Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini
Trento, 21 febbraio 1996
INTERROGAZIONE N.
APPALTI PER SERVIZI DI PULIZIA E
RIFORNIMENTI ALIMENTARI NEGLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA DI TRENTO
premesso che:
- la delibera N° 335/95 avente come oggetto la
riunificazione e rinnovazione del contratto con la ditta Pedus di Bolzano ha evidenziato
la tendenza attuale da parte dell'Ente Provinciale verso il raggruppamento delle varie
scadenze contrattuali al fine di indire gare uniche di appalto;
- dal verbale sopra citato si evince che l'Azienda
Sanitaria necessita di una forte contrazione di spesa, circa 20 miliardi rispetto
all'Esercizio precedente, con indicazioni di contenimento nell'area di beni e servizi
(pagina 4). L'attenzione sarà quindi puntata sugli appalti di grossa entità, quali
quelli di pulizia e di fornitura di generi alimentari;
- prendendo come esempio il verbale di delibera posto in
atto con la ditta Pedus, troviamo in esso, da un lato conferma a quanto appena dichiarato,
ma ne ricaviamo allo stesso tempo molteplici interrogativi. Ci si chiede innanzi tutto
quale sia il progetto per tutti quei contratti, formulati con molte ditte, e che sono in
scadenza nei prossimi due anni. Si indiranno singole gare di appalto, o si intendono
prorogare tutti i contratti avvalendosi della legge N° 724/1994 art. 44 che stabilisce il
principio secondo il quale, accertate ragioni di convenienza o di pubblico interesse, le
Amministrazioni possono procedere alla rinnovazione dei contratti comunicando tale
volontà al contraente? E ancora, supponendo che tutti i contratti siano prorogati fino
all'anno 1998 in vista di un'unica gara di appalto, si sono considerate le conseguenze di
tale decisione?
- risulta chiaro che una politica di accorpamento dei
numerosi contratti di appalto attualmente in corso porti ad una semplificazione gestionale
e ad un abbassamento dei costi a livello amministrativo;
- è di oggi (21 febbraio 1996) la notizia che
lAzienda sanitaria ha pubblicato un maxi bando di gara dappalto per un importo
annuo a base dasta di 6 miliardi e mezzo di lire che prevede la possibilità di
consegna, per un massimo del 40 per cento dellimporto complessivo di fornitura
attraverso subfornitori per pane, latticini, frutta e verdure fresche, pesce fresco,
bibite e acqua minerale.
La fornitura sarà aggiudicata alla Ditta che avrà
presentato lofferta più vantaggiosa sulla base dei punteggi assegnati da
unapposita commissione. Sembrerebbe che prioritario è il maggior ribasso e
secondariamente la qualità degli alimenti forniti;
- ricorrere all'unificazione di molti contratti ad un unico
bando di gara porterà sicuramente allo sveltimento dell'iter burocratico-amministrativo,
ma questa manovra implica inevitabilmente una gravissima penalizzazione dell'imprenditoria
locale come:
- l'eliminazione della maggior parte, se non di tutte le
ditte provinciali dalla possibilità di accedere alle gare d'appalto che avrebbero una
base d'asta molto elevata (fuori portata);
- l'incentivazione, sempre difficile e raramente
produttiva, all'aggregazione delle ditte medio piccole;
- l'apertura del mercato a imprese importanti provenienti
da fuori provincia e da tutta Europa;
- il rischio che le poche ditte in grado di partecipare si
accordino e impongano il prezzo che vogliono;
- si teme inoltre che il risparmio magnificato dall'ente
pubblico possa tradursi in un peggioramento qualitativo del servizio offerto;
si interroga la Giunta Provinciale
per sapere:
- per quanto riguarda il settore pulizie quale sia il
futuro dei contratti attualmente in corso e prossimi alla scadenza triennale;
- con riferimento alla decisione dell'Azienda unica
sanitaria di predisporre un appalto unico per la fornitura di generi alimentari negli
ospedali del Trentino (orientamento verso appalti unici che pare coinvolgerà tutte le
future gare di appalto per la fornitura di beni e servizi) e, premessa la conoscenza della
legge 92/50 CEE che viene applicata per appalti con importi superiori a 200.000 ECU, si
domanda:
- se non si ritiene opportuno, al fine di sostenere le
imprese e quindi tutta l'economia locale, pensare ad una gara di appalto unica ma che sia
divisa in più lotti per generi alimentari. Questo, non con lo scopo di sottrarre la gara
alla normativa europea che rimarrebbe comunque applicabile, ma in vista di assicurare
lavoro alle decine di ditte trentine che oggi forniscono carni, verdure, pane e latte agli
ospedali;
- se non si tema la mancanza di concorrenza tra le ditte in
grado di partecipare alle gare, tenendo per lo più presente che nella direttiva 92/50 CEE
si dichiara spesso (vedi art. 27) che: "in ogni caso il numero di candidati invitati
a presentare offerte deve essere sufficiente a garantire una concorrenza effettiva";
- se non preoccupi la distanza che potrebbe esserci tra
fornitori e ospedali, sia per quanto riguarda i prezzi (necessità di subappaltare per
quei generi alimentari che non possono compiere viaggi troppo lunghi; come ad esempio il
trasporto del pane che, per legge, è limitato ad un raggio di 90 km), che per la
rapidità e qualità degli approvvigionamenti.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO