Trento, 12 aprile 2007

 

 

 

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Dario PALLAORO

SEDE

 

 

INTERROGAZIONE N.

 

 

PERCHE’ NON INTRODURRE ANCHE NEL SETTORE TRENTINO DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO UN “PROGETTO CERVO” ANALOGO A QUELLO DELLA PROVINCIA DI BOLZANO?

 

 

Premesso che:

 

 

-              č ormai da anni che il Consorzio direttivo Parco Nazionale dello Stelvio -settore altoatesino- ha approvato il “progetto Cervo”. Tale progetto, condotto nel periodo 1997-2000 a cura della Commissione Esperti -incaricata dal Consiglio del Parco nel settembre del 1997- consiste in un Programma triennale di indagine e sperimentazione sul cervo nel Parco Nazionale dello Stelvio;

 

-              il rapporto, dopo aver analizzato lo status del Cervo (distribuzione, consistenze, evoluzione numerica, condizione e costituzione, fertilitā stato sanitario, impatto sulla rinnovazione del bosco) nel Parco e nei territori ad esso limitrofi individuava delle unitā di popolazione/gestione. Per unitā di popolazione si intende un insieme di individui caratterizzati da parametri demografici e di dinamica evolutiva comuni. Per ogni unitā di gestione, si legge nel piano, sono stati individuati dei livelli di “densitā obiettivo” livelli entro cui ricondurre le popolazioni di cervo, tali da conservare o, se necessario, ripristinare l’equilibrio ecologico della biocenosi. Gli interventi, si legge ancora, vanno dall’opzione del “non intervento” all’interno dell’area protetta (monitoraggio e libera evoluzione della popolazione) alla definizione di piani di controllo per la riduzione della popolazione di cervi;

 

-              caratteristica comune alle unitā di gestione č l’aumento numerico delle popolazioni di cervo che ha condotto all’insorgere di danni, localmente ingenti alla colture agricole e alla rinnovazione del bosco. Il problema č particolarmente sentito presso la popolazione locale in quanto l’economia rurale ha ancora un’importanza socio-economica elevata;

 

-              nel piano si legge, ancora, che l’obiettivo del piano di gestione non č tanto la riduzione della densitā di popolazione di per se quanto la riduzione dell’impatto che il cervo esercita sullo sviluppo del bosco e sulle attivitā antropiche di carattere economico;

 

-              con l’introduzione del progetto cervo si sono avute delle positive ripercussioni economiche sia per il Parco nazionale dello Stelvio -settore altoatesino- che per l’economia locale;

 

-              la legge quadro sulle aree protette del 6 dicembre 1991, n. 394 nell’art. 11 comma 4 “prevede eventuali prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dall’Ente parco. Prelievi e abbattimenti devono avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilitā e sorveglianza dell’Ente parco ed essere attuati dal personale dell’Ente parco da persone all’uopo espressamente autorizzate dall’Ente parco stesso.”

Il prelievo selettivo dei cervi viene operato esclusivamente dal personale del Parco e dai collaboratori all’uopo espressamente autorizzati dall’Ente Parco: i cosiddetti selecontrollori cacciatori con una particolare abilitazione;

 

-              il piano di controllo prevede una riduzione della popolazione di cervo. Dalla densitā di circa 8,2 capi/100 ha presente si dovrebbe passare ad una densitā di 4 capi/100 ha ritenuta ottimale;

  

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

 

1.           se anche nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, o in altri Parchi Naturali, esistono problemi causati dall’impatto che il cervo esercita sullo sviluppo del bosco e sulle attivitā antropiche;

 

2.           in caso di riposta affermativa quali interventi di controllo sono stati o saranno posti in essere, con quali modalitā di prelievo e se sono stati valutati i benefici in termini di ricaduta economica, per il settore trentino del Parco e/o per l’economia rurale;

 

3.           qual č la consistenza di cervi nei parchi della Provincia autonoma di Trento.

 

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO