Al Presidente
del Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
Trento, 11 aprile 2003
INTERROGAZIONE N.
TUTELA DEL POSTO DI LAVORO E DELLA SALUTE PUBBLICA
Premesso che:
- è dei giorni scorsi la notizia che in Val di Sole, precisamente a Dimaro, due cantieri delle aziende “Sabbia ghiaia Calcestruzzi S.n.c.” e “Mochen S.r.l.” sono stati posti sotto sequestro preventivo in quanto il giudice ha ritenuto esistesse una violazione degli articoli 110, 674, e 650 del codice penale;
- in sostanza sarebbe stata contestata alle due aziende l’emissione in atmosfera di polveri diffuse oltre la normale tollerabilità;
- il provvedimento ha causato delle forti preoccupazioni tra i lavoratori delle ditte interessate dal sequestro in quanto il blocco dell’attività e l’incertezza sulle possibilità di prendere commesse e appalti per il futuro creeranno grossi problemi per le 52 famiglie coinvolte;
- si legge sul quotidiano Trentino che: “il Sindaco ha affermato, così come avevano già fatto ieri il proprietario della Mochen e i lavoratori, che le ditte - non solo per le polveri, ma anche per il rumore - risultano a norma a seguito di ripetuti controlli del Comune e dell’Appa. I lavoratori con la probabilità non remota di essere licenziati di fronte al “Pericolo virtuale” si sono sentiti ancor più realmente in pericolo. Ma anche l’Amministrazione comunale che vede messo in discussione, non solo l’esito dei propri controlli ma, anche, le deliberazioni relative alla destinazione d’uso delle diverse aree e al piano regolatore. Tutti si sono chiesti se la situazione delle due ditte non sia simile a quella di tante altre cave che però restano aperte ed anche se la denuncia di un singolo cittadino possa repentinamente mettere in crisi 60 persone.”;
- è altrettanto vero che se il GIP del Tribunale di Trento dott. La Ganga ha ritenuto di emettere un provvedimento di sequestro preventivo per ipotesi di violazione degli articoli sopra citati avrà avuto indiscutibilmente sufficienti elementi di valutazione avvalorati anche dalla conferma del sequestro da parte del Tribunale del riesame che ha rigettato la richiesta di dissequestro presentata dai legali delle aziende;
- vengono condivise pienamente le preoccupazioni dei lavoratori e delle famiglie dei lavoratori in quanto le aziende sono attive in zona da circa trent’anni e nel contempo si condivide la necessità di tutelare la salute pubblica da eventuali inquinanti;
- sul quotidiano il Trentino d.d. 2 aprile u.s. si legge una affermazione dell’Assessore all’ambiente Berasi:””Abbiamo dato la disponibilità ad effettuare al più presto gli esami attraverso l’Appa, ma la bonifica deve essere efficace: ho chiesto venga realizzata una barriera fono-assorbente e vegetale, attualmente occupata in parte dalla Mochen”. Altrimenti si devono spostare. E se non c’è posto all’interno del Comune si pensi ad un’altra area nel comprensorio. Sulla situazione complessa l’assessore Marco Benedetti sottolinea: “Bisogna riqualificare l’area e ridefinirla urbanisticamente.””
- in Trentino esistono altre realtà estrattive che potrebbero essere oggetto di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria che scatenerebbero una emergenza occupazionale dai risvolti imprevedibili; urge trovare soluzioni ed interventi tempestivi al fine di prevenire conflittualità e perdita di posti di lavoro;
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;
quali controlli sono stati effettuati dall’APPA e quali sono i risultati;
nel dettaglio, quali ulteriori controlli saranno effettuati dall’APPA;
quali controlli sono stati effettuati dal Comune di Dimaro e quali sono i risultati;
dato che la situazione sopraesposta non differisce molto da quella di altre realtà estrattive del trentino, quali provvedimenti si intendono urgentemente adottare affinché non si verifichino nuove situazioni come quelle evidenziate in premessa.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO