Al Presidente del

Consiglio Provinciale

dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

Trento, 5 maggio 2001

 

 

INTERROGAZIONE n.

 

STRADA SAN MARTINO – PASSO ROLLE: UN CALVARIO

 

 

-    - un gruppo di operatori del Passo Rolle, impiantisti, albergatori, negozianti, maestri di sci, lavoratori in genere con una lettera di data 3 aprile 2001 indirizzata al Presidente della Giunta provinciale, all’Assessore alla Viabilità, all’Assessore al Turismo, al Presidente del Comprensorio di Primiero, al Sindaco di Siror, al Sindaco di Predazzo e per conoscenza al sottoscritto, al Dipartimento Lavori Pubblici e Protezione Civile, al Responsabile Commissione Valanghe evidenzia una situazione di disagio, assai frequente, che mortifica il loro lavoro;

 

-   - nel documento si legge, infatti: “La località conosciuta ed apprezzata per le sue peculiarità ambientali quali le Pale di San Martino e la baita Segantini, vanto dell’immagine turistica dell’intero Trentino, è servita da una viabilità che non esitiamo a definire insufficiente ed inadeguata agli attuali ritmi del traffico ed alle esigenze degli operatori turistici e non di entrambi le valli. La statale del Rolle, che collega due Province, nonché due comprensori ed è inoltre la via d’accesso dal veneto alle dolomiti, subisce, con troppa facilità lunghe chiusure sia sul versante di Fiemme che soprattutto su quello del Primiero, per pericoli, a nostro avviso, assai discutibili. Ciò provoca disagi non solo ai turisti ed agli operatori locali ma a tutte quelle persone che per lavoro o studio devono spostarsi da una zona all’altra. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa quando la commissione valanghe di S. Martino di Castrozza ha decretato l’intransitabilità della statale del Primiero per pericolo valanghe il giorno 30 marzo 2001. Tale chiusura si è protratta per tutto il sabato e la domenica seguente fino al lunedì mattina. A nostro avviso, nonché di membri di altre commissioni valanghe e di membri del soccorso alpino della Guardia di Finanza, che erano presenti al passo sia sabato che domenica, la chiusura della strada è gestita in maniera vergognosa. Infatti se poteva essere giustificata il venerdì ed il sabato, ciò non si può dire per la domenica in quanto il rialzo termico del sabato pomeriggio e l’esposizione della zona, avevano favorito lo scarico di tutti i siti valanghivi, senza interessare la strada. Inoltre il pericolo valanghe in questa stagione, si sa, è dovuto al rialzo termico, come indicavano i vari bollettini valanghe del sabato, oltre tutto sia il venerdì notte che il sabato notte la temperature era scesa fino a –7° C consolidando il manto nevoso. Si poteva quindi pulire la strada il sabato sera e riaprirla la domenica mattina. Non ci sembra quindi esagerato “accusare” quella commissione valanghe di scarsa attenzione all’evolvere della situazione che nel caso, ha recato agli scriventi un danno economico e d’immagine rilavante in quanto troppe persone hanno dovuto rinunciare a raggiungere il passo in una giornata di sole ideale alle ultime sciate, Per tenere la strada chiusa ad ogni nevicata non serve una commissione “d’esperti” ma basta una qualunque persona. E’ ora che ognuno faccia il proprio lavoro con competenza e non con superficialità, assumendosi la propria responsabilità. Si è pertanto a rivolgere a chi di competenza un caloroso appello affinché intervengano su quella commissione valanghe per sollecitare una più puntuale attenzione, oltre che sulla sicurezza di tutti, anche nei confronti di chi deve lavorare per sostenere le proprie attività. Certamente il problema dovrà essere risolto alla radice, cioè adottando  mezzi antivalanga che la provincia conosce e che può e deve attuare, così come avviene in zone non distanti (vedi Pampeago dove sono e saranno costruiti tunnel antivalanghe su una strada senza sbocco ed a esclusivo servizio turistico invernale, nonché in un comprensorio sciistico dotato di altri due ingressi, Predazzo e Obereggen non soggetti a pericolo valanghe). Vista la lunghezza dell’iter per queste cose si ritiene che nel frattempo si possa ovviare al problema mediante il pronto distacco con esplosivo ed elicottero.  Per quanto ad una adeguata viabilità della zona, visto il piano provinciale senza stanziamenti, siamo a chiedere di non essere trattati da buoni ultimi, anche perché molti miliardi sono e vengono spesi per sostenere il turismo in zone e località a noi vicine. Contiamo che questo appello venga attentamente valutato e soddisfatti per continuare un equo sviluppo di quelle attività che oltre tutto danno lavoro a diverse famiglie, ad una cinquantina di lavoratori e ad altri consistenti riscontri di fondovalle. (…);”

 

-    - altresì il Consorzio Impianti a fune San Martino di Castrozza Passo Rolle nel mese di aprile ha inviato una lettera al Presidente della Giunta Provinciale, all’Assessore alla Viabilità, all’assessore al Turismo. al Presidente del Comprensorio, al Sindaco di Siror, al Sindaco di Predazzo, e per conoscenza al sottoscritto, all’ing. Claudio Bortolotti e al Sig. Renzo De Bertolis nella quale si evidenzia che: “Facendo seguito  a quanto già espresso dagli operatori di Passo Rolle, vogliamo ribadire quanto per il consorzio Impianti a Fune San Martino di Castrozza e Passo Rolle, l’area Passo Rolle sia importante. L’area sciistica di Passo Rolle, situata in un ambiente di indiscutibile pregio e valore ambientale e paesaggistico, ha sempre rivestito e riveste un ruolo fondamentale per l’offerta sciistica di San Martino e del Primiero. E’ forse d’uopo ricordare che il collegamento San Martino – Passo Rolle, che oggi si vorrebbe rifare, esisteva già all’inizio degli anni Sessanta. Gli impianti del Passo Rolle  sono generalmente i primi ad aprire non solo in Trentino  ma su gran parte dell’arco alpino e di questo la provincia normalmente si fa vanto e la notizia ha solitamente non poca rilevanza a livello sia regionale che nazionale. Allo stesso modo tali impianti sono normalmente gli ultimi a chiudere. Nello scorso inverno tuttavia, allorché dopo anni ed anni le precipitazioni nevose sono tornate a livelli “normali” per la stagione, gli impianti del passo hanno subito più disagi che benefici. La strada statale che collega San Martino al Rolle è rimasta  chiusa per valanghe spesso più a lungo di tutti gli altri passi dolomitici, fino all’episodio dello scorso fine settimana che non sembra trovare, nel commento anche di molti esperti, alcuna valida giustificazione. Il rischio valanghivo va certamente affrontato e valutato con tutte le cautele che un così grave problema merita, ma la chiusura di 3 giorni consecutivi del week-end a cavallo tra marzo ed aprile non appariva, anche secondo fonti affidabili (soccorso alpino della guardia di finanza e di membri di altre commissioni valanghe) adeguatamente motivata. A fronte di ciò il danno economico e di immagine derivato dalla chiusura agli esercenti funiviari di Rolle, al Consorzio ed a tutta la comunità di San Martino di Castrozza è stato enorme. Vista l’importanza della strada e della zona chiediamo per il futuro di affrontare il problema alla radice con interventi e opere che mettano in sicurezza la strada, responsabilizzando la commissione valanghe affinché pur nel rispetto della sicurezza, garantisca agli operatori del passo periodi di chiusura più brevi possibili. (…)”;

 

Si interroga il Presidente della Giunta Provinciale

per sapere:

 

 

1.  1. se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;

 

2.  2. quali provvedimenti intende urgentemente attuare affinché la strada del Passo Rolle venga dotata di mezzi antivalanga come avviene in altre zone del Trentino e se nel frattempo, per la prossima stagione invernale, si possa ovviare al problema mediante il pronto distacco con esplosivo ed elicottero;

 

3.  3. quali previsioni urbanistiche e finanziarie sono considerate nel medio periodo per la messa in sicurezza della strada del Passo Rolle e se è prevista o è in previsione la realizzazione di tunnel antivalanghe;

 

4.  4. se la chiusura della strada del Rolle per tre giorni consecutivi nel week-end a cavallo tra marzo ed aprile, decretata dalla Commissione valanghe, non è stato un provvedimento affrettato senza tenere conto dell’evoluzione meteorologica di quei giorni come evidenziato nelle lettere esposte in premessa;

 

5.  5. per gli ultimi cinque anni i periodi di chiusura nel periodo invernale della strada del passo Rolle.

 

A a norma di regolamento chiedo risposta scritta