Al Presidente

del Consiglio provinciale

dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

Trento, 19 settembre 2002

 

INTERROGAZIONE N.

 

INCURIA E DEGRADO NEL BACINO DI STRAMENTIZZO

 A MOLINA DI FIEMME

 

 

Premesso che:

 

-       la situazione di grave degrado del bacino idroelettrico di Stramentizzo è stata all’esame del Consiglio comunale di Castello-Molina di Fiemme. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione contenente alcune proposte operative da inviare alla Giunta provinciale e all’Enel per migliorare la gestione del bacino di raccolta acque di Stramentizzo;

 

-       le acque del lago di Stramentizzo, quest’estate, sono rimaste per lungo tempo al di sotto del livello minimo. Si è creata una “situazione -si legge nella mozione approvata dal Consiglio comunale- di totale degrado dal punto di vista ‘estetico’, con conseguenze olfattive per la zona circostante che si possono facilmente immaginare, con effetti assolutamente negativi a livello turistico: molta della clientela locale è legata alla pratica della pesca, compromessa appunto per quasi l’intera stagione dal livello e dallo stato di degrado del lago;”

 

-       il basso livello delle acque del lago ha inoltre compromesso seriamente anche la pratica della pesca per gli ospiti e per i soci della società pescatori;

 

-       la gestione delle acque pubbliche, che nel corso della stagione estiva inoltre a causa del livello del lago tenuto costantemente basso per l’eccessivo sfruttamento idroelettrico nella Centrale di San Floriano, ha suscitato l’indignazione dei residenti e degli ospiti per la gestione che è in netto contrasto con la politica turistica e con la stessa economia della valle;

 

-       nel verbale di deliberazione n. 42 dd. 30 agosto 2002 del Consiglio comunale di Castello-Molina di Fiemme si legge ancora: “L’accordo tra Provincia ed Enti Gestori sul rilascio obbligatorio delle acque dai bacini idroelettrici a salvaguardia di fiumi e torrenti, è stato un indubbio passo avanti in termini di politica ambientale, anche se sarebbero da approfondire e da ridiscutere le modalità del rilascio da parte dell’ENEL (risulta infatti che esso venga effettuato a mezzo della galleria di fondo con conseguente ‘rilascio’ di detriti e fanghi), ma è altrettanto chiaro che molto rimane ancora da fare per raggiungere un equilibrio tra politica energetica, regimazione della acque, politica turistica e salvaguardia dell’ambiente”;

 

-       il documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Castello Molina di Fiemme indica: “le proposte su possibili e fattibili interventi, che vedrebbero coinvolti l’ENEL, quale Ente gestore e proprietario dei terreni, la Provincia autonoma di Trento e il nostro Comune potrebbero riguardare:

1.     un intervento di pulizia e di diradamento e/o taglio della vegetazione sulle sponde, specialmente in destra orografica;

2.     un intervento di recupero del materiale inerte che nel corso degli anni ha ricoperto il fondo del bacino, specie nel tratto più prossimo alla foce del torrente;

3.     il recupero a scopi turistici, con creazione di un’area a verde attrezzata, dall’intera area ricompressa tra la SS. 612 e la S.P. Fersina-Avisio, dove potrebbe trovare collocazione, con una sistemazione a gradoni, buona parte del materiale inerte di recupero non riciclabile;

4.     la creazione di una diga di sbarramento al materiale inerte apportato dal torrente, a monte del ponte sulla S.P. Fersina-Avisio, tale da evitare ulteriori depositi a valle del ponte stesso, che hanno prodotto nel tempo una progressiva accentuata diminuzione della capacità ricettiva del bacino stesso;

5.     lo sblocco del divieto di escavazione ed asporto del materiale inerte alla foce del torrente;

6.     la regolamentazione, a mezzo di convenzione tra ENEL e Provincia, delle modalità di utilizzo dell’acqua, tale da consentire (fatte salve esigenze particolari in previsione di eccezionali accadimenti atmosferici) il mantenimento del livello del lago a limiti compatibili con le esigenze turistico-ambientali e ciò in modo particolare durante la stagione estiva.”.

 

-         non solo. E’ grande la preoccupazione nella gente per l’accumulo di materiale alla base del ponte che attraversa il torrente Avisio. Nel caso di aumento della portata del corso d’acqua si potrebbe verificare un pericoloso effetto diga;

 

Si interroga il Presidente della

Giunta provinciale

per sapere:

 

 

1.     se condivide le proposte deliberate dal Consiglio comunale di Castello Molina di Fiemme sui possibili e fattibili interventi che dovrebbero coinvolgere, per quanto di competenza l’ENEL, la Provincia di Trento e quella di Bolzano;

 

2.     in caso di risposta affermativa quali iniziative intende urgentemente attuare per recepire quanto deliberato dal Consiglio comunale di Castello Molina di Fiemme; 

 

3.     quali sono state le cause che hanno portato alla situazione di degrado esposte in premessa;

 

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.