabili per applicare le sanzioni civili e penali
del caso, non bastano alle vittime degli incidenti, né servono a risolvere l'annoso
problema della sicurezza sul lavoro.
- Non si possono imputare le troppo frequenti disgrazie a
tragica fatalità ed imprevedibilità. La vita è il bene più prezioso e bisogna
salvaguardarlo con tutti i mezzi possibili.
- La prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro è la
risposta più efficace per evitare il sorgere di fenomeni di emergenza. In Provincia essa
è affidata al Servizio igiene e sanità pubblica, ovvero all'Assessorato alla Sanità e
alle USL. Il comitato paritetico tra imprenditori e sindacati provvede in merito con
l'ausilio di consulenti ed ispettori.
- Negli anni scorsi il servizio prevenzione ha lavorato
molto nel settore edile e ciò ha portato a risultati apprezzabili in quest'ambito. Da
quest'anno, pero, si è giustamente occupato anche di altri comparti produttivi con
conseguente rarefazione dei controlli in tutti i luoghi di lavoro sparsi sul territorio.
- Oltre alla diminuzione dei controlli, i sindacati, in
particolare quelli del settore edile, identificano anche in altre cause il progressivo
degrado ed affioramento di situazioni di pericolo sui cantieri e, più in generale, sui
posti di lavoro: la concorrenza sempre più marcata tra le imprese, il diffondersi del
lavoro nero, l'inserimento di imprese extraprovinciali, ecc.
- Un'indiretta difficoltà nell'opera di formazione mirata
alle prevenzioni degli infortuni è poi dovuta al notevole turn-over che caratterizza in
particolare il settore edile che registra circa duemila nuovi operai ogni anno. Esistono
pertanto notevoli difficoltà nel lavoro di formazione e informazione degli addetti.
- Oggi il nuovo contratto collettivo di lavoro degli edili
prevede otto ore di lezione obbligatoria sull'antinfortunistica e nonostante questo nella
nostra Provincia i cantieri edili in regola sono solo il 25% del totale (si veda la
dichiarazione sulla stampa locale dell'ing. Ezio Tranquillini del Settore operativo
prevenzione infortuni).
- Tuttavia, anche nel settore della prevenzione degli
infortuni nei luoghi di lavoro qualche cosa si muove. Infatti, il 16 settembre scorso, il
Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo con il quale si recepiscono ben
otto direttive comunitarie in tema di sicurezza e salute dei lavoratori. Questo decreto
(non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e quindi privo di efficacia legale),
prevede un notevole passo in avanti in tema di prevenzione nei luoghi di lavoro. Assai
innovativo è l'obbligo del rappresentante per la Sicurezza eletto dai lavoratori (art.
18) e l'istituzione di un servizio di prevenzione e protezione per ogni azienda ed unità
produttiva (art. 8), oltre alla riaffermazione massiccia degli obblighi di formazione ed
informazione dei lavoratori. Quindi, quando questa normativa sarà praticamente attuata
all'interno di ogni azienda (indistintamente dal tipo di attività), si sarà fatto un
gran passo avanti nel livello di protezione dei lavoratori contro gli infortuni e gli
agenti fisici e chimici pericolosi per la salute degli addetti.
- Da subito è indispensabile provvedere all'immediato
potenziamento di servizi di prevenzione ed informazione dei lavoratori dai rischi
professionali, ricorrendo anche alla prestazione di professionisti o di ditte
specializzate nel campo della formazione ed informazione dei lavoratori, ponendo un
particolare riguardo alla valutazione del "feed back" di quello che si è
insegnato ai dipendenti.
Tutto ciò premesso,
si interroga
IL PRESIDENTE DEI LA GIUNTA PROVINCIALE
per sapere
1. l'attuale strutturazione del servizio operativo per
la prevenzione degli infortuni (numero dipendenti divisi per qualifica funzionale, per
qualifica professionale, numero ore di servizio di formazione e di ispezione effettuate
negli ultimi cinque anni; numero di dipendenti formati e relative aziende, materie
insegnate);
2. quale è la casistica completa degli ultimi cinque
anni degli infortuni mortali e delle invalidità professionali suddivise per aziende,
settori di attività e qualifiche professionali;
3. quali sono i compiti e le finalità del
"Comitato di coordinamento delle attività per la tutela fisica dei lavoratori"
insediato da poco tempo presso il Commissariato del Governo;
4. quali iniziative di informazione e di educazione alla
prevenzione degli infortuni si intendono attuare per limitare il più possibile
l'insorgere di danni fisici e biologici ai lavoratori;
5. se le iniziative di cui al punto precedente verranno
attivate prevedendo lanalisi del "feed back" dei messaggi destinati ai
lavoratori ed in particolare se si intende effettuare queste attività di informazione
preventiva ricorrendo a ditte specializzate nel settore della comunicazione e della
didattica finalizzata alla verifica dell'azione comunicativa;
6. se verranno previste, ricorrendo anche a
professionisti della comunicazione tecnica, periodi di informazione antinfortunistica
direttamente nei luoghi di lavoro per le ditte con più di dieci dipendenti e nel Comune
di attività per quelle con meno di nove dipendenti.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. Mauro Delladio