Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 24 ottobre 2000
INTERROGAZIONE N.
DEPURATORE DI CAMPITELLO DI FASSA: MIASMI INSOPPORTABILI. “ATTENTATO” ALLA SALUTE DEI CITTADINI.
DEPURATORI DI FIEMME E FASSA DA ROTTAMARE?
Premesso che:
- già dal 1997 sono state fatte segnalazioni agli Organi competenti (Provincia autonoma di Trento, Ufficiale sanitario, Carabinieri, La Brennero S.c.r.l. ecc.) in merito al cattivo funzionamento del depuratore sito in Campitello di Fassa;
- cittadini ed operatori turistici locali hanno lamentato, con un numero elevato di comunicazioni scritte, inviate anche alla Procura della Repubblica, i disagi derivanti dagli odori nauseabondi che fuoriuscivano e fuoriescono tuttora dal depuratore in questione. Tali maleodori si propagano in paese, nelle abitazioni e negli alberghi limitrofi causando un grave danno anche di immagine alla comunità di Campitello di Fassa;
- le denunce presentate, finora senza riscontro, hanno posto in evidenza che la ripetuta fuoriuscita di odori maleodoranti dal depuratore può configurarsi come “inquinamento biologico” in netto contrasto con la normativa vigente;
- per rendersi conto in maniera precisa della situazione si può leggere quanto i cittadini interessati hanno esposto al Procuratore della Repubblica in data 18 agosto 2000:
“I sottoscritti, aventi abitazione in Campitello di Fassa (Trento), denunciano un problema di tutela della qualità ambientale e di protezione della salute e lamentano:
che il depuratore delle acque fognarie sito in Campitello di Fassa posto in zona abitata adibita ad insediamenti turistici e residenziali, dalla giornata del 7 agosto 2000 e per i giorni successivi, ha emanato miasmi con frequenza quotidiana, durante la notte e la mattinata fino al primo pomeriggio. Tali odori nauseabondi sono stati particolarmente forti nelle giornate del 7 e dell’8 agosto.
che durante tutto l’anno tali odori pervadono la zona durante la notte (e talvolta anche di giorno) con frequenza almeno settimanale
che in periodo di alta stagione turistica il problema si acuisce sensibilmente sia nell’intensità dei miasmi sia nella durata degli stessi
che lo stesso avviene ogni qualvolta siano cadute abbondanti piogge
che le numerose richieste di intervento sollevate nei confronti del Comune di Campitello di Fassa e della Regione Trentina hanno solo ottenuto miglioramenti parziali e limitati nel tempo
Pertanto chiedono
che vengano messe in atto tutte le azioni necessarie alla risoluzione definitiva del problema entro tempi ragionevoli (non superiori ai 6 mesi)
che vengano fatte rispettare le norme igieniche per la tutela ambientale di aree di alto valore naturalistico, turistico e residenziale quale la zona in questione
che venga tenuto sotto controllo e monitorato nel tempo (a regime) il rispetto delle azioni intraprese per evitare il ripresentarsi del problema
Si riservano di quantificare i danni passati e futuri (fino a soluzione del problema) apportati alle attività turistiche e di qualsiasi altro tipo purché riconducibili all’inquinamento in questione e di richiedere, a chi di dovere, nei modi e nei tempi da stabilire, il rimborso dei danni subiti.”;
- nel mese di agosto 2000, in occasione di una manifestazione turistica in piazza, l’olezzo ha investito tutti i partecipanti compreso le autorità ed il prete che celebrava la Santa Messa creando sconcerto e proteste da parte di tutti i presenti;
- tale situazione, che ha portato i censiti di Campitello di Fassa all’esasperazione, può peggiorare con proteste più evidenti;
- anche il Sindaco di Campitello di Fassa, con lettera inviata alla Provincia autonoma di Trento – Servizio Opere Igieniche, datata 22.08.2000, interpretava giustamente il disappunto generale richiedendo interventi urgenti;
- dalla stampa locale del 17 ottobre 2000 si rileva che “Un rimedio, non si sa quanto efficace, potrebbe essere quello di deviare il carico insopportabile dell’impianto oramai sottodimensionato verso altre strutture analoghe. E’ infatti in programma l’allacciamento dell’impianto al collettore fognario che scende al mega depuratore di Pozza recentemente messo in funzione in modo da togliere il sovraccarico della depurazione delle acque nere provenienti dall’alta Fassa.”;
- anche gli operai interessati alla manutenzione del depuratore hanno manifestato la loro protesta, amarezza e arrabbiatura tramite le colonne di un quotidiano locale. La dozzina di operatori presenti in valle di Fiemme e Fassa rimproverano i sindacati di averli scaricati e la Provincia di ignorarli. Altresì denunciano di subire il diktat della nuova gestione della CET di Lavis subentrata alla società Acquacoop nella gestione dei sei depuratori delle valli dell’Avisio. L’uso irrazionale del personale ed i continui trasferimenti da un depuratore all’altro (Molina di Fiemme, Cavalese, Tesero, Pozza di Fassa, Campitello di Fassa e Soraga) non permettono la conoscenza precisa degli impianti da parte degli addetti creando problemi di sicurezza;
- la rabbia degli operai manutentori dei depuratori non si ferma all’evidenziare la cattiva gestione del personale ma va oltre: “A Tesero il tetto del depuratore cade a pezzi, a Pozza l’impianto, per altro recente e costoso, mostra condizioni interne (circolazione d’aria ed altre magagne) che gridano vendetta al cielo.”;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;
2. quali motivazioni stanno alla base delle continue fuoriuscite degli odori nauseabondi dal depuratore del Comune di Campitello di Fassa;
3. se la struttura di smaltimento di Campitello di Fassa è stata progettata correttamente per le effettive esigenze della collettività locale e dei sovraccarichi dovuti ai numerosi turisti presenti in zona;
4. quali provvedimenti si intendono adottare urgentemente al fine di risolvere in maniera definitiva gli insopportabili ed insalubri problemi di cui sopra;
5. come si spiega che depuratori completati da pochissimo tempo (Tesero e Pozza di Fassa), entrati in funzione da pochi mesi, presentano già carenze strutturali e “condizioni interne che gridano vendetta al cielo” come denunciato pubblicamente dagli stessi operatori ecologici operanti presso i depuratori della zona;
6. se esistono responsabilità a carico dei progettisti e delle imprese di costruzione degli impianti di depurazione messi in funzione da pochissimo tempo: strutture che si manifestano già insufficienti a smaltire il carico antropico specifico e conosciuto dei rispettivi bacini d’utenza e con strutture in disfacimento;
7. quali provvedimenti si intendono attuare nei confronti della società di gestione dei depuratori di Fiemme e Fassa alla luce di quanto esposto in premessa.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.