Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

Trento, 15 novembre 2000

 

INTERROGAZIONE N.

 

ANCHE NELLA CONCA DEL BUFFAURE SI USA SOSTITUIRE GLI ANTICHI MANUFATTI!

 

Premesso che:

 

 -       nella rinomata e discussa area turistico-naturale del Buffaure che sovrasta l’abitato di Pozza di Fassa in passato si praticava la coltura della fienagione, come nelle altre valli alpine laterali, con opportuni ricoveri per il deposito stagionale del foraggio: manufatti lignei sparsi e ancor oggi visibili;

 

-       nella zona alta del Buffaure e precisamente nella p.ed. n. 325 C.C. di Pozza di Fassa, laddove si trovava un antico manufatto tramandato nel tempo, ultimamente si è praticato un intervento di integrale sostituzione edilizia;

 

-       da una verifica tavolare risulta che parte del manufatto di cui sopra è anche di chi è chiamato anche alla vigilanza e controllo dell’attività edilizia sull’intero territorio comunale; infatti con contratto di vendita datato 15 dicembre 1998 la Signora Francesca GHERARDI, in servizio come Responsabile dei servizi tecnici comunali del Comune di Pozza di Fassa, è subentrata nella proprietà della p.m.2 della p.ed. 325 di cui sopra;

 

-       visto il particolare contesto ambientale, in alta quota, si desume che per alcuni gli interventi edilizi sul patrimonio sono ben più radicati e profondi di altri;

 

-       le foto che si allegano evidenziano l’integrale demolizione del vecchio manufatto:

 

si interroga il Presidente

della Giunta Provinciale per sapere:

 

1.    quali autorizzazioni e concessioni edilizie sono state rilasciate per intervenire sull'immobile di cui alla premessa;

2.    il contenuto degli interventi autorizzati e quelli effettivamente realizzati;

3.    quali eventuali finanziamenti pubblici sono stati erogati ad oggi e per quali interventi;

4.    la data di inizio lavori e quella del loro completamento;

5.    quali provvedimenti immediati di intendono adottare, nel rispetto delle regole urbanistiche e tipologiche, per tutelare un così particolare paesaggio alpino;

6.    quali eventuali provvedimenti si intendono adottare nei confronti di chi “in barba” alle regole ha pensato di operare in alta quota ed in aree tutelate.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.