Trento, 1 maggio 2002

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

QUALI NEGLIGENZE SONO ASCRIVIBILI AGLI AMMINISTRATORI DI FOLGARIA PER LE OMISSIONI DI TUTELA ARCHEOLOGICA IN LOCALITA’ “LA COGOLA” E PRAGRANDE DI CARBONARE ?

 

Premesso che:

 

-       con le interrogazioni n. 1229 e n. 1254  si segnalava la necessità e l’urgenza di rivedere i motivi di utilità pubblica e l’ubicazione dell’area artigianale collocata, con la programmazione urbanistica di Folgaria, sull’area di Pragrande a Carbonare;

 

-       tra l’altro, si denunciava la mancata considerazione del sito archeologico sotto roccia “La Cogola”, visto che nella cartografia allegata alla prima adozione al Piano Regolatore di data 23 febbraio 2001 risulta inserita una strada di scorrimento perfettamente coincidente con il riparo antico di circa 14.000 anni fa;

 

-       le prime segnalazioni che identificano il territorio di Carbonare come zona di alto interesse archeologico risalgono agli anni sessanta e precisamente si possono consultare nell’archivio informatico predisposto presso l’Università di Grenoble;

 

-       si evidenzia che la prima comunicazione ufficiale al Comune di Folgaria dell’esistenza del riparo sotto roccia “La Cogola” risale al 1999, nella quale si segnalava l’inizio degli scavi presso “La Cogola”;

 

-       altresì nel settembre del 2000 il professor Dalmeri, invitato dall’Associazione W.K. di Carbonare, presentò al pubblico ed agli Amministratori locali gli eccezionali risultati degli scavi del sito “La Cogola”. In quel periodo i quotidiani locali diedero ampio risalto all’evento;

 

-       pur a conoscenza dei ritrovamenti archeologici, risalenti a circa 14.000 anni fa e resi noti alla comunità trentina e scientifica internazionale, nulla è stato messo in atto in termini di delimitazione e tutela delle aree interessate nella predisposizione del PRGI di Folgaria e nella proposta di collegamento su rotaia redatto dagli stessi progettisti del Piano. Sia nel primo PRGI che nel progetto di collegamento su rotaia il sito archeologico “La Cogola” è graficamente soppresso da una strada di collegamento;

 

-       nella seduta del Consiglio comunale di Folgaria, in data 28 ottobre 2000, in occasione dell’approvazione del Piano Insediamenti Produttivi, la Consigliera comunale Beatrice Carbonari ha riferito della necessità di tutelare l’importante area archeologica;

 

-       alla luce delle scoperte e delle pubblicazioni scientifiche relative, risulta assolutamente grave, per usare un eufemismo, che nessuno degli Organi istituzionali locali – in primis il Sindaco e/o l’Assessore alla cultura di Folgaria – abbia segnalato agli Uffici competenti provinciali la presenza di zone archeologicamente importanti al fine di vederle salvaguardate con opportune azioni di tutela;

 

-       inoltre le delibere legate all’adozione del PRGI di Folgaria (n.2 e n.3) emanate dal Commissario ad Acta, non contengono azioni di tutela delle aree in esame e non prevedono lo spostamento dell’insediamento artigianale in altra zona sul territorio comunale, anzi, a parte alcuni passaggi di principio, nulla stabiliscono a riguardo dell’area artigianale e dell’area archeologica in località Pragrande;

 

-       per giunta in località Pragrande di Carbonare esiste un antico pozzo che non risulta censito nel catasto sorgenti della provincia né tanto meno inserito nelle planimetrie del progetto dell’area artigianale;

 

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.    quali motivazioni stiano alla base dell’assoluta mancanza di tutela delle aree di cui alla premessa, all’interno della prima pianificazione urbanistica di Folgaria elaborata in simbiosi con gli Amministratori locali;

 

2.    i motivi della omessa segnalazione agli Uffici provinciali o nazionali competenti in materia archeologica, da parte del Sindaco e/o Assessore alla cultura, nonostante i numerosi articoli sulla stampa o sulle riviste scientifiche che riferivano dell’esistenza dell’importante zona archeologica di valenza internazionale in località Pragrande di Carbonare;

 

3.    quali motivi abbiano fatto scordare, nella pianificazione urbanistica generale e particolare, l’esistenza della sorgente captata con un antico pozzo in località Pragrande di Carbonare risalente all’anno 1750 circa;

 

4.    quali segreti o interessi si vogliano nascondere con i comportamenti evidenziati e denunciati in premessa;

 

5.    quali responsabilità si possano ascrivere agli Amministratori locali – in primis al Sindaco e/o all’Assessore alla cultura – per le omissioni sopra richiamate.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.