Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 19 settembre 2002
INTERROGAZIONE
SENTENZA DI APPELLO: LA PAT DEVE RIMBORSARE I DANNI CAUSATI DAGLI UNGULATI AGLI AUTOMOBILISTI. RICORSO IN CASSAZIONE?
Premesso che:
- è dei giorni scorsi la sentenza di appello del giudice unico di Rovereto che ha ritenuto responsabile la Provincia autonoma di Trento dei danni causati dagli ungolati agli automobilisti in transito sulle strade che ricadono sotto la sua competenza, in quanto lo Stato ha affidato ad essa la gestione ed il controllo degli animali selvatici;
- la sentenza d’appello costituisce un precedente importante per quanti hanno subito danni in conseguenza dell’investimento di cervi e caprioli : conferma la decisione del Giudice di Pace che l’anno scorso accolse il ricorso di un’automobilista che investì un capriolo condannando la Provincia a risarcire i danni patiti e a rifondere le spese del giudizio;
- la Provincia e la Navale Assicurazione (la compagnia con la quale la PAT ha stipulato una polizza RCT) avevano sempre respinto ogni richiesta di risarcimento danni sostenendo la tesi della mancanza di responsabilità in quanto che la selvaggina è patrimonio indisponibile dello Stato e che la Provincia aveva adottato la diligenza necessaria installando dei cartelli di “pericolo attraversamento animali”;
- nel novembre u.s. ho presentato un’interrogazione, la n. 1081, dal titolo “La Navale Assicurazione non copre i danni “terrestri”causati dagli ungulati sulle strade provinciali” nella quale si evidenziava la tematica della Responsabilità civile verso terzi della Provincia nel caso di investimento di ungulati sulle strade provinciale. Nella risposta dell’Assessore all’Agricoltura e alla Montagna si evidenziava come “(…) l’Amministrazione provinciale non può, allo stato attuale della legislazione, rispondere positivamente ai privati che, avendo subito danni in seguito ad investimento di fauna selvatica, le si rivolgano per ottenere un risarcimento”;
- nell’articolo che riporta la notizia della sentenza d’appello del giudice unico di Rovereto si legge che: “(…) la Corte di Cassazione ha riconosciuto che la “pubblica amministrazione è tenuta a far si che il bene sottoposto alla sua vigilanza non presenti per l’utente una situazione di pericolo occulto, non visibile e non prevedibile”mentre l’improvvisa comparsa di un ungulato sulla strada va sempre ritenuta imprevedibile. Insufficienti quindi le precauzioni adottate: la Provincia deve invece incrementare la sicurezza stradale, attraverso l’utilizzo di strumenti come sottopassi o catadiottri, installati nella zona dopo l’incidente.”;
- la sentenza del giudice unico di Rovereto, evidenziando la responsabilità diretta della Provincia, ha dettato un precedente importante per quanti hanno subito danni in conseguenza dell’investimento di cervi e caprioli soprattutto se la decisione dovesse diventare definitiva o per la mancata impugnazione in Cassazione o per pronuncia identica a quella espressa dalla Corte d’Appello.
Giunta provinciale
per sapere:
1. qual è l’orientamento della Provincia dopo la sentenza d’appello del giudice unico di Rovereto e nello specifico se intende ricorrere in Cassazione impugnando la decisione;
2. in attesa dell’eventuale ricorso e pronuncia della Corte di Cassazione qual è la posizione della Provincia autonoma di Trento nei confronti dei soggetti che hanno investito cervi e caprioli ovvero se intende rimborsare o sollecitare l’assicurazione a rimborsare i soggetti coinvolti in incidenti con ungulati.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.