Trento, 13 giugno 2003

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

VARIANTE AL 2 LOTTO BRUNI-ZENDRI: UNO SPRECO DI RISORSE E UNO SFREGIO AMBIENTALE !

 

Premesso che:

 

-       il contratto di appalto, per l’affidamento a seguito di licitazione ai sensi della L.P. 10 settembre 1993, n.26, dei lavori di sistemazione ed allargamento della S.P. 89 sinistra Leno da Aste ad Ometto – 2° lotto: Bruni-Zendri (n° pratica 122 APPA), sia stato firmato, già dall’ottobre 2002, dalla ditta Collini S.p.A., vincitrice dell’appalto;

 

-       risulta allo scrivente che solo nel prossimo mese il contratto di appalto sarà firmato anche dal Dirigente provinciale competente;

 

-       parrebbe che la procedura di esproprio presso il Servizio provinciale competente non trovi la necessaria attenzione per velocizzare la realizzazione dell’opera;

 

-       parrebbe che la ditta interessata alla realizzazione del tronco stradale abbia già introitato dei rimborsi legati al ritardo della “consegna lavori”;

 

-       risulta che siano in corso rilievi topografici da parte di ditte esterne su zone non contemplate nel progetto appaltato e previsto nella pianificazione urbanistica locale e provinciale;

 

-       dalla stampa locale si evince che esiste la volontà di modificare il progetto originario nella parte a monte tra maso Geche e Zendri;

 

-       l’ipotizzata variante al tracciato, oltre ad aumentare i costi, introdurrebbe un maggiore impatto ambientale rispetto al tracciato approvato perché il versante su cui graviterà l’opera è molto più ripido e necessita di muri di sostegno e sbancamenti enormi di materiale;

 

-       con la variante ipotizzata si metterebbe in dubbio l’incolumità degli abitanti locali e dei turisti estivi sia nell’attraversamento del paese che in prossimità della chiesa, laddove gli spazi sono ridotti;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.    quali motivazioni stanno alla base dei ritardi nella firma, da parte dell’Ente pubblico Provincia, del contratto di appalto sopra evidenziato;

 

2.    i costi aggiuntivi delle nuove misurazioni topografiche in essere, delle nuove progettazioni e dei frazionamenti al fine di introdurre l’ipotetica variante progettuale;

 

3.    se i costi di cui al punto precedente saranno sostenuti in toto dalla Provincia e chi li ha commissionati;

 

4.    se corrisponde al vero che sono già stati erogati finanziamenti alla ditta che ha vinto l’appalto per ritardi dovuti alla “consegna lavori”;

 

5.    se non si ritenga di scartare l’ipotesi di variante al progetto già appaltato che imporrebbe, oltre ai maggiori costi, varianti agli strumenti urbanistici (giuridicamente impugnabili) e tempi lunghissimi.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO