Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 25 novembre 2002
INTERROGAZIONE N.
LAUREE D’ELITE IN PROVINCIA DI TRENTO
Premesso che:
- su il quotidiano “Il Trentino” di ieri 13 novembre è stata pubblicata una lettera a firma del dott. Bruno Firmani -professore ordinario di analisi matematica della Università di Trento facoltà di Ingegneria- con la quale vengono espresse alcune perplessità circa l’intenzione di offrire ai dipendenti provinciali la possibilità di seguire corsi ad hoc mirati al conseguimento di una laurea foriera anche di immediate promozioni nella carriera;
- si condividono pienamente le perplessità, ovvero che l’interruzione più o meno prolungata degli studi crea gravi difficoltà alla loro ripresa;
- è molto probabile un fallimento dell’operazione lauree ad hoc causato dall’evidente difficoltà che gli studenti-lavoratori incontrerebbero nel seguire i corsi universitari - che notoriamente richiedono notevole costanza e impegno - in quanto è difficile conciliare le esigenze scolastiche con gli impegni di lavoro e di famiglia;
- privilegiare alcuni dipendenti pubblici, permettendo loro di laurearsi con una serie i agevolazioni quali classi speciali, rimborso delle tasse universitarie, libri, aumento del monte ore per studio (attualmente 150 ore) e quant’altro è sicuramente discriminante nei confronti di quelle famiglie che sopportando sacrifici non indifferenti sostengono il peso di un figlio all’università e di tutti gli studenti lavoratori;
- si condividono anche le considerazioni di Franco de Battaglia ovvero: “si corre il rischio di privilegiare chi è «fuori» dall’università e «dentro» la provincia, rispetto a chi, «da fuori» (studiando all’università) cerca di entrare «dentro» in quella Provincia che ha gli stipendi più alti e gli orari di lavoro più ridotti di tutto il Trentino. Il rischio è che chi è «dentro» abbia tutto (più di tutto) e chi è fuori non riesca ad emergere neppure con una laurea, perché chi è «dentro» ne ha sempre una in più (prepagata);
- sicuramente è dovere dell’Ente pubblico stimolare e agevolare la crescita culturale dei propri dipendenti, ma facilitare il conseguimento del diploma di laurea ai dipendenti provinciali a spese della collettività per avere un esercito di dottori non sembra un’idea condivisibile e forse l’ideatore di questa geniale pensata è il classico esempio di forza lavoro levata all’agricoltura.
Si interroga il
Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. nel dettaglio l’articolazione del progetto che prevede la possibilità di seguire corsi ad hoc mirati al conseguimento di una laurea per i dipendenti provinciali;
2. in dettaglio i costi che sono stati previsti a carico del bilancio provinciale;
3. se nella pianta organica del personale della Provincia autonoma di Trento ci sono profili professionali scoperti per i quali è richiesto il possesso di un diploma di laurea;
4. se a seguito dei corsi di laurea per i dipendenti provinciali e delle relative proclamazioni a “dottore” si prevede di aumentare la pianta organica delle figure professionali per le quali è richiesto il diploma di laurea;
5. se condivide questa iniziativa, motivandone le ragioni, o è da ritenersi il frutto di qualche funzionario meteoropatico;
6. se non pensa sia discriminatorio verso quei dipendenti che in questi anni si sono laureati (a proprie spese) o si stanno laureando in discipline anche diverse da quelle in proposta;
7. il motivo per cui, se riconosciuto il valore della laurea breve, negli ultimi concorsi pubblici per funzionario amministrativo, non sia stata inserita nei titoli di studio richiesti, ma addirittura escluso chi in possesso di tale laurea;
8. che ruolo ha svolto il Servizio Università in questo progetto e come mai lo stesso servizio è ancora coperto da un funzionario senza laurea;
9. se l’iniziativa è stata creata ad hoc per qualche componente della Giunta provinciale che così, completando gli studi, potrà essere chiamato dottore in attesa del conferimento di una laurea honoris per aver promosso una politica di alto livello.
A norma di Regolamento si chiede risposta scritta.