Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
Trento, 26 maggio 2003
INTERROGAZIONE N.
APPALTI ALL’UNIVERSITA’ CON SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE
Premesso che:
da anni aziende locali, specializzate nella gestione impianti tecnologici, hanno sollecitato la struttura universitaria, affinché affidasse in appalto il servizio di gestione degli impianti stessi, consentendo una ottimizzazione dei consumi ed una sensibile riduzione dei costi.
Si rammenta in proposito che già altri enti, quali Comuni, azienda sanitaria ecc. da anni utilizzano tali servizi, con benefici in termini di costi, aggiornamento impianti ed utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e con notevole risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti.
Nonostante le sollecitazioni ed inviti ad operare in tal senso, l’Università in fretta e furia, senza che ve ne fosse obbligo, ha pensato bene di aderire alla convenzione nazionale CONSIP per tale tipo di servizio.
Convenzione che, essendo per sua natura generica e valevole su tutto il territorio nazionale, non poteva certamente soddisfare efficacemente esigenze tipicamente locali.
L’adesione alla convenzione da parte dell’Università ha comportato l’accettazione della Azienda aggiudicataria dell’appalto CONSIP per il lotto corrispondente e quindi affidato a META (Azienda municipalizzata di Modena).
E fin qui sembrerebbe tutto normale e regolare, se non che META, ovviamente non essendo organizzata sul territorio, per offrire il servizio richiesto affida in toto, ad altra azienda, l’intera attività trattenendosi per se un “onere” di rappresentanza del 5,5% parrebbe senza svolgere alcuna attività.
Parrebbe che a questo “onere” ingiustificato debba essere aggiunta anche, in base alle considerazioni iniziali delle stesse strutture universitarie, l’applicazione dei prezzi della convenzione CONSIP, inutilmente onerosa (maggiorazione dei costi attuali tra il 30 e 40%).
La decisione suesposta è incomprensibile ed ingiustificabile, nata per evitare il disturbo di indire un’asta, che comporta sicuramente uno spreco di denaro pubblico oltre a svilire il lavoro e l’opera di aziende locali certamente in grado di svolgere tali attività a costi competitivi.
E’ da ricordare, inoltre, che in questa operazione le fatturazioni emesse da aziende aventi sede legale fuori provincia provocano un depauperamento del bilancio provinciale che non beneficia del ritorno IVA previsto dallo Statuto di autonomia.
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;
per quali motivi l’Università – per la gestione di impianti tecnologici - ha aderito alla convenzione nazionale CONSIP a differenza di altri enti, quali Comuni e Azienda provinciale servizi sanitari, che hanno optato per l’indizione di un’asta come sta facendo in questi giorni l’ITEA;
se l’Università era a conoscenza che aderendo alla convenzione nazionale CONSIP la stessa avrebbe conseguentemente affidato a META la gestione degli impianti tecnologici, società quella di Modena, non organizzata sul territorio e che avrebbe dovuto affidare in toto l’intera attività;
quali sono i costi dettagliati sostenuti dall’Università per il servizio appaltato ala società META;
A norma di regolamento chiedo risposta scritta
Cons. Mauro DELLADIO