Trento, 21 maggio 2001
Al Presidente del
Consiglio provinciale
Dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
INTERROGAZIONE N.
SVINCOLO PIAN DEI PRADI – CENTA SAN NICOLO’:
URGE UN RIDIMENSIONAMENTO!
Premesso che:
- con lettera datata 12 marzo 1999 molti censiti della località Pian dei Pradi – frazione di Vattaro – hanno posto all’attenzione dell’Assessore provinciale alle Opere pubbliche numerose riflessioni in merito alla nuova progettazione dello svincolo per Centa San Nicolò;
- scrivono i cittadini: “Ci permettiamo di proporre con urgenza alla Sua attenzione un problema riguardante la frazione Pian dei Pradi (Comune di Vattaro). Il problema è originato dalle modalità di progettazione del rifacimento della strada provinciale che da Pian dei Pradi porta a Centa S. Nicolò. L’opera, la cui progettazione è iniziata circa tre anni fa, sembra ormai pronta per essere appaltata dopo un rapido iter di approvazione. L’ipotesi iniziale prevedeva uno svincolo con la strada statale della Fricca, progettato secondo i parametri e gli standard vigenti e quindi con delle dimensioni notevoli, posizionato assurdamente su un piccolo parcheggio appena realizzato da parte del Comune di Vattaro e nel bel mezzo di un gruppo di abitazioni. Dopo la decisa opposizione del Comune di Vattaro lo svincolo è stato traslato in modo da non interferire con il parcheggio, ma mantenendo intatte le dimensioni iniziali. Anche su questa ipotesi vi è stato il parere negativo del Comune di Vattaro, ma sembra che questa volta il parere negativo conti poco.(…) Nessuno contesta la necessità di un miglioramento dell’attuale strada che collega Pian dei Pradi alle frazioni di Centa San Nicolò, strada piuttosto stretta, sicuramente pericolosa in alcune curve e priva di un marciapiede per le molte persone che giornalmente la percorrono a piedi. Ci si chiede però quale sia la logica aberrante che obbliga ad eseguire uno svincolo che consenta perfino agli autocarri ed agli autoarticolati di imboccare la statale della Fricca in direzione Lavarone, con la creazione di un’opera estremamente impattante dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, ma soprattutto che condizionerà pesantemente in negativo la qualità di vita degli abitanti della frazione di Pian dei Pradi. La scelta dello svincolo è stata fatta senza analizzare minimamente i flussi di traffico nella loro quantità e qualità e sono state adottate delle soluzioni “standard” che possono sicuramente essere valide per la maggior parte delle situazioni, ma sono chiaramente sproporzionate per il caso in esame.(...) Per le autovetture esiste già una strada comunale alternativa che da Centa San Nicolò porta alla località "Al Bosco" sulla S.S. della Fricca; questa strada è in buone condizioni ed è abitualmente percorsa da tutti coloro che devono imboccare o che provengono dalla statale della Fricca in direzione Lavarone – Folgaria. La necessità di transito da Centa verso Lavarone e viceversa di autocarri, autobus o veicoli con dimensioni simili sono pressoché nulle, in quanto tutte le attività di Centa S. Nicolò gravitano verso i paesi dell’altopiano della Vigolana e Trento o verso Caldonazzo; si fa presente inoltre che a Centa non vi è alcune attività produttiva significativa. A proposito della viabilità che da Centa va verso Caldonazzo è già da anni che si parla (e sembra in dirittura di arrivo) della circonvallazione di Caldonazzo che dallo svincolo del “Maines” a Levico Terme porta all’area industriale di Caldonazzo, posta all’imbocco della valle del Centa. E’ certo che, dopo la realizzazione di questa utile strada e la sistemazione della strada di cui si discute, i flussi di traffico che dalla Valsugana sono diretti sull’altopiano di Lavarone, a Folgaria e verso la Val d’Astico, ivi compresi gli autocarri, devieranno lungo questa direttrice con le negative conseguenze per gli abitati interessati, ivi comprese alcune frazioni del Comune di Centa. Lo svincolo così come progettato si giustifica unicamente in questa logica, ma se così fosse, saremmo, se possibile, ancor più determinati nell’osteggiare quest’opera. Ci si domanda se è questo l’intendimento perverso anche dell’amministrazione del Comune di Centa oppure, come sembra più logico, se si tratta unicamente di un’ingenua e dichiarata voglia di alcuni degli attuali amministratori ed in particolare del Sindaco di Centa di volere, con il progettato svincolo, un “bell’ingresso per il povero paese di Centa” a spese innanzitutto dei residenti del Pian dei Pradi e poi di una Provincia che, in materia di viabilità negli ultimi anni non ha certo brillato per la razionalità delle scelte. (…)”
- con lettera datata 23 settembre 1999 l’Assessore provinciale ai Lavori Pubblici comunica al Comune di Vattaro che “Con riferimento alla nota di codesto Comune prot. n.3349 dd. 06.09.1999 si comunica che la Giunta provinciale intende sospendere l’intervento di cui all’oggetto. Nel caso di conferma di tale intendimento verrebbe a cadere ogni motivo di preoccupazione espresso dal Consiglio comunale di codesto Comune.”;
- successivamente come un fulmine in ciel sereno il Comune di Vattaro in data 14 marzo 2001 notifica l’inizio della procedura espropriativa, ai censiti di Pian dei Pradi interessati, per i lavori di allargamento e sistemazione con marciapiede della S.P. 108 della Valle di Centa dal bivio con la S.S. 349 di val d’Assa Pedemontana al bivio con la frazione Doss – CC Vattaro e Centa. Nell’atto si fa presente, tra l’altro, che si può prendere visione di quanto depositato e proporre osservazioni;
- nelle osservazioni presentate da alcuni cittadini interessati dall’esproprio si rilevano alcuni ulteriori aspetti. La progettazione dello svincolo stradale prevede un manufatto di notevoli dimensioni in termini di estensione e di altezza: ciascuna corsia è larga 5 metri, il raggio di curvatura è di oltre 40 metri, la superficie privata espropriata si estende oltre 3000 metri quadrati ed il muro di contenimento si erge per 6 metri. Lo svincolo così come progettato invade molto territorio coltivato vicino a case di abitazione creando notevoli danni dal punto di vista ambientale e di vivibilità degli abitanti. In sintesi l’opera progettata risulta sproporzionata per le effettive esigenze viabilistiche della zona;
- la soluzione ottimale vedrebbe un allargamento dell’incrocio esistente con un contestuale spostamento dello stesso verso nord;
- parrebbe che in prossimità dell’incrocio in esame non si siano mai verificati incidenti stradali;
- si rileva che gli svincoli di Campregheri e Novaline, similari allo svincolo in esame, sono stati allargati e resi funzionali per la viabilità locale senza prevedere la terza corsia;
si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. se non si ritenga di ripensare e rivedere la progettazione dello svincolo, considerando le osservazioni dei censiti interessati e riportate in premessa, i quali – bisogna ricordarlo - non sono contrari al miglioramento della viabilità locale;
2. i flussi di traffico in entrata ed uscita dal comune di Centa San Nicolò negli ultimi tre anni;
3. quali motivi stanno alla base della prima sospensione dell’intervento viario comunicata in data 23 settembre 1999 dall’Assessore ai Lavori Pubblici Sergio Casagranda al Comune di Vattaro e quali motivi giustificano l’inizio delle procedure di esproprio per realizzare l’opera;
4. quanti incidenti, mortali e non, si sono verificati in prossimità dell’incrocio in questione negli ultimi dieci anni.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.