Preg.mo sig.
Dario Pallaoro
Presidente del Consiglio Provinciale
Palazzo Trentini
Trento, 30 novembre 2006
Interrogazione n.
Patto territoriale Predaia
Il nuovo modello di sviluppo del Trentino si basa su un sistema ad economia integrata, nel quale, attraverso gli strumenti di programmazione economica ed urbanistica, devono convivere le principali attività economico-produttive che lo caratterizzano: turismo, artigianato, agricoltura, commercio, attività terziarie, nuova industrializzazione. È questo il Trentino delle vocazioni che, con il suo sistema d’imprese, ha bisogno di una Provincia partner, che non lo opprima con una burocrazia spossante. Ha bisogno, cioè, di un ente pubblico che lo affianchi e ne sostenga l’accesso ai processi d’innovazione, ricerca ed internazionalizzazione; di un ente pubblico che promuova un territorio competitivo, cogliendone le esigenze, in particolare, per ciò che riguarda le infrastrutture di collegamento.
Nella prospettiva di valorizzare e riequilibrare il Trentino dello sviluppo, che deve superare definitivamente la dicotomia fra centro e valli, lo strumento dei Patti territoriali può rappresentare un’opportunità in più per precisare le caratteristiche di ciascuno dei nostri territori, per stabilire un progetto di sviluppo e, non ultimo, per sancire un’“intesa” virtuosa fra Provincia, enti locali e soggetti privati e del privato sociale, non finalizzata alla mera ripartizione delle risorse, ma alla crescita dell’intera comunità interessata dal Patto.
I Patti territoriali, insomma, non possono essere ridotti alla presentazione della “lista della spesa”, in modo che la Giunta provinciale possa dimostrare di essere più o meno magnanima nel decidere quanto, come e verso chi intervenire.
Come stabilisce la legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 (e sue successive modificazioni), che ha introdotto i Patti territoriali fra gli strumenti di programmazione, la Giunta provinciale, per dare attuazione all’iter di realizzazione di un Patto deve approvarlo e sottoscriverlo con il soggetto responsabile. A tale proposito, com’è noto, la Giunta provinciale ha istituito un’apposita struttura interna che fa capo al “Progetto Speciale Coordinamento Patti Territoriali” guidata da un direttore generale.
La legge prevede, inoltre, strumenti di semplificazione burocratica che hanno lo scopo specifico di favorire il decollo del patto territoriale. Fra questi, vanno citati: la Conferenza dei servizi, la procedura speciale in materia di opere pubbliche, le deroghe alle procedure della programmazione settoriale, la contrazione dei tempi necessari alla modifica degli strumenti urbanistici subordinati al Pup.
Centrali nella norma in questione sono, naturalmente, gli interventi finanziari destinati sia a sostenere i progetti che successivamente saranno approvati d’intesa fra Provincia e tavolo di concertazione, sia la consulenza che il soggetto responsabile del Patto andrà ad individuare.
La consulenza, secondo quanto stabilisce la legge, può essere affidata ad una struttura esterna, specializzata in progettazione territoriale e analisi degli investimenti. In particolare, il consulente deve fornire assistenza e supporto tecnico alla predisposizione degli obiettivi del Patto ed alla valutazione dei progetti delle infrastrutture e degli investimenti privati.
La struttura esterna cui affidare la consulenza viene scelta dal Patto, ma il costo della consulenza stessa è coperto totalmente dal finanziamento della Provincia. Merita ricordare che, secondo le disposizioni approvate dalla Giunta provinciale (delibera n. 2235 del 20 settembre 2002 e s.m.), “la scelta del consulente deve avvenire secondo le disposizioni previste dalla l.p. 19 luglio 1990, n. 23 disciplinante l’attività contrattuale della Provincia Autonoma di Trento ed in particolare dell’articolo 21 della suddetta legge in combinato disposto con l’articolo 13 della normativa d’attuazione (D.P.G.P. 1991 n. 10-40 Leg.)”.
Merita qui ricordare che, mentre l’articolo 13 del D.P.G.P. 1991 n. 10-40 Leg. detta le procedure da seguire per il confronto concorrenziale nella trattativa privata, l’articolo 21 della citata l.p. n. 23/1990 è quello che stabilisce le condizioni per ricorrere alla trattativa privata.
La delibera citata detta anche i requisiti di ordine professionale di cui deve disporre il consulente: “a) una struttura tecnico-organizzativa adeguata alla prestazione del servizio con indicazione delle qualifiche professionali; b) idonee dichiarazioni bancarie e bilanci (ove esistenti) degli ultimi 2 anni; c) dichiarazione attestante l'elenco dei servizi svolti nei settori oggetto della consulenza (progettazione integrata di aree territoriali e analisi degli investimenti), con indicazione degli importi, delle date e dei destinatari dei servizi stessi; d) atto costitutivo, statuto sociale e certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (ove esistenti)”.
Uno dei Patti già avviati è quello del Predaia per il quale è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa.
Tutto ciò premesso s’interroga il Presidente della Giunta Provinciale per sapere:
1) se conferma che per il patto territoriale Predaia l’incarico di consulenza esterna è stato affidato alla società Civil Engineering dell’arch. Marco Angelini;
2) a quanto ammontano, fino ad oggi, i costi di tale consulenza e secondo quali modalità e procedure essa è stata assegnata;
3) quali risultano agli atti della struttura provinciale i requisiti che attestano le competenze e le precedenti esperienze nei settori oggetto della consulenza che la società ed il suo titolare hanno potuto esibire;
4) se, proprio per corrispondere ai requisiti richiesti, la società Civil Engineering si è avvalsa di collaboratori esterni o di altre società e, in caso affermativo, di chi e per quale importo;
5) a che punto è oggi la realizzazione del Patto territoriale;
6) se è stato sottoscritto il documento fra la Pat ed il soggetto responsabile;
7) qual è stata la risposta delle realtà locali (pubbliche e private) alla proposta del Patto territoriale e quante domande di agevolazione per progetti nell’ambito del Patto sono state presentate e a quanto ammontano le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Provincia per l’attuazione di questo Patto territoriale.