Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE

 Trento, 1 marzo 2000

 INTERROGAZIONE n.

Renzo MICHELINI dual band:

Dirigente P.A.T. e politico in conflitto di interesse.

La rinascita della D.C. a Rovereto

Premesso che:

con sorriso perenne e imperturbabile compostezza, quasi serafica, il Dott. Renzo MICHELINI ritorna sulla scena politica trentina.

Quotidianamente presente nella cronaca giornalistica in un crescente ruolo politico quale segretario a Rovereto del Partito Popolare, quale coordinatore del movimento della Margherita, quale referente dello schieramento della coalizione di governo del Comune e nel contempo dirigente del Dipartimento dell’edilizia, dei trasporti e dei grandi progetti infrastrutturali, partecipa agli incontri con le amministrazioni locali per definire gli interventi provinciali e concertare le assegnazioni finanziarie e si accompagna all’Assessore Grisenti e al Presidente Dellai, partecipando attivamente alla definizione degli assetti partitici, politici e di governo.

Si è creata così nella struttura provinciale una situazione conflittuale, di interesse sospetto, ove la politicizzazione dell’amministrazione diventa palese e dirompente con la creazione di reti di affinità politica che condiziona l’azione degli uffici ed offre un sostegno distorto rispetto alla necessaria trasparenza ed oggettività che dovrebbe assicurare l’attività dell’ente pubblico.

Per quanto l’attività della Pubblica Amministrazione è improntata all’obbligo di un’azione imparziale così come previsto dalla Costituzione, l’avvento della Giunta Dellai ha inaugurato un vero e proprio sistema di spoil system (nomina diretta – "sponsorizzata"). In particolare il nuovo progetto di riforma istituzionale ha previsto che gli stessi segretari particolari, oggi non incardinanti nella struttura provinciale, proprio perché legati da un rapporto fiduciario con il politico di turno, oggi siano equiparati a Capo di Gabinetto per la Presidenza e per tutti gli Assessori. La proposta di riforma istituzionale non specifica la necessità di alcuna preparazione ma sottolinea evidentemente "la necessità di un ottimo rapporto fiduciario", anche per il futuro.

Rammento che già nell’antichità l’imperatore Caligola ha nominato Senatore il proprio cavallo.

Ed allora, come non denotare i premi "Margherita" le promozioni, gli incarichi, i favori, le sistemazioni per i componenti della famiglia e della rete amicale. C’è una commistione, nella situazione del Dott. MICHELINI, di ruoli, funzioni e responsabilità tra l’azione svolta come Dirigente generale provinciale e l’azione svolta come responsabile politico. Si sono così create rendite di posizione per accrescere il proprio ruolo nell’ente pubblico e nella vita politica. Da una parte l’uomo concorre come politico a determinare le regole e gli indirizzi di governo e dall’altra, nel contempo, come Dirigente ne cura l’applicazione e la gestione, in conflitto con le vigenti disposizioni ed in spregio alla prevista garanzia di correttezza ed equità nei rapporti con i cittadini, gli enti territoriali ed i vari organismi di rappresentanza della società civile.

La Giunta provinciale nel creare e persistere in tali comportamenti, non solo alimenta il disagio e crea sfiducia nei cittadini, ma svilisce anche uno dei più importanti principi della riforma della Pubblica Amministrazione che con la Legge n°421 sancisce la netta separazione tra la funzione di governo e quella gestionale.

Sempre di più l’azione del signor Dellai, prima Sindaco, oggi Presidente della Giunta provinciale, sembra caratterizzarsi in una forma di decisionismo che esclude le componenti istituzionali e predilige la "segretezza". Il caso aree Michelin, con la sua corrispondenza e le sue nomine di "esperti di fiducia", squarcia il velo sulla gestione Dellai e protrebbe raccontare molto, anche sulle aree edificabili di Trento, di rapporti con progettisti ed imprenditori. Nel nostro paese abbiamo imparato a conoscere le diverse modalità di acquisizione del consenso.

A Rovereto Dellai sarebbe intenzionato a porre un viceré in nome di quella "società Margherita" che ritiene di potere superare la dialettica istituzionale dei partiti. Prima della nomina vorremmo conoscere degli incarichi politici, delle determinazioni e della capacità di spesa che Dellai ha concesso al suo futuro viceré a Rovereto. Dopo la nomina di Monti al MART e la proposta del Dott. MICHELINI a Palazzo comunale attendiamo l’inaugurazione della nuova sede della Democrazia Cristiana. In una città che rischia una grave crisi occupazionale i cittadini dovrebbero vigilare su una situazione politica che rischia di riproporre soluzioni e uomini del passato, un passato tempestato di industrie che, acquisiti i finanziamenti pubblici, lasciavano il territorio regalando disoccupazione (Kinghino, Nazzareno Gabrielli, FFB ecc.).

Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Giunta Provinciale

per sapere:

  1. quali incarichi politici riveste il Dott. Renzo MICHELINI, Direttore generale del Dipartimento edilizia, trasporti e grandi infrastrutture;
  2. quante determinazioni sono state assunte nel 1999 dai Dirigenti preposti alla struttura del Dipartimento affidato al Dott. Renzo MICHELINI;
  3. quanti fondi del Bilancio provinciale 2000 sono affidati alla competenza diretta e del Dipartimento (e relative strutture) diretto dal Dott. Renzo MICHELINI e quali importi articolati per Comprensorio sono stati utilizzati nel 1999 dallo stesso Dipartimento;
  4. se non si ritiene che vi siano i presupposti di un conflitto di interesse, ai sensi delle vigenti normative e nello spirito della Legge 421, tra l’azione politica e quella gestionale svolte dallo stesso Dott. Renzo MICHELINI;
  5. in quali termini ed in quali tempi il Dott. Renzo MICHELINI, ove dovesse essere candidato sindaco a Rovereto, ha l’obbligo di astensione rispetto alle funzioni da lui ricoperte quale attuale Dirigente nelle pratiche di finanziamento di opere che riguardano il Comune di Rovereto;
  6. se corrisponde al vero che al figlio del dipendente provinciale Dott. Renzo MICHELINI sono state assegnate funzioni direttive senza aver superato e partecipato ad uno specifico concorso.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.