Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
Trento, 1 aprile 2003
INTERROGAZIONE N.
SOCCORSO ALPINO TRENTINO: LOBBY O VOLONTARIATO?
Premesso che:
- il Trentino, da sempre, esprime forme nobili di altruismo e di volontariato che sopperiscono, o si affiancano, alle strutture pubbliche svolgendo compiti di pubblica utilità: il Soccorso Alpino, con i suoi volontari, è senz’altro una di queste;
- l’art. 1 -Costituzione e Sede- dello Statuto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico recita: “il C.A.I. provvede, senza scopo di lucro, al servizio di soccorso, nell’ambito dei propri compiti istituzionali ed in ottemperanza a quanto disposto dalla Legge Nazionale del 24 dicembre 1985 N. 776 e nell’articolo 1 del proprio Regolamento Generale, mediante il CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO (nel seguito chiamato C.N.S.A.S.), costituito in Sezione particolare a norma dell’art. 33 dello statuto del C.A.I.”. Lo statuto dell’Associazione Soccorso Alpino e Speleologico Servizio Provinciale Trentino IV° delegazione SAT all’articolo 4 stabilisce che : “Il CNSAS – SAT non ha scopo di lucro, contribuisce alla vigilanza e alla prevenzione degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse all’ambiente montano e delle attività speleologiche. (…). L’articolo 9 sancisce inoltre che: “(…) I Soci Volontari del CNSAS – SAS svolgono la propria attività la propria attività a titolo volontaristico, gratuito ed esclusivamente per fini di solidarietà. Per lo svolgimento di alcuni servizi particolarmente impegnativi ed indispensabili per il buon funzionamento del CNSAS – SAT e del servizio da esso garantito, agli Operatori tecnici può essere corrisposta una diaria a titolo di rimborso spese.(…);.Inoltre, l’art. 3 -Attività del CNSAS- della legge 21 marzo 2001, n. 74 stabilisce che: “1. Ai fini della presente legge, l’attività dei membri del CNSAS si considera prestata in modo volontario e senza fine di lucro.”;
- altresì in una delibera approvata dall’Assembla dei Capistazione, a firma del verbalizzante Roberto Bolza si legge: “(…) 2. di riconoscere la necessità di elaborare dei meccanismi tali da garantire questi obbiettivi anche attraverso mandati specifici remunerati. Tali mandati sono da ricondurre evidentemente e senza alcun ombra di dubbio all’esercizio di funzioni che esulano completamente da quelle istituzionali gratuite del soccorso in montagna, ma che sono da inquadrare tra quelle considerate amministrative e di gestione, poiché traslano sugli inarcati notevole impegno e responsabilità di carattere giuridico, fiscale ed organizzativo, sostanziali circa immagine e funzionalità della nostra Organizzazione;3. di dare mandato di attuazione di quanto sopra citato al Consiglio Direttivo che dovrà, al proprio interno, elaborare i meccanismi che riterrà più opportuni e che, una volta individuati dovranno essere attivati. (…);
- parrebbe che il Consiglio direttivo abbia tempestivamente deliberato di assegnare cospicue risorse al Presidente, al Vicepresidente e ai Responsabili scuola e gruppo elisoccorso come mandati remunerati nell’ambito di una presunta riorganizzazione amministrativa;
- è utile ricordare che all’interno del CNSAS, sia nazionale che provinciale, i ruoli di operatore tecnico, tecnico di soccorso alpino, istruttore regionale di soccorso e tecnico di elisoccorso si ottengono non prima di aver superato importanti corsi di formazione ed esami triennali di valutazione;
- la situazione decisamente scandalosa -che trova riscontro in un diffuso malumore ed in ricorsi interni ai Probiviri- che si è venuta a manifestare negli ultimi anni, è vedere Amministratori del Consiglio Direttivo dell’Associazione -eletti nelle assemblee di zona- sedere sugli scranni degli esaminatori, per confermare, o meno, i vari ruoli conquistati nel tempo dai soci componenti il CNSAS Trentino;
- è evidente che in un sistema così congegnato può manifestarsi la tendenza ad una “subdola epurazione” per quei soggetti non allineati con i vertici pro-tempore dell’associazione: chi osa dissentire dalle scelte del Consiglio direttivo può vedersi negata una operatività svolta con impegno e dedizione anche per molti anni;
- è altresì scandaloso che si sia, con un’operazione al di fuori delle regole statutarie, aperta la possibilità di mandati remunerati a favore di alcuni membri del Consiglio Direttivo del CNSAS Trentino e precisamente per il Presidente, per il Vicepresidente e per i responsabili dei gruppi tecnici (scuola regionale e tecnico elisoccorso);
- dai fatti esposti poc’anzi si desume che è stato fortemente disatteso il principio fondante del soccorso alpino che si è sempre basato sul volontariato. Inevitabilmente il fenomeno si propagherà a cascata su ogni ruolo dell’organizzazione e i miliardi di rimborsi erogati dalla Provincia non basteranno più a soddisfare le crescenti rivendicazioni sul territorio pena un progressivo annichilimento dell’associazione. Ma probabilmente, questo non interessa all’attuale Presidente della Giunta provinciale al quale giova solamente superare lo scoglio delle elezioni del prossimo novembre;
- e in questi giorni la polemica dei “rimborsi d’oro” ai volontari del soccorso alpino ha avuto gli onori delle cronache locali dove si apprende che sono previste indennità di 10.000 euro all’anno per i dirigenti e 135 euro al giorno per i volontari dell’elisoccorso.
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
visti i cospicui contributi pubblici erogati al CNSAS Trentino (quadruplicati nel giro di questi ultimi anni) se non si ritenga di intervenire modificando la convenzione in essere tra Provincia e Associazione attivando dei meccanismi che:
- rispettino in primo luogo il principio del volontariato;
- blocchino l’erogazione di fondi destinati ad indennità di carica o di mandato remunerato, sotto qualsiasi forma, contrari agli statuti e alle norme di cui alla premessa;
come intenda intervenire nei confronti del Consiglio Direttivo dell’Associazione CNSAS Trentino al fine di rimuovere le palesi incompatibilità, ripristinando la democrazia, fra amministratori che in contemporanea rivestono ruoli tecnici ossia tra membri eletti del direttivo ed esaminatori per il conseguimento dei vari ruoli previsti nel percorso formativo.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO