Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini

Trento, 20 novembre 1995

INTERROGAZIONE N.

- DISCARICHE IN ESAURIMENTO: ALLARME ROSSO
RICICLAGGIO, PIROLISI E TERMODISTRUZIONE CON RECUPERO DI ENERGIA. -

premesso che:

  • Va altresì sottolineato che in esecuzione delle Leggi n. 441/1987 e n.° 475/1988, le Regioni (e le Provincie autonome) determinano le modalità di realizzazione del piano e favoriscano la raccolta differenziata e le soluzioni di smaltimento che consentono il riutilizzo, il riciclaggio e l’incenerimento con recupero di energia.";
  • La realizzazione dei due impianti a tecnologia complessa presuppone l’attivazione sul territorio provinciale delle raccolte differenziate dei rifiuti. Allo stato attuale sono state organizzate su tutto il territorio provinciale le raccolte differenziare del vetro, dei r.u.p. costituiti dalle pile esauste e dai medicinali scaduti, delle confezioni vuote degli antiparassitari e, in molti Comprensori, della plastica, dell’alluminio e della frazione organica dei r.s.u..

    Vista la recente approvazione del Piano per lo smaltimento dei rifiuti (30 aprile 1993), in questa fase la sua attuazione si esplica essenzialmente nella progettazione e realizzazione delle discariche controllate previste. La realizzazione degli impianti a tecnologia complessa abbisogna di tempi inevitabilmente più lunghi.

    A questo proposito giova comunque sottolineare che a suo tempo, per dare attuazione alla parte previsionale a lungo termine prevista dalla L.P. 29/82, l’Amministrazione provinciale attivò uno studio, conclusosi nel maggio 1986, nel quale si ipotizzava la realizzazione di un unico impianto provinciale a tecnologia complessa per lo smaltimento centralizzato di tutti i rifiuti provinciali, imperniato sulla selezione dei materiali, il compostaggio e la produzione e combustione di R.D.F..

    L’impianto così progettato fu sottoposto a valutazione di impatto ambientale presso il Politecnico di Milano per quanto riguardava le emissioni in atmosfera e sarebbe stato definitivamente adottato come soluzione per lo smaltimento dei rifiuti urbani se non avesse incontrato notevoli opposizioni da parte della popolazione. ...";

  • Si parla anche di conferire i rifiuti presso altre discariche comprensoriali o addirittura a Mantova, con costi difficilmente ipotizzabili e molto maggiori di quelli attuali. Un esempio: il costo preventivato dal comune di Vigo di Fassa per la raccolta rifiuti per il 1996 si aggira intorno ai 142 milioni e mezzo che vanno a sommarsi agli altri 150 per il servizio di raccolta;
  • Nell’elaborato viene proposto un esempio di inceneritore con relativi calcoli energetici e si afferma: "... che il riciclaggio non è che un rimedio assolutamente parziale e tale resterà finché non si cambiano usi e costumi. ... A questo punto la soluzione è quasi soltanto la pirolisi e l’incenerimento successivo dei rifiuti: non che da essi si possa trarre energia, chè, anzi, ne richiedono, ma il modello che riassumiamo è possibile tecnicamente, ricupera il 70% dell’energia impiegata, non inquina in nessun modo, riduce a meno del 10% il rifiuto, evita ogni possibile e futuro danno ambientale e igienico-sanitario";
  • Si tratta di una complessa serie di reazioni chimiche e fisico-chimiche che hanno luogo nella sostanza organica ed inorganica sotto l’azione del calore, in assenza di ossigeno o di qualsiasi altro ossidante. Tali impianti consentono di recuperare, dai materiali trattati, dei residui solidi, secchi e del tutto esenti da inquinanti organici che si potrebbero usare come combustibili per centrali termoelettriche. Un’ulteriore fondamentale funzione è la separazione del residuo solido di materie prime e seconde, con la conseguente possibilità di recupero. Il sistema di depurazione dei fumi permette l’abbattimento delle polveri ed il recupero dell’acido cloridrico sotto forma di soluzione acquosa. Tutto il processo è realizzato in modo da impedire tassativamente la formazione di diossine. L’impianto, inoltre, energicamente si autoalimenta grazie all’utilizzo del calore interno. Rendendo operativi gli impianti di cui sopra all’entrata o all’uscita delle discariche si riduce notevolmente il volume dei rifiuti da smaltire e di quelli già stoccati;
  • si interroga la Giunta Provinciale
    per sapere:

    1. quali sono gli intendimenti, i tempi, le modalità, l’ubicazione ecc. per realizzare gli impianti a tecnologia complessa per la produzione di R.D.F. (Refuse derived fuel) come previsti dal Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti della Provincia autonoma di Trento;
    2. se non si intende modificare il Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti della Provincia autonoma di Trento considerando prioritario, per tutte le discariche ed in particolar modo per quelle periferiche che non fanno riferimento agli impianti per la produzione di R.D.F., oltre alle varie tecniche di riciclaggio, l’attivazione di impianti basati sui processi fisico-chimici della pirolisi;
    3. se non si intende analizzare la fattibilità di realizzare uno o più impianti di termodistruzione con recupero di energia in Provincia di Trento anche utilizzando tecniche di project financing e gestioni in concessione da parte dei privati;
    4. quali provvedimenti intende adottare al fine di impedire il conferimento in discarica di materiale recuperabile (rifiuti solidi assimilabili: frigoriferi, televisori ecc.);
    5. qual’è il costo effettivo unitario del materiale conferito (R.S.U., R.S.A. fanghi ecc.) fatto pagare agli utenti della discarica Ischia-Podetti gestita dal Comune di Trento;
    6. quali provvedimenti intende assumere per uniformare i prezzi unitari di conferimento in discarica dei rifiuti (R.S.U., R.S.A., fanghi ecc.) nella Provincia autonoma di Trento.

    Cons. Mauro DELLADIO