Trento, 18 novembre 2002
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
INTERROGAZIONE N.
COME SI PUO’ SPIEGARE CHE LA MOGLIE DEL SINDACO DI POZZA DI FASSA POSSA RISTRUTTURARE UN MANUFATTO CON FINI TURISTICO – RICETTIVI IN UNA ZONA AGRICOLA?
Premesso che:
- ancora una volta, venuto a conoscenza di particolari interventi edilizi che si stanno realizzando in questo periodo in una zona di grande interesse ambientale e naturalistico lungo le pendici della Cima Dodici in quel di Pozza di Fassa, chiedo l’intervento degli Uffici provinciali competenti al fine di verificare la compatibilità degli interventi edilizi stessi e/o gli eventuali abusi commessi;
- in questo periodo si stanno attuando, nella zona poco più a monte del nuovo centro termale di Pozza di Fassa, dei lavori consistenti di movimento terra e degli interventi di ristrutturazione edilizia con fini turistico-ricettivi sul fabbricato noto come Malga Alloch;
- da rilievi effettuati presso gli uffici competenti catastali e tavolari si evince che questo edificio risulta eretto ex novo con frazionamento del 1992 e che la proprietà è riconducibile alla moglie del Sindaco locale;
- il vigente PRG del Comune di Pozza di Fassa inserisce la zona prativa “Alloch”, ove sorge il citato manufatto, interamente in zona E1 “Aree agricole” e nelle relative Norme di Attuazione del PRG si evince all’Art.31 comma 2: “Nelle aree agricole sono ammesse solo attività e strutture edilizie attinenti strettamente la conduzione del fondo agricolo” ed inoltre “ai fini della tutela ambientale sono vietate tutte quelle trasformazioni che comportino la modifica della morfologia dei luoghi, a meno che non si tratti di interventi tesi a ripristinare assetti originali documentati, ora degradati o divenuti indecifrabili.”. Perdipù al comma 3 del medesimo articolo delle norme tecniche si evince che è ammessa la costruzione di stalle, fienili e depositi attinenti l’attività agricola, rispettando indici parametrici;
- da questo intervento, eseguito in una zona riservata dallo strumento urbanistico vigente all’esercizio delle attività agricole e silvopastorali, visto il particolare contesto ambientale, si desume che per alcuni gli interventi edilizi sul patrimonio sono ben più radicali e profondi rispetto ad altri;
- la mia precedente interrogazione n°1346 inerente la stessa località e lo stesso manufatto edilizio, depositata in Consiglio provinciale in data 23 maggio 2002, è stata trasmessa dai competenti Servizi provinciali allo stesso Comune di Pozza di Fassa, per acquisire le informazioni necessarie, solamente il 22 luglio 2002 e pertanto quasi due mesi dopo la segnalazione, e quindi successivamente al completamento degli interventi a cui si riferiva. Auspico ora un intervento tempestivo al fine di evitare il ripetersi dei comportamenti amministrativi tardivi che potrebbero far pensare ad eventuali omissioni di atti d’ufficio;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. quali autorizzazioni e concessioni edilizie siano state rilasciate per intervenire sull’immobile di cui in premessa;
2. il contenuto e la categoria degli interventi autorizzati;
3. la data di inizio lavori e quella del loro presunto completamento;
4. la destinazione dell’immobile, una volta ultimati gli interventi edilizi autorizzati ed in corso, e la compatibilità o meno della stessa con le previsioni del PRG vigente;
5. quali provvedimenti nell’immediato si intendano assumere, relativamente alla salvaguardia del territorio, in questo particolare contesto ambientale, considerato che l’intervento è in avanzata fase di realizzazione e presumibilmente non compatibile con lo strumento urbanistico comunale vigente;
6. se non si ritenga opportuno e doveroso un sopralluogo immediato al fine di verificare quanto segnalato in premessa.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.