Al Presidente
del Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini

Trento, 20 dicembre 1995

PROPOSTA DI MOZIONE N.

LA FOSSA Dl CALDARO E' PROPRIO UNA TOMBA!
L'INQUINAMENTO NON PERMETTE LA VITA!

premesso che:

il Consorzio di bonifica "Piana Rotaliana", costituito ai sensi del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215 con deliberazione della Giunta provinciale n. 1692 del 22 marzo 1985, trae origine dal Consorzio di bonifica "Monte

S. Michele", disciolto per quanto previsto dal D.P.R. 22 marzo 1974, n. 279;

l'Art. 4 del D.P.R. 22 marzo 1974 né 279 recita: "... il Consorzio di Bonifica Monte-S. Michele, estendentesi su territorio delle provincie di Trento e Bolzano, è disciolto. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto le provincie adotteranno d'intesa i provvedimenti necessari per la regolazione dei rapporti inerenti al Consorzio..."

con deliberazione n.° 1692 del 22 marzo 1985 è stato disposto la costituzione del Consorzio di Bonifica "Piana Rotaliana" con decorrenza dalla data di sottoscrizione della convenzione per la regolazione dei rapporti derivanti dallo scioglimento del Consorzio di Bonifica "Monte-San Michele", avvenuta il 27 giugno 1985;

la convenzione fra le Provincie autonome di Trento e di Bolzano per la regolazione dei rapporti derivanti dallo scioglimento del Consorzio di Bonifica "Monte-S. Michele" con sede in Egna allegata alla delibera n.° 1692 del 22 marzo 1985 riporta:

"Art. 1 La manutenzione ordinaria e straordinaria della Fossa grande di Caldaro sarà gestita nel modo seguente:

dalla confluenza in Adige all'intersezione più a sud del confine amministrativo che si identifica con il ponte cosiddetto "delle Cesure", a carico del costituendo Consorzio territorialmente competente per i fondi ricadenti in Provincia di Trento;

dall'intersezione rappresentata dal ponte "delle Cesure" e per tutto il tratto a monte, a carico del costituendo Consorzio territorialmente competente per i fondi ricadenti in Provincia di Bolzano;

le spese per eventuali future opere di sistemazione della Fossa grande di Caldaro saranno a totale carico delle due Provincie per i rispettivi tratti di competenza manutentoria; le predette opere potranno essere eseguite direttamente e/o per concessione.

Gli interventi dovranno essere eseguiti in modo tale da assicurare il regolare deflusso delle acque e non potranno costituire pregiudizio al buon regime idraulico dei terreni;

le eventuali opere riguardanti la regolazione dello sbocco della Fossa grande di Caldaro in Adige saranno eseguite direttamente e/o per concessione della Provincia di Trento previo accordo con la Provincia di Bolzano, la quale concorrerà alle spese nella misura del 50%. La spesa per la eventuale manutenzione e gestione sarà ripartita fra i due costituendi Consorzi nella stessa misura.

Art. 2 La manutenzione ordinaria e straordinaria della Fossa di Carnedo e della Fossa Slitti, compresi i tratti che scorrono in provincia di Trento, saranno affidate al costituendo Consorzio territorialmente competente per i fondi ricadenti in provincia di Bolzano, il quale assumerà a proprio carico anche l'intero ammontare della relativa spesa.

Analogamente l'onere per eventuali opere di sistemazione degli stessi tratti dei corsi d'acqua andrà a carico della Provincia di Bolzano.

Art. 3 La Provincia Autonoma di Trento, quale titolare del diritto di proprietà dei tratti di fossa ricadenti nel territorio di sua competenza, autorizza il costituendo Consorzio competente per la provincia di Bolzano ad eseguire i lavori di manutenzione e le opere di cui al precedente articolo 2.

Art. 4 Tutte le opere idrauliche di interesse comune fra i due costituendi Consorzi che dovessero venire realizzate in futuro dovranno essere preventivamente valutate e discusse caso per caso fra le parti.

(...)

Art. 10 Le opere di bonifica di competenza dello Stato e della Regione, che per effetto del D.P.R. 20 gennaio 1973, n. 1 15, sono state trasferite al rispettivo demanio delle Provincie di Trento e Bolzano e già concesse in uso al Consorzio di Bonifica "Monte-S. Michele" sono concesse in uso ai costituendi Consorzi di bonifica competenti per i rispettivi comprensori ricadenti nelle due provincie. Fanno eccezione le opere di cui all'Art. 2 della presente convenzione.";

con delibera della Giunta provinciale n. 8140 del 21 luglio 1989 si approva lo statuto del Consorzio di Bonifica "Piana Rotaliana" con sede in Mezzocorona;

nello statuto di cui sopra si evidenzia:

"Art. 2 Il consorzio espleta le funzioni e i compiti che gli sono attribuiti dalla legge e dall'autorità competente, omero che siano comunque necessari al conseguimento dei propri tini istituzionali. In particolare provvede:

a) alla progettazione ed all'esecuzione delle opere di bonifica di competenza del proprio bacino, nonché di ogni altra opera pubblica di interesse del Consorzio od a questo attribuita;

b) alla manutenzione ordinaria e straordinaria ed all'esercizio delle opere pubbliche di bonifica del bacino, nonché delle oltre opere di interesse del consorzio;

c) ad assumere, a termini della legge 12 febbraio 1942, nr. 183, l'esecuzione e la manutenzione delle opere di interesse comune a più proprietà, di quelle occorrenti a dar scolo alle acque rivolte ad eliminare pregiudizio sulle opere di bonifica;

d) alla progettazione ed esecuzione delle opere di miglioramento fondiario, volontarie ed obbligatorie comuni a più fondi e al conseguimento delle relative provvidenze pubbliche;

e) all'esecuzione, su richiesta per conto dei proprietari consorziati, delle opere di cui alla precedente lettera d) nonché alla manutenzione delle medesime, sempreché in quest'ultimo caso, l'intervento presenti interesse ai tini della funzionalità delle opere pubbliche o comuni;

f) ad assumere le funzioni di utilizzazione idrica ai sensi e per gli effetti della vigente legislazione;

g.) alla realizzazione di iniziative necessarie alla difesa ecologica e territoriale del Consorzio;

(...)

Art. 9 Indizione delle elezioni. Le elezioni del Consorzio dei delegati sono indette dal Presidente del Consorzio, previa deliberazione del Consiglio, mediante avviso di convocazione da pubblicarsi nell'albo consorziale almeno 60 giorni prima di quello fissato per le votazioni.

Entro il predetto termine l'avviso di convocazione è pubblicato con manifesti murali da affiggersi al pubblico nei comuni e nelle frazioni di giurisdizione del Consorzio.

L'affissione del manifesto è ripetuta almeno sette giorni prima di quello fissato per le votazioni e, se ritenuto opportuno, può essere pubblicato un avviso su quotidiani di larga diffusione locale.

L'elezione ha luogo normalmente ogni cinque anni." ...;

molte sono state le proteste, negli anni passati, di singoli cittadini e di esponenti di partiti, ora al Governo provinciale, che evidenziavano l'inquinamento della Fossa di Caldaro;

la Fossa di Caldaro è identificata in un Canale di bonifica a cielo aperto, lungo circa 30 km, a cavallo del confine fra le provincie di Trento e di Bolzano, che unisce il lago di Caldaro al fiume Adige. L'immissione delle acque nel fiume avviene in prossimità dell'abitato di Grumo nel comune di S. Michele all'Adige;

nel tratto fra Caldaro e Termeno, in Provincia di Bolzano, esistono numerosi scarichi che riversano nella Fossa di Caldaro una consistente quantità di acque reflue prodotte probabilmente dalle distillerie presenti in quel territorio ed in misura minore da fognature;

gli effetti dannosi si ripercuotono più a valle: sui terreni agricoli di Rovere della Luna e dintorni;

nel 1991 l'esasperazione dei cittadini per la drammatica situazione suesposta è sfociata anche in una denuncia al Servizio Protezione Ambiente della Provincia autonoma di Trento e per conoscenza alla Procura della Repubblica;

la situazione negli anni è continuata a peggiorare e varie volte è stata discussa dai consigli comunali dei comuni direttamente interessati;

ora la Fossa di Caldaro non è più un canale di regolamentazione delle acque, ma un vero e proprio collettore fognario: le acque sono limacciose e puzzolenti, la fauna ittica è completamente scomparsa e la flora ai lati del canale sta morendo;

il corso d'acqua che dovrebbe essere adibito principalmente ad uso agricolo, sprigiona nauseabondi ed insopportabili odori e non consente l'approvvigionamento idrico per la campagna;

quanto sopra evidenziato è confermato anche dalla relazione introduttiva della pubblicazione edita dalla Provincia autonoma di Trento in tema di raccolta ed elaborazione dati della qualità delle Acque superficiali dei corsi principali in provincia di Trento che per l'anno 1993 riporta: "le analisi relative alla Fossa di Caldaro mettono in luce la precarietà e il degrado in cui versa questo corso d'acqua; i valori registrati mostrano uno stato di inquinamento consolidato, già peraltro evidenziato negli anni precedenti, con un giudizio di qualità esprimibile con una I V classe nel punto 8, Roveré della Luna, e di ITI nel punto 9 a San Michele, sia dal punto di vista microbiologico che chimico. L'analisi biologica è mancante, ma, in questa condizione, se ci fossero, sicuramente non potrebbero che avallare i giudizi suesposti. In queste condizioni, la fossa perpetua un inquinamento anche dell 'Adige.

Analogo discorso vale per il rio Coste, il quale versa in condizioni analoghe alla fossa di Caldaro, mostrando una III classe di qualità microbiologica e una IN classe chimica. Tuttavia è doveroso far notare che c'è stato un leggero miglioramento: i colli fecali sono diminuiti, come media annuale, del 54.3% rispetto il '92 e del 68.3% rispetto al '91, favorendo il salto di una classe di qualità. Analoga situazione si presenta per la qualità chimica, che beneficia soprattutto del sensibile miglioramento del BOD5. (...) Non mancano, comunque, elementi di preoccupazione in alcune acque, soprattutto la Fossa di Caldaro e il Rio Coste, i quali, per ragioni diverse, sopirono notevolmente la pressione delle attività umane sul territorio da essi attraversato." Pubblicazione alla quale hanno collaborato il "Servizio protezione ambiente", il "Servizio per l'igiene e la Sanità pubblica", il "Settore operativo per le attività di Laboratorio medico

biotossicologico", il "Settore operativo per le attività di Laboratorio chimico-fisico", i "Settori operativi per l'igiene pubblica e la prevenzione ambientale", l' "Ex «Stazione Sperimentale Agraria Forestale» S. Michele a/A, il "Servizio Statistica" e il "Servizio Acque pubbliche e Opere idrauliche.

la Provincia autonoma di Trento con delibera n.° 4824 del 1993 ha deciso di approvare la realizzazione di uno studio teso a valutare la diffusione dei fitofarmaci nelle acque superficiali della provincia, tramite prelievi ed analisi degli aspetti chimici, fisici e biologici ed ecotossicologici delle acque e dei fanghi di fondo, preordinato all’adozione di provvedimenti e misure idonee a rimuovere la situazione di eventuale pericolo per la salvaguardia dell’ambiente e della salute della popolazione;

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

ad intervenire presso la Provincia autonoma di Bolzano affinché le industrie operanti nella zona limitrofa alla Fossa di Caldaro installino urgentemente gli opportuni impianti di depurazione per le acque reflue da loro prodotte e, più in generale, si rimuovano tutte le cause di inquinamento oggi esistenti e gravanti nella Fossa di Caldaro per quanto di competenza altoatesina.

Cons. Mauro DELLADIO