Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini
Trento, 13 marzo 1996
INTERROGAZIONE N.
- Minoranze: a quando
lufficio di coordinamento provinciale? -
premesso che:
- Mohandas Karamchand Gandhi, il Mahatma, il padre
dellIndia moderna ma soprattutto il profeta della non violenza, colui che ha
costruito una filosofia di lotta basandosi esclusivamente sulla resistenza passiva alle
ingiustizie, ha detto: "La civiltà di un Paese va giudicata in base al trattamento
di cui sono fatte oggetto le sue minoranze";
- il problema delle minoranze etniche è stato ed è ancora
oggetto di strumentalizzazione a fini autonomistici da parte di numerosi partiti politici;
- dalle dichiarazioni programmatiche espresse in Consiglio
provinciale da parte del Presidente designato Andreotti (PATT) per lXI^ legislatura
in data 24 febbraio 1994 si rileva che: "Determinanti, in questo quadro, divengono le
politiche rivolte al pieno riconoscimento delle minoranze etniche presenti sul territorio
trentino, ladini, mocheni e cimbri, perché proprio dalla loro presenza trae in buona
parte legittimazione lesistenza e la sopravvivenza della nostra Autonomia speciale.
La parificazione, anche statutaria, delle minoranze etnico-linguistiche del Trentino, con
quelle dellAlto Adige è uno degli obiettivi da perseguire con decisione, non senza
nel frattempo adottare tutte quelle misure che già oggi ci competono per valorizzare
questa nostra ricchezza. (...) Le minoranze linguistiche ladina, mochena e cimbra
dovranno trovare un preciso punto di riferimento per tutte le loro problematiche, in un
apposito ufficio costituito presso la presidenza della Giunta provinciale. (...)
Primaria dovrà essere la valorizzazione e la tutela dei diritti delle minoranze
linguistiche del gruppo ladino e germanofono.". E: "A tutti infine, a
cominciare da noi stessi, chiediamo onestà. Onestà di comportamento, onestà
intellettuale, onestà politica e morale.";
- si parla bene e si razzola male! Grave, ad esempio, è la
situazione venutasi a creare in provincia di Bolzano in seguito allapprovazione
dellArt. 8 del disegno di legge n.° 54 "Modifiche della Legge regionale n.°3
del 30 novembre 1994 in tema di elezione diretta del sindaco ed elezione dei consigli
comunali" che prevede la rappresentanza proporzionale in seno ai consigli comunali,
introducendo il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti fra le sole liste
che abbiano riportato un numero di voti validi pari almeno al quoziente naturale. Con
questo metodo, di fatto, saranno escluse le minoranze dai consigli comunali. Emendamenti
correttivi, tesi a salvaguardare la situazione di tutela delle minoranze esistenti, sono
stati bocciati grazie al voto determinante della Lega, del P.A.T.T. e dei Popolari (ex
DC). Ciò per evidenziare che la coerenza di talune forze politiche è un optional e che
esiste uneffettiva strumentalizzazione della questione ladina;
- la minoranza ladina della Val di Fassa trova ostacoli
nella burocrazia ed è esposta allerosione di un turismo sempre più omogeneizzante
e disgregante;
- pochi mesi fa sono stati festeggiati i venti anni di
attività dellIstituto culturale ladino "Majon di Fascegn" che riveste un
ruolo centrale sia per la sua funzione di raccolta, ordinamento e studio della lingua e
della memoria storica (in ambito economico, del folclore, dei costumi, della ritualità e
mitologia della gente ladina) che come centro propulsore di collaborazioni con altre
realtà ladine del Friuli e dei Grigioni, come con le altre minoranze etnico linguistiche
europee;
- notevoli sforzi sono stati rivolti alla creazione del
Servizio di Pianificazione ed elaborazione linguistica (SPELL): un codice scritto
unitario, finanziato dalla Commissione delle Comunità Europee, dalle Province, dalla
Regione Trentino Alto-Adige e da alcuni comuni che prevede un coordinamento linguistico
con ununica banca dati e una grammatica standard al fine di superare la
frammentazione degli idiomi locali e la suddivisione territoriale della minoranza;
- lArt. 1 del D.L. 16 Dicembre 1993 n°592 recita:
"I cittadini appartenenti alle popolazioni ladine della Provincia di Trento hanno
facoltà di usare la propria lingua nelle comunicazioni verbali e scritte con le
Istituzioni scolastiche, con gli Uffici, siti nelle località ladine, dello Stato delle
Regioni, della Provincia e degli Enti Locali, nonché dei loro Enti dipendenti, e con gli
Uffici della Regione e della Provincia che svolgono funzioni esclusivamente
nellinteresse delle popolazioni ladine anche se siti al di fuori delle suddette
località. ..."
- il Decreto 592/93 prevede altresì un rilevamento della
comunità ladina sul territorio dei sette comuni della Val di Fassa. I dati ancora
ufficiosi evidenziano una percentuale di dichiarazione etnica ladina media pari
all87% della popolazione locale residente;
- attualmente presso il Comprensorio della Val di Fassa
sono attive due figure lavorative precarie che collaborano con i Comuni della valle per le
traduzioni delle delibere e per listituzione di corsi di formazione linguistica ed
altro;
- non è mai partita stabilmente quella struttura di
coordinamento per lintero arco delle minoranze linguistiche presenti sul territorio
provinciale che supporta oltre ai ladini, i mocheni ed i cimbri: ufficio richiesto ancora
nel lontano 1988;
- fra i numerosi impegni dei Consiglieri provinciali di
minoranza cè anche quello di controllo delloperato della maggioranza,
(purtroppo, quale?) verificando lattuazione delle Norme e delle promesse fatte a suo
tempo;
- ogni cultura minoritaria è depositaria di un patrimonio
che arricchisce lintera collettività;
- servono fatti, non parole;
si interroga la Giunta Provinciale
per sapere:
- quali provvedimenti si intendono adottare per creare una
struttura con organico stabile presso il Comprensorio della Val di Fassa al fine di
garantire il necessario coordinamento e supporto di formazione linguistica per le
Amministrazioni comunali fassane;
- quali sono stati i problemi che hanno impedito la
costituzione e il decollo dellUfficio provinciale di coordinamento per tutte le
minoranze linguistiche della Provincia autonoma di Trento di cui alla premessa e se esiste
la volontà, entro brevissimo tempo, di rimuovere tali impedimenti.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO