Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
INTERROGAZIONE N.
LA PAT SPENDE L’1 % DEL PROPRIO BILANCIO COMPERANDO SENZA APPALTO 40.000 METRI DI CAPANNONE CREANDO TENSIONI SUL MERCATO IMMOBILIARE PRODUTTIVO
Premesso che:
- risulta allo scrivente che la Giunta provinciale, su proposta dell’Assessore Grisenti, ha deliberato alla fine dell’anno 2002 l’acquisizione senza gara di circa 33.000 metri di capannoni in località Spini di Gardolo per un controvalore di 1.000,00 euro a metro quadrato;
- su proposta dello stesso Assessore Grisenti nel mese di giugno 2003 la Giunta provinciale ha deliberato lo stanziamento di ulteriori 6.250.000,00 euro per l’ampliamento della struttura di cui sopra per ulteriori 7.100 metri quadrati;
- a tal fine è necessaria una specifica deroga urbanistica che consenta l’ampliamento del volume fabbricabile;
- l’investimento complessivo si aggira intorno a 43.000.000,00 di euro equivalenti circa all’uno (!!) per cento del bilancio della Provincia;
- risulta che la convenienza all’operazione da parte del venditore sia stata tanto alta da spingerlo, laddove si era già impegnato con dei piccoli acquirenti alla cessione con contratto preliminare di porzioni dello stesso capannone, a rescindere con gli stessi i contratti sottoscritti restituendo a loro circa il doppio della caparra versata;
- il tipo di manufatto acquistato esclude la possibilità di mettere in concorrenza sul mercato una pluralità di offerte, tenuto conto che non risultano esserci nel Comune più operatori tra loro concorrenti, proprietari - in un lotto unico - di una superficie edificabile idonea alla costruzione di quattro ettari di capannoni;
- esiste una grave penuria di superfici idonee ad ospitare l’esercizio o l’ampliamento delle attività artigianali;
- il prezzo unitario al metro quadrato che gli artigiani devono pagare per l’acquisizione di piccoli lotti di terra con destinazione produttiva ovvero per l’acquisizione di capannoni già costruiti risulta molto alto per la penuria citata in premessa;
- l’area che la Provincia ha comperato, senza appalto, risultava essere una delle ultime disponibili ad essere destinate alla promozione ed all’ampliamento delle attività artigianali e della piccola industria;
- l’aver tolto dal mercato in un colpo solo 40.000 metri quadrati di capannoni, in un’area con forte tensione sui prezzi degli immobili produttivi, comporterà un’ulteriore innalzamento del prezzo unitario delle aree o dei capannoni rimasti liberi, determinando un’ulteriore penalizzazione per i piccoli imprenditori locali ed il conseguente aggravamento della loro concorrenzialità verso i competitori provenienti da fuori provincia e soprattutto del Veneto;
- nei casi di necessità il Comune di Trento si è sempre dimostrato disponibile ad approvare specifiche varianti al PRG destinate alle opere pubbliche;
- nel caso specifico, vista la estesa superficie occupata dall’immobile ed il valore finale dell’investimento, sarebbe stato più opportuno studiare ed approvare una specifica variante al PRG del Comune di Trento, magari accompagnata da ulteriori opere pubbliche di cui si fosse avvertito contestualmente il bisogno;
- se si fosse proceduto attraverso una variante al PRG del Comune di Trento, al successivo esproprio delle aree ed al pubblico appalto dell’opera, l’Ente pubblico avrebbe realizzato un ingente risparmio calcolabile nel 10 per cento del costo di acquisizione del manufatto come deliberato dalla Giunta provinciale;
- l’operazione in due fasi, sponsorizzata dall’Assessore Grisenti, nella “Patria” del Presidente Dellai avviene a meno di un anno dalle elezioni amministrative, dove la seconda fase relativa all’ampliamento in deroga urbanistica per un controvalore di 6.250.000,00 euro avviene addirittura a quattro mesi dalle elezioni;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. quali sono le motivazioni per cui non si è proceduto, ai fini della realizzazione di una struttura simile a quella acquistata, attraverso una variante al PRG del Comune di Trento ed al successivo appalto pubblico dell’opera;
2. se non ritenga di aver falsato il mercato immobiliare relativo ai capannoni produttivi creando ulteriori tensioni su prezzi al metro quadrato che già erano alti prima dell’operazione;
3. se i proprietari dell’azienda che ha ceduto l’immobile alla Provincia siano direttamente od indirettamente tra i sostenitori e/o finanziatori della campagna elettorale del Presidente, dell’Assessore che ha proposto la delibera o del partito al quale gli stessi appartengono.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO