Al Presidente del

Consiglio provinciale

dott. Mario Cristofolini

Palazzo Trentini

 

Trento, 28 marzo 2003

 

INTERROGAZIONE N.

 

SCELTE URBANISTICHE AD ARCO

 

Premesso che:

 

-        la variante alle norme di attuazione del P.R.G. di Arco, approvate dal Consiglio comunale in data 19 dicembre 2001, relativa al programma di intervento per l’area Linfano – Foce del Sarca sarebbe in palese contrasto sia con la deliberazione della Giunta provinciale n. 7589/1999 (L.P. 5.9.1991, n. 22 – Comune di Arco – Piano regolatore generale –Approvazione con modifiche d’ufficio – prot. 768/99) sia con la delibera del comune di Arco di ratifica del P.R.G. (06.01.2000). La Commissione urbanistica provinciale, rispetto alla previsione di 20.000 mc di nuova ricettività alberghiera contenuta nel piano attuativo del Linfano adottato dalla Commissaria ad acta si esprimeva richiedendo lo stralcio di ogni previsione espansiva sia in termini di ampliamento delle strutture esistenti che, soprattutto, di nuove aree edificabili in tutto l’ambito del Linfano rinviando ad un piano attuativo la definizione dei possibili usi di quella fragilissima porzione di territorio, sulla base di criteri ed indirizzi tesi non solo alla salvaguardia delle scarse aree ancora libere in fascia lago ma da incrementarle trasferendo le attività esistenti oltre la strada;

 

-        la nuova formulazione del piano non solo ripristina, con destinazione turistica e residenziale, la volumetria di 20.000 mc in precedenza stralciate ma addirittura contempla la creazione, sempre in fascia nord, di un villaggio turistico a campeggio e boungalows che si estenderebbe su un’area di almeno 5 ettari. Per questo insediamento ricettivo non viene indicata la volumetria massima ammessa nè per le strutture al servizio del turismo nè per gli allestimenti stabili. Le indicazioni prescritte negli strumenti urbanistici non solo vengono disattese ma addirittura sono stravolte;

 

-        i principali effetti negativi che il piano oggetto di osservazioni produrrebbe sono l’incremento insostenibile del carico antropico in un territorio saturo, la mancanza di adeguate infrastrutture e servizi pubblici che connessa con l’assenza di spazio verde ad uso pubblico renderebbe del tutto non idonea la destinazione residenziale dei 20.000 mc previsti;

 

-        rimane, poi, al centro dell’attenzione la questione urbanistica di San Giorgio, in particolare quella legata all’area Azzolini - Ferrari. Gran parte dei risedenti nella zona attigua all’area produttiva hanno formulato una petizione, consegnata all’Amministrazione comunale, con la quale chiedevano che la volumetria residenziale prevista dal piano non eccedesse la cubatura ad uso produttivo attualmente emergente;

 

-        la Commissario ad acta del Comune di Arco ha quasi raddoppiato la volumetria dei due piani attutivi che formano la cosiddetta area Azzolini Ferrari. Si è passati infatti dai 28 mila metri cubi del PRG di prima adozione ai 43 mila della seconda con un unico accesso da via Cavallo. Tali volumi, che di fatto equivalgono alla costruzione di 200 appartamenti di media grandezza, creerebbero un’intollerabile impatto sulle infrastrutture e sui servizi pubblici presenti attualmente dimensionati su una popolazione residente di circa 600 unità. La volumetria residenziale prevista risulta praticamente doppia della volumetria attualmente destinata ad uso artigianale. Ciò contraddice una delle linee guida del Piano Urbanistico Provinciale che prevede di convertire e riqualificare le cubature esistenti per inserirle in modo armonico nel contesto residenziale circostante;

 

-        l’ulteriore traffico veicolare che ricadrebbe su via Cavallo provocherebbe situazioni di particolare disagio per i residenti di questa via. La CUP aveva infatti raccomandato di declassare via Cavallo a strada interna ad uso dei residenti per garantire condizioni di sicurezza e di vivibilità agli abitanti della zona;

 

 

si interroga

il Presidente della Giunta provinciale

per sapere:

 

 

  1. se l’Amministrazione comunale di Arco ha mai considerato i rischi conseguenti da una antropizzazione concentrata su limitate zone del proprio territorio;

 

  1. se l’Amministrazione comunale di Arco, nella redazione delle varianti al PRG, ha valutato i costi e oneri derivanti dall’urbanizzazione delle aree citate in premessa;

 

  1. quali motivi hanno giustificato per l’area del Linfano lo stravolgimento delle linee guida del piano attuativo nell’ambito del PRG e condiviso dalla CUP;

 

  1. quali motivi inoltre hanno suggerito la reintroduzione dei 20.000 mc con destinazione turistico/residenziale che erano stati stralciati dalla CUP sulla base di condivisibili ragioni di tutela ambientale e paesaggistica.

 

A norma di regolamento chiedo risposta scritta

 

                                                                                    Cons. Mauro DELLADIO