Trento, 20 marzo 2007

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Dario PALLAORO

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

PROCESSIONARIA: PROBLEMA SOTTOVALUTATO.

LA PROVINCIA DEVE INTERVENIRE URGENTEMENTE !

 

Premesso che:

 

-       un osservatore attento che percorre le strade del Trentino nota, ormai da tempo, la presenza massiccia di nidi di processionaria sugli alberi che aumentano in numero di anno in anno. Solo per fare qualche esempio, nei dintorni del capoluogo, il fenomeno si riscontra nei boschi vicino al rifugio Bindesi e a San Rocco di Villazzano, sulla Marzola, a ridosso della strada della Fricca e soprattutto lungo la strada che da Terlago conduce a Monte Terlago,  ecc.;

 

-       il fenomeno non è solamente un problema legato ai boschi del Trentino ma tocca anche il vicino Alto Adige e Tirolo;

 

-       da una semplice ricerca su internet si rileva che la processionaria è un lepidottero defogliatore (Thaumatopoea pityocampa) appartenente alla famiglia dei Taumetopeidi che può infestare il Pino e il Cedro. Il danno è causato dall'attività trofica delle larve a carico degli aghi: in casi particolarmente gravi si può arrivare anche alla completa defogliazione dell’albero;

 

-       la processionaria è pericolosa anche per l’uomo e per gli animali domestici in particolare i cani: il corpo delle larve è ricoperto di peli urticanti che possono provocare fastidiose irritazioni cutanee o, nei casi più gravi, pericolose irritazioni oculari, alle mucose e alle vie respiratorie;

 

-       questo fitofago presente in tutte le regioni italiane, attacca tutte le specie di pino (pinus nigra, P. sylvestris, P. halepensis, P. pinea, P. pinaster, ecc.). Il lepidottero, che di solito non attacca il pino strombo, può essere presente in casi eccezionali sui cedri e sui larici. Compie una generazione l'anno, ma in certi casi può diventare di 2-4 anni e ciò dipende dalla elevata altitudine o dai climi più freddi dove la crescita è più lenta;

 

-       gli adulti escono dal terreno nei mesi estivi e lo sfarfallamento dura da un mese a 3 o 4 a seconda se l'estate è molto calda. Le farfalle hanno un'abitudine notturna e non hanno organi predisposti per nutrirsi, quindi la loro vita è breve, da 1 o 2 giorni. Il maschio è un buon volatore, ma la femmina raggiunge distanze di più chilometri (sino a 15) dal punto di uscita dal terreno. Depone le uova prediligendo le piante isolate o comunque quelle il cui profilo si stacca dalle altre. Le uova vengono deposte attorno a due aghi e ricoperte dai peli grigio argento che la femmina si stacca dal proprio corpo per cementarli uno con l'altro. Il numero delle uova varia da 100 a 300. La schiusa inizia dai 30 ai 40 giorni dalla deposizione. Appena sgusciate, le larve iniziano ad alimentarsi mangiando le foglie vicino al nido e tessendo una ragnatela fitta sino a formare quello che viene chiamato nido estivo;

 

-       all'arrivo dell'autunno, le larve hanno superato il terzo stadio e unendosi ad altre colonie formano un nido molto compatto e resistente che fungerà da ricovero per l'inverno. Questo nido (nido d'inverno) viene costruito nella zona più soleggiata della pianta e dovrà fungere da accumulatore di calore; la sua struttura è tale che durante il giorno assorbe il calore e trattiene quello prodotto dalle larve, mantenendo così al suo interno temperature anche superiori a quelle esterne;

 

-       le larve, durante l'inverno, escono raramente per nutrirsi e comunque solo nelle giornate soleggiate e calde. Alla fine di aprile, inizio maggio, le larve hanno raggiunto l'ultima età (la quinta), si riuniscono, e si preparano a cercare un luogo dove incrisalidirsi. Il percorso è compiuto in fila indiana dando origine alle tipiche processioni. Arrivate nel luogo prescelto, che di solito sono radure ben illuminate o margini di bosco, si interrano ad una profondità che va da 5 a 30 cm a secondo del clima e dell'altitudine. L'insetto in questa situazione ha una interruzione dello sviluppo che generalmente dura da uno a tre mesi, ma che in alcuni casi può arrivare da uno a tre anni o più;

 

-       la lotta contro questo lepidottero si attua con mezzi meccanici, chimici e biologici; i mezzi meccanici sono essenzialmente il taglio e la distruzione dei nidi, e dove non si arriva con le cesoie si interviene con una fucilata distruggendo il nido esponendo le larve al freddo;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

-       se sia a conoscenza della massiccia diffusione, spesso incontrollata, della processionaria nei boschi dei Trentino;

 

-       quali interventi sono stati e saranno posti in essere per limitare la diffusione della processionaria anche in considerazione che l’inverno 2006-07 - caratterizzato da temperature insolitamente più elevate rispetto alla norma - ha portato al risveglio precoce delle larve di processionaria;

 

-       se mai è stata valutata l’ipotesi di coinvolgere le Associazioni dei cacciatori trentini per la distruzione dei nidi, tramite opportune fucilate, come si faceva in passato.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO