Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 8 settembre 2000
INTERROGAZIONE N.
COME TI RIFACCIO IL LOOK IN ALTA QUOTA FRA PINI E VERDI PASCOLI
Premesso che:
- nel volume “Fassa – Montagna che scompare”, scritto nel 1982 da Damiano Magugliani ed edito con il patrocinio dell’Istituto culturale ladino nato nel 1975 con le finalità di conservare le tradizioni fassane tramandate nel tempo dal popolo ladino, relativamente alla caratteristica zona del centro valle ed in modo particolare per quei nuclei insediativi antichi che si incontrano salendo con buon passo montanaro verso la ridente e rinomata conca del Gardeccia si rileva: “ (…) Soial, più a monte, con i ruderi delle sue case e il legno dei tobià ci porta un mondo suggestivo: quello irreale delle leggende ladine. Nella incantata atmosfera del tramonto scendono ancora i Salvans e si odono le Bregostane, e le Stries ballano sui prati. Ronc, Moncion e Soial formavano tre delle 4 vicinie di Pera. (…)”;
- Da alcuni decenni le popolazioni indigene, al fine di valorizzare il loro patrimonio artistico e culturale operano sui manufatti tramandati dai loro avi, con interventi specifici e mirati alla conservazione delle caratteristiche architettoniche degli stessi manufatti nel rispetto delle tipologie tradizionali in essere;
- mentre nella normalità i lavori volti alla conservazione delle “tiese”, ossia i manufatti realizzati nelle valli alpine per il deposito del fieno, durano nel tempo, laddove l’Amministratore pubblico è vicino, parrebbe che i tempi di esecuzione tendano ad accorciarsi di molto grazie anche al supporto logistico delle tecnologie moderne;
- forse anche favorita dalla bella stagione che sta terminando, sulla via che mena alle Torri del Vaiolet e al Gruppo del Catinaccio (Rosengarten – Giardino delle rose), in questi ultimi giorni sta sorgendo, come per incanto, una nuova casetta ubicata in località Soial sulla p.f. n. 1942/3 e p.ed n. 516 CC Pera di Fassa;
- la particolarità di questa erigenda costruzione sta probabilmente nel solo rispetto dell’originario sedime della “tiesa”, mentre per il resto, vista la logistica e l’attrezzatura di cantiere da fondovalle si è proceduto alla costruzione con muri in cemento e sasso per il piano seminterrato, coronato da regolare solaio in laterocemento ed infine, completato con la posa in opera di moderni mattoni termoisolanti di colore bianco che nel loro insieme, per forma e colore, si ergono su una verde radura a contrastare le maestose cime del Gruppo del Larsec.
- da questo intervento in alta quota e visto il particolare contesto ambientale si desume che per alcuni gli interventi edilizi sul patrimonio sono ben più radicali e profondi rispetto ad altri;
1. quali autorizzazioni e concessioni edilizie sono state rilasciate per intervenire sull’immobile di cui alla premessa;
2. il contenuto degli interventi autorizzati;
3. la data di inizio lavori e quella del loro presunto completamento;
4. quali provvedimenti nell’immediato si intendono adottare, relativamente alla salvaguardia di un così particolare paesaggio alpino nel rispetto delle tradizioni locali, considerando che il costruendo moderno edificio, ad oggi, risulta solo in avanzata fase di costruzione.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.