Trento, 29 maggio 2007

 

 

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

dott. Dario PALLAORO

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

il “buon rientro” dovrebbe essere gestito con “buon senso”

sia nel pubblico che nel privato

 

Premesso che:

 

-              è di questi giorni la querelle, apparsa sui quotidiani locali, relativa al “Buon rientro o rientro soft”. Tutto nasce, riferisce un quotidiano locale, da “un’iniziativa del servizio personale che ha inviato una nota a tutti i dirigenti affinché promuovano una serie di colloqui e di accorgimenti per attutire i disagi subiti dai lavoratori della Provincia che rientrano al lavoro dopo un permesso studio, un’aspettativa, un congedo parentale, un infortunio o una maternità”;

 

-              sorprendente è la dichiarazione sulla questione del presidente Dellai: “Succede talvolta (...) che fra le mille attività della Provincia sfuggano all’attenzione del presidente proposte ed iniziative che in sé e per sé possono anche avere un significato o, come in questo caso, affermano cose ovvie, ma che in questo momento, agli occhi dei cittadini e soprattutto di quelli che faticano a trovare lavoro o che lavorano nel settore privato, appaiono oggettivamente come iniziative di assurdo privilegio. D’ora in avanti sarà bene che tutti quelli che hanno un ruolo di responsabilità dentro la Provincia autonoma di Trento, incominciando ovviamente dal sottoscritto, prestino più attenzione alla sensibilità sociale e all’esigenza che la pubblica amministrazione migliori il proprio rapporto con i cittadini in questo senso.”;

-              sul sito internet del Comitato per le Pari Opportunità si legge: “Il Comitato propone un'iniziativa che faciliti il rientro del personale dopo lunghi periodi di assenza. Queste assenze, oltre che a motivi di salute, sono spesso legate alle necessità familiari, e vedono, quindi, per la maggior parte coinvolto il personale femminile.

La cura delle persone in ambito familiare, infatti, è stata sempre "naturalmente" considerata un compito delle donne, ma solo in tempi recenti questa attività è stata riconosciuta anche nel suo valore sociale, ritenendola meritevole di tutela anche dal punto di vista normativo.

Le ipotesi più frequenti di assenza per lunghi periodi riconosciuti dai contratti collettivi nazionali di lavoro sono:

- congedi di maternità

- congedi parentali

- congedi per motivi di famiglia (es. per necessità di assistenza a figli, coniuge, genitori, altri familiari)

- aspettativa per ricongiungimento coniuge all'estero

- aspettativa per motivi di salute (in caso di malattie prolungate)

Il rientro dopo un lungo periodo di assenza rappresenta un momento particolarmente critico, sia dal punto di vista materiale che psicologico.

Ad esempio, la donna che rientra dalla maternità si sente contesa tra le esigenze del figlio, vivendo spesso sensi di colpa per il fatto di non accudirlo personalmente, le sollecitazioni e le richieste di prestazioni da parte dell'ambiente di lavoro, che si attende un rapido inserimento nella struttura, ed il desiderio di riappropriarsi anche del proprio ruolo nel contesto lavorativo: necessità ben difficilmente conciliabili tra loro e che rischiano di mettere in difficoltà le persone.

Più in generale è frequente vivere il reinserimento con un senso di inadeguatezza circa le attività da svolgere, dovuto sia alla necessità di riacquisire determinati ritmi di vita, sia alla mancanza di aggiornamento. (...)”;

 

-              il progetto del “Buon rientro” non dovrebbe però dividere, contrapporre e/o aumentare il divario dei benefici e dei diritti fra chi è dipendente del settore pubblico e chi lavora nel privato.

 

-              le esigenze e le necessità dei lavoratori che usufruiscono di periodi di congedo per maternità, per motivi familiari (assistenza a figli, coniuge e altri familiari), per motivi di salute e parentali sono le stesse sia che essi risultino occupati nel settore pubblico o in quello privato;

 

-              troppi, purtroppo, sono ancora i casi sia nel settore pubblico che nel privato di “emarginazione” di dipendenti che, ancor prima di lasciare il lavoro per un periodo di congedo si vedono sostituiti da consulenti esterni o che, al loro rientro, trovano una ristrutturazione dell’ufficio con la redistribuzione delle proprie competenze ai colleghi;

 

-              non pare del tutto astratta l’idea di legare i provvedimenti provinciali di sostegno economico alle imprese private oltre che alla salvaguardia e all’incremento occupazionale anche al raggiungimento di obiettivi quali l’agevolazione nella concessione del part-time, dei congedi parentali e del sostengono alle lavoratrici in maternità;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.           come nasce il progetto “Buon rientro” e quali motivazioni hanno indotto il Servizio del personale della Provincia ad inviare ai Dirigenti provinciali la nota, richiamata in premessa, con l’invito a promuovere una serie di colloqui e di accorgimenti per attutire i disagi subiti dai lavoratori della Provincia che rientrano al lavoro dopo un permesso studio, un’aspettativa, un congedo parentale, un infortunio o una maternità;

 

2.           se il progetto “Buon rientro” è di recente realizzazione o se già nel passato era stata valutata l’idea di porre in atto delle iniziative analoghe a quelle ora previste;

 

3.           da quale capitolo del bilancio provinciale saranno impiegate le risorse finanziarie per la realizzazione del progetto di cui al comma precedente e se a livello comunitario, Fondo Sociale Europeo o altro, sono previsti interventi finanziari per la realizzazione di progetti di sostegno al personale dopo lunghi periodi di assenza;

 

4.           in caso di assenza del personale provinciale per lunghi periodi quali congedi di maternità, congedi parentali, congedi per motivi di famiglia (es. per necessità di assistenza a figli, coniuge, genitori, altri familiari), aspettativa per ricongiungimento coniuge all'estero e aspettativa per motivi di salute (in caso di malattie prolungate), negli ultimi tre anni e per singolo Servizio, quanti dipendenti provinciali sono stati sostituiti affidando il lavoro/progetto che seguivano a consulenti esterni;

 

5.           se non ritenga opportuno introdurre nei requisiti, necessari per ottenere un sostegno economico da parte della Provincia, per le imprese private, a fianco della salvaguardia e dell’incremento occupazionale anche il raggiungimento di obiettivi quali l’agevolazione nella concessione del part-time, dei congedi parentali e del sostegno alle lavoratrici in maternità.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO