Trento, 22 ottobre 2001

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

PERCHE’ I COSTI DI DEPURAZIONE SONO PIU’ ALTI

IN VAL DI FIEMME?

QUALI COMUNI HANNO RICONSIDERATO LE STIME PROPOSTE DALLA PAT?

 

Premesso che:

 

-       con delibera n.17568 di data 30 dicembre 1996 la Giunta provinciale ha definito le modalità di quantificazione delle acque approvvigionate dagli utenti per i Comuni nei quali non siano stati installati i contatori;

 

-       nella stessa delibera “si ribadisce con forza l’invito all’introduzione dei contatori, gli unici strumenti in grado di individuare correttamente la base imponibile per le tariffe idriche.”

 

-       nella delibera di cui sopra sono stati determinati i quantitativi di consumo minimi che ciascun Comune è tenuto ad incrementare, qualora non risultassero congrui in base alla conoscenza della situazione locale;

 

-       in delibera si rileva, tra l’altro, che per gli insediamenti di tipo civile, ove non sia stato installato il contatore,  relativamente ad una singola unità immobiliare adibita ad abitazione principale, è previsto un consumo di 250 litri al giorno a persona;

 

-       dopo vari provvedimenti, con circolare n.5, di data 19 aprile 2000, gli Uffici provinciali competenti comunicavano che “limitatamente al corrispettivo dovuto dai Comuni alla Provincia per l’anno 1999, la Provincia, attraverso il Servizio Opere Igienico Sanitarie, provvederà a fatturare un importo corrispondente all’ammontare degli accertamenti effettuati da ciascun Comune in quell’anno. Sulle modalità attraverso le quali il Servizio Opere Igienico Sanitarie acquisirà i dati per poter fatturare, e sul momento della fatturazione, si rinvia ad una prossima circolare in attesa di un provvedimento da parte della Giunta Provinciale. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, quindi entro il prossimo 28 maggio, ciascun Comune che prevede per l’anno 2000 di dover pagare alla Provincia (per effetto della nuova disciplina di cui all’art. 35 della L.P. n.3/99) un importo superiore rispetto a quanto prevede di incassare attraverso la fatturazione all’utenza, può disporre un aumento della tariffa fissata dalla Giunta Provinciale per l’anno 2000, a copertura integrale o parziale di detta differenza. A tale fine si allega l’elenco fornito dal Servizio Opere Igienico Sanitarie contenente le stime dei corrispettivi che si prevede di fatturare ai Comuni per il 2000.”;

 

-       si rileva dalla tabella delle stime dei corrispettivi allegata alla circolare n. 5 che i Comuni di Fiemme rispetto agli altri Comuni del Trentino avrebbero dovuto pagare importi molto elevati:

 

 

COMUNE

ABITANTI

COSTO DA PAGARE ALLA PAT

(AL NETTO DI IVA)

     
PREDAZZO 4248

623.520.127

STORO 4410

388.195.574

     
TESERO

2583

379.688.755

TIONE

3438

170.563.146

 

-       si nota dalla tabella esemplificativa sopra riportata l’assoluta discrepanza ed iniquità di trattamento fra i cittadini di Fiemme ed i cittadini  di altre realtà comunali del Trentino;

 

-       la Provincia, con circolare n.8 di data 15 maggio 2000 comunicava: “Facendo seguito alla circolare n.5 di data 19 aprile 2000 curata dallo scrivente Servizio, con la quale si trasmettevano le stime dei corrispettivi dell’anno 2000 per il servizio di depurazione, si ritiene doveroso dar corso ad una parziale rettifica delle indicazioni in essa contenute sia in quanto i dati stessi non sono risultati sufficientemente attendibili, sia anche alla luce delle molte osservazioni sollevate dalle amministrazioni comunali. Tali osservazioni ed alcune analisi tecniche effettuate dal settore competente per materia (Servizio Opere Igienico Sanitarie) hanno evidenziato alcune distorsioni che non consentono di assumere le stime proposte quale riferimento per la dimensione dei corrispettivi 2000. Questi aspetti rendono consigliabile una riconsiderazione delle stime proposte nello sforzo di adeguarle il più possibile, nel rispetto della previsione normativa, al servizio effettivamente prestato. Nel frattempo la Giunta Provinciale con deliberazione assunta nella seduta del 12 maggio ha posticipato il termine per la fatturazione relativa al 2000 per tutti i comuni al 31 maggio 2001. Peraltro dalla simulazione dell’applicazione dei criteri individuati dalla normativa sono risultati anche effetti distorsivi che si scontrano con gli obiettivi finali che hanno ispirato la nuova normativa stessa ovvero di incentivare lo sdoppiamento delle reti per evitare il maggior onere dovuto al conteggio del complesso delle acque fatte affluire al depuratore. L’applicazione del criterio di ripartizione del volume complessivo sulla base della popolazione residente presso ciascun comune ha provocato numerose distorsioni penalizzando ad esempio i comuni collegati al depuratore solo per una frazione del proprio abitato, i comuni con scarse presenze turistiche che si trovano a dover concorrere al pagamento relativo al trattamento di acque provenienti da comuni turistici affluenti al medesimo impianto e quelli “efficienti” che hanno già provveduto allo sdoppiamento delle reti fognarie e che si trovano a dover concorrere al pagamento relativo al trattamento di acque provenienti da comuni con reti miste. Tutto ciò consiglia, pur salvaguardando gli obiettivi prefissati, di prevedere alcune correzioni, oltre ad un’applicazione graduale che consenta alle amministrazioni di provvedere ad una corretta misurazione e gestione della risorsa idrica. Viste tutte queste premesse e in attesa di disporre delle nuove stime dei corrispettivi si conferma l’indicazione fornita con circolare n.18 di data 2 dicembre 1999. La conseguenza di ordine contabile di tale comunicazione era la determinazione dello stanziamento di spesa relativo al capitolo del servizio in questione pari almeno al totale degli impegni relativi all’ultimo esercizio incrementati di un 25%. Questo incremento è dovuto al fatto che a partire dal 1.1.2000 il volume di acqua al quale applicare la tariffa di depurazione all’utenza è passato dal 80% al 100%. Nel 2001 si terrà conto degli effetti derivanti dall’applicazione dei dati corretti nel rispetto di quanto previsto dalla legge provinciale. (…)”;

 

-       con delibera n.2146 del 31 agosto 2000 l’Assessore competente premetteva che:

con il comma 5 dell’art. 35 della L.P. n.3/1999 la Giunta provinciale, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge,  avrebbe dovuto stabilire i criteri e le modalità per l’applicazione delle tariffe per il servizio di depurazione delle acque di rifiuto;

la Provincia avrebbe dovuto emettere le fatture relative al servizio di depurazione per l’anno 1999 entro il 28 febbraio 2000;

con il comma 5 dell’art. 50 della L.P. 3/2000 è stato stabilito che, ai fini della determinazione del corrispettivo dovuto dai comuni alla Provincia per il servizio di depurazione reso nell’anno 1999, si debba fare riferimento all’ammontare degli accertamenti affettuati da ciascun comune;

la Provincia, entro il 31 dicembre 2000, doveva emettere ai Comuni le fatture relative al servizio di depurazione reso nell’anno 1999 sulla base degli accertamenti effettuati dai Comuni stessi e da essi comunicati alla Provincia;

ed infine deliberava di stabilire che ciascun Comune doveva comunicare alla Provincia l’ammontare degli accertamenti relativi al servizio di depurazione per l’anno 1999, entro il 30 settembre 2000;

 

-       con altra circolare (n.15 del 26 settembre 2000) il Servizio Finanza locale ribadisce quanto stabilito con la delibera giuntale di cui al comma precedente;

 

 

-       le fatturazioni emesse in questi giorni dai Comuni della valle di Fiemme, tramite i propri Concessionari, relative alla depurazione, confermano la notevole sperequazione fra i Comuni locali e gli altri Comuni del Trentino;

 

-       per la val di Fiemme solo il Comune di Predazzo, paese calcolato turistico, per l’interessamento di alcuni consiglieri comunali, al pari delle altre Amministrazioni comunali trentine, ha posto in essere una revisione dei volumi d’acqua da considerare nel calcolo delle spese per la depurazione riducendo i costi per la popolazione rispetto alle previsioni provinciali. Nonostante il ricalcalo tali spese risultano essere ancora maggiori rispetto ad altri comuni trentini con popolazione residente uguale o superiore;

 

-       altresì è evidente che seguendo pedissequamente le indicazioni della circolare n.5, come hanno fatto alcuni amministratori, senza apportare le modifiche di calcolo previste dalla circolare n.8, oltre ad avere importi di canone depurazione altissimi a carico dei censiti si avranno ulteriori aumenti per gli anni successivi, a causa dell’incremento costi, pari al 20%, previsto dalla stessa circolare n.8;

 

-       altro problema emerso è che il Comune di Tesero, nel calcolo degli importi – definiti “al giorno a persona” dalla delibera provinciale – ometteva di verificare l’effettivo periodo di residenza dei vari componenti i nuclei familiari nel corso dell’anno 1999 addebitando, a cittadini residenti altrove, l’intero periodo annuale facendo pagare due volte, al diretto interessato, lo stesso servizio;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.    se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;

 

2.    quali Comuni della val di Fiemme (Comprensorio C1) hanno fatto gli accertamenti relativi al servizio di depurazione per l’anno 1999, come indicato dalla Provincia, al fine di riconsiderare le stime proposte per adeguarle il più possibile al servizio effettivamente prestato;

 

3.    quali Comuni del Comprensorio C1 hanno trasmesso i dati relativi agli accertamenti per il servizio di depurazione per l’anno 1999, entro il 20 settembre 2000, al Servizio Opere Igienico Sanitarie della Provincia al fine di fatturare gli importi comunicati;

 

4.    i dati, relativi agli accertamenti, di cui al comma precedente, segnalati alla Provincia dai Comuni del Comprensorio C1 e le rispettive date di segnalazione;

 

5.    se non si intende intervenire nei confronti degli amministratori della val di Fiemme affinché siano ricalcolati i volumi di acqua da depurare seguendo le indicazioni emanate dalla Provincia che porterebbero ad un notevole risparmio nelle tasche dei cittadini di Fiemme;

 

6.    se non si intende intervenire nei confronti del Comune di Tesero al fine di far ricalcolare le bollette decurtando i periodi di residenza sviluppati in altri Comuni;

 

7.    quali provvedimenti si intendono attuare per ripristinare una effettiva uguaglianza fra cittadini di Fiemme e degli altri comuni del Trentino, alla luce della circolare n.8 che, di fatto, annulla la n.5.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.