Trento, 2 ottobre 1996

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
rag. Marco Giordani
SEDE

INTERROGAZIONE N.

- MI CONSENTA SE INSISTO ... -

In merito alla mia interrogazione sui progetti speciali, che deve aver colpito nel segno se suscita tante e tali reazioni, mi consenta, per usare una espressione cara a Berlusconi, svolgere alcune precisazioni e formulare nuove domande.

Domande per cui esigo, come del resto per quelle dell’interrogazione precedente, una risposta formale, attraverso le vie ufficiali e non soltanto attraverso i giornali.

Precisato che nulla sapevo riguardo all’udienza del 10 ottobre, devo richiamare l’attenzione della Giunta sul fatto che gli articoli 106 e 107 della legge 12/1983, che disciplinano la sospensione cautelare obbligatoria e facoltativa, consentendola in casi gravi anche nel corso di un procedimento disciplinare, e non solo quindi nel caso di un procedimento penale, non li ho scritti io.

E se la legge la prevede e la disciplina non vedo motivo di ignorarla e di essere più realista del re.

Ho avuto inoltre la sensazione che il Presidente Andreotti e il consigliere Benedetti mi accusino quasi di chiedere una punizione per il dottor Loner, anticipando le conclusioni del procedimento penale.

Non è così, e lo dovrebbe ben sapere il Presidente, che se non sbaglio ha una laurea in legge: la sospensione cautelare non è una misura punitiva (e si differenzia quindi dalla destituzione dall’impiego prevista in caso di condanna penale), ma come dice il termine, una precauzione che l’Amministrazione adotta per se stessa e per la collettività.

In seguito a provvedimento assolutorio il soggetto sospeso è reintegrato nelle funzioni e nella carriera, e recupera gli emolumenti non corrisposti.

Mi si fa poi intendere che nell’Amministrazione vi sono diversi dirigenti già condannati, sia pure, spero, in modo non definitivo, che guidano indisturbati le loro strutture.

Confesso che non lo sapevo, e solo per questo non ho mai chiesto nulla.

In ogni caso concludo dicendo che non sono contrario, ma anzi nell’attuale frangente sono piuttosto favorevole ad una posizione di garantismo portata fino all’estremo limite consentito dalla legge, e cioè fino alla condanna in primo grado.

Purtuttavia, trattandosi di faccende serie, che toccano direttamente le persone, vorrei sapere se tale linea di comportamento è seguita dalla Amministrazione coerentemente e fino in fondo per tutti, o se invece vi sono dipendenti che godono di ogni garanzia, quasi degli intoccabili, ed altri nei confronti dei quali si usano pesi e misure più stretti, e di molto.

In altri termini accetto che la Giunta provinciale mi risponda che nessuno sarà mai sospeso almeno fino alla definizione del giudizio di primo grado, ma appunto perché sono garantista chiedo se questa è la linea, e se lo è per tutti.

In questo "per tutti" sta la ragione della mia domanda, cui, come da regolamento, chiedo risposta scritta, relativa al trattamento riservato ad altri dipendenti provinciali che nel corsi di un procedimento penale sono stati rinviati a giudizio.

Passando ad un altro punto, noto una certa contraddizione fra le affermazioni di Andreotti e le affermazioni dell’Assessore competente in relazione ai progetti.

Il primo fa intendere con stupefacente candore che i progetti costituiscono una sorta di dorato purgatorio, in cui il dirigente non è operativo. Ma la realizzazione di un progetto dovrebbe essere quanto di più operativo esiste sulla faccia della terra, sempre che la logica non mi inganni, essendo il progetto proprio un’area di operatività, con propria evidenza anche nel bilancio. O almeno così finora ci sono stati presentati con grande magniloquenza dalla Giunta provinciale.

E comunque se il dottor Loner non è operativo che fa? E quanti soldi percepisce per non operare?

Il secondo afferma invece, smentendo il Presidente e implicitamente confermando la mia interrogazione, che in forza dell’esperienza maturata all’industria a Loner è stato affidato un settore strategico.

Chi ha ragione ? Era opportuno, se le cose stanno così, e se non lo si voleva sospendere, quantomeno spostare in altro settore il dirigente indagato?

Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:

  1. qual è la rilevanza che si attribuisce ai progetti;
  2. quante risorse finanziarie sono destinate al Progetto nuova imprenditorialità;
  3. quanto personale è destinato al progetto, e con quale qualifica;
  4. qual è la linea di condotta della Giunta nei confronti dei dipendenti sottoposti a procedimento penale e nel corso dello stesso rinviati a giudizio;
  5. chi sono i dipendenti condannati e non sospesi dalle funzioni.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

Cons. Mauro DELLADIO