Preg.mo Signor
Giacomo Bezzi
Presidente del Consiglio provinciale
Palazzo Trentini
Trento, 26 novembre 2004
PROPOSTA DI MOZIONE N.
Commissione per la semplificazione normativa
Il tema della semplificazione normativa, tanto di moda solo pochi anni fa, dopo aver fatto la fortuna di qualche esponente politico, appare oggi confinato nel dimenticatoio.
Dobbiamo purtroppo constatare che l'eccesso di regole, il loro cattivo coordinamento, nonchè l'insufficiente definizione degli strumenti adeguati per la loro applicazione, rappresenta ancora oggi motivo di forte malumore sia presso i singoli cittadini, sia presso gli operatori economici e sociali.
Ben conosciamo, infatti, gli effetti negativi di questa situazione che genera problemi rilevanti di coordinamento di disposizioni riguardanti lo stesso ambito, difficoltà di interpretazione, sovrapposizione normativa e, cosa assai grave, pesanti ritardi nell'azione amministrativa.
Va tuttavia ricordato che nel 1991 l'allora Consiglio provinciale aveva avviato, tramite l'istituzione di un apposito gruppo di lavoro, un'azione di semplificazione normativa di grosso spessore che ha senz'altro contribuito a razionalizzare la normativa provinciale. Tuttavia si ritiene che una tale operazione non possa svolgersi una tantum.
Nella complessità dei rapporti giuridici che caratterizzano il mondo moderno, infatti la semplificazione normativa deve costituire un obiettivo sempre presente agli organi di governo istituzionali.
In altre parole è necessaria una costante vigilanza affinché l'affastellarsi di norme giuridiche anziché portare ordine e chiarezza non produca l'effetto opposto. La messa in atto di una buona tecnica legislativa è peraltro requisito primo e imprescindibile affinché si possa procedere ad una buona applicazione delle norme. In tal senso le leggi cosiddette omnibus, sono assolutamente da evitare, in quanto contribuiscono solo ad apportare confusione, incertezze, essendo appunto un contenitore generale di norme su ambiti diversi.
L'attuale legislatura si accinge a compiere il suo primo anno di vita istituzionale e pertanto il momento appare favorevole per intraprendere un'azione di riordino volta a rendere più comprensibile, e più facilmente consultabile dal cittadino, l'apparato normativo che regola la nostra speciale autonomia. Questo Consiglio, può pertanto affrontare la questione con la serietà e l'approfondimento necessari, dandosi scadenze sia a breve sia a medio e lungo termine; infine, sia i soggetti economici e sociali, sia i funzionari e dirigenti dell'amministrazione provinciale darebbero certamente il proprio contributo ad un'azione di semplificazione che essi stessi da tempo vanno richiedendo.
Pertanto, si propone l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio provinciale di un gruppo di lavoro composto da un minimo di tre fino ad un massimo di cinque consiglieri, con il supporto tecnico dei funzionari del Consiglio e della Giunta.
Il gruppo in questione dovrebbe porsi i seguenti obiettivi:
1. redazione di testi unici e testi unici abrogativi, che comporta l'analisi dettagliata e sistematica, settore per settore, dell'intero sistema normativo provinciale, individuando gli interventi e gli strumenti necessari per semplificarlo, coordinarlo, renderlo più organico e più facilmente interpretabile ed applicabile dall'amministrazione e dagli utenti, escludendo in ogni caso interventi che comportino la ridefinizione, anche parziale, di scelte normative di contenuto sostanziale;
2. riferire periodicamente al Consiglio provinciale sulla propria attività e, annualmente, redigere una relazione sui risultati raggiunti.
Il Gruppo di lavoro dovrebbe essere libero di indicare gli strumenti tecnici più adatti al raggiungimento dell'obiettivo finale, consistente appunto in una maggior chiarezza e semplicità complessiva del sistema normativo provinciale; naturalmente, i risultati del lavoro del gruppo in questione dovrebbero essere poi sottoposti alle competenti commissioni ed al Consiglio provinciale per gli adempimenti conseguenti (abrogazioni i norme, interventi di delegificazione, etc.).
Poiché, come s'è accennato, la semplificazione normativa è un'esigenza sentita sia da coloro che operano nell'amministrazione provinciale, sia dai soggetti economici e sociali, il gruppo di lavoro dovrebbe potersi avvalere dei poteri conferiti alle Commissioni del Consiglio così come previsti dal Regolamento interno, in modo tale da poter ottenere informazioni da dirigenti e funzionari provinciali, nonché da cittadini, organizzazioni, associazioni, etc. operanti nei settori oggetto dell'intervento di semplificazione normativa. In particolare, il lavoro di semplificazione potrebbe svolgersi in maniera più rapida ed efficace se si prevedesse da parte della Giunta Provinciale il rilascio di una sorta di autorizzazione permanente affinché questo specifico gruppo di lavoro possa avvalersi costantemente della collaborazione di dirigenti e funzionari provinciali, senza dover ogni volta richiedere l'autorizzazione di cui all'art.56 del Regolamento interno.
La composizione politica del gruppo di lavoro consiliare è giustificata proprio dal fatto che gli effetti sul piano politico, economico e sociale dell'attuale situazione di confusione normativa sono infatti tali per cui la ricerca delle relative soluzioni non può essere affidata ad un organo tecnico, per quanto qualificato, ma deve essere affidata ad un organo che, per la sua composizione politica, sia direttamente rappresentativo della comunità interessata e ad essa risponda; l'indispensabile supporto tecnico al gruppo di lavoro sarà comunque fornito dai funzionari del Consiglio e della Giunta.
il Consiglio della Provincia Autonomia di Trento
impegna il Presidente del Consiglio provinciale
- ad istituire un gruppo di lavoro consiliare composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque consiglieri, scelti fra quelli che per formazione ed esperienza professionale possono dare il maggior contributo al lavoro di semplificazione normativa, che con il supporto tecnico dei funzionari del Consiglio e della Giunta provinciale svolga i seguenti compiti:
-
1) redazione di testi unici e testi unici abrogativi attraverso l'analisi in maniera dettagliata e sistematica, settore per settore, dell'intero sistema normativo provinciale, individuando gli interventi e gli strumenti necessari per semplificarlo, coordinarlo, renderlo più organico e più facilmente interpretabile ed applicabile dall'amministrazione e dagli utenti, escludendo in ogni caso interventi che comportino la ridefinizione, anche parziale, di scelte normative di contenuto sostanziale;
2) riferisca periodicamente al Consiglio Provinciale sulla propria attività e, annualmente, rediga una relazione sui risultati raggiunti.
Cons. Mauro DELLADIO