Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Cons. Marco Giordani
Palazzo Trentini
Trento, 16 febbraio 1998
INTERROGAZIONE N.
- BACINO DI ESPANSIONE DEL
TORRENTE ARIONE.
PARCO PERICOLOSO ?-
Premesso che:
- dal Supplemento della G.U. n.° 101 d.d. 18.04.1973, a
sensi del D.P.R. n.° 115 d.d. 20.01.1973, risultano trasferite dallo Stato alla Provincia
autonoma di Trento, ben 21 Particelle Fondiarie in Comune Catastale di Aldeno, tra cui la
pp.ff. 3475/1 indicata come Fossa di S. Zeno, facente parte di un complesso demaniale
idrico-forestale;
- accertato presso il Libro Fondiario che la predetta
particella fondiaria è stata intavolata nella P.T. 1347 in data 1° Marzo 1974 a favore
della Provincia autonoma di Trento Beni Demaniali Ramo Acque, in base al precitato
Decreto, al Verbale di Consegna Atto n.° 36 d.d. 13.11.1973, e Circolare Ministeriale
31.01.1937 n.° 21284 - Convenz. 14.02.1938;
- vista la delibera della Giunta Provinciale n.° 3850 d.d.
27.7.1973 con la quale il Presidente pro-tempore viene autorizzato a sottoscrivere i
relativi verbali di consegna;
- con NOTA n.° 3270/3 X/C d.d 22.9.1993 lAzienda
Speciale di Sistemazione Montana, a firma del Dirigente dott. Boso, si precisa di essere
sprovvisti di fogli mappa e "(...) che lalveo del torrente Arione,
compresa la piazza di deposito delimitata da arginature, è iscritto nellelenco dei
beni del demanio idrico provinciale -ramo acque - e nella fattispecie risulta
contrassegnata dalla p.f. dem. 3475/1";
- vista la successiva NOTA n.° 7168/C.D.I.-SO 47 d.d. 29
novembre 1993 del Servizio Acque Pubbliche a firma del Dirigente ing. R. Bertoldi, con
allegato lestratto di mappa catastale, da cui si rileva lesatta configurazione
del bacino despansione del Torrente Arione, in località Albere di Aldeno,
contrassegnata come Fossa di S. Zeno, già Demanio Pubblico dello Stato, gestito dal Genio
Civile, viene precisato che sul bacino stesso ricadono le competenze sia del Servizio
Azienda Speciale di Sistemazione Montana (Bacini Montani, circa metà parte Nord), sia del
Servizio Acque Pubbliche e Opere Idrauliche (metà parte Sud) in virtù di quanto
stabilito dalla L.P. n.° 18 del 8.7.1976 e s.m. art. 3 lett. b);
- sembrerebbe che il Comune di Aldeno, le cui autorità non
poteva non ignorare il DPR 115 dd 20.01.1973, non ha chiesto la sdemanializzazione della
p.f. 3475/1 ed ha invece affidato ad uno studio privato lincarico di elaborare un
Progetto di Massima per un parco urbano sullalveo del Torrente Arione, trasmesso
allAgenzia del Lavoro nel 1990 e inserito nella Delibera della Giunta provinciale
n.° 16560 dd 20 dicembre 1990, non soggetta alla registrazione, avente per oggetto:
"Art. 10 della L.P. n.° 32 del 27.11.90. approvazione del Programma annuale 1991 e
incarico dellAgenzia del Lavoro dellattuazione del medesimo";
- nè gli estensori della succitata delibera, nè i
funzionari dellAgenzia del Lavoro, nè quelli del Servizio ripristino, i quali poi
hanno assolto le funzioni di Direttori dei Lavori e di Cantiere affidando il progetto
stesso al CONECO per realizzare lopera in base a convenzione in atto con
lAgenzia del Lavoro, hanno consultato il Libro Fondiario e Catasto da cui doveva
risultare che le nuove infrastrutture venivano a sorgere sul territorio dei Bacini Montani
tutelato dalla L.R. n.° 39/71;
- il Giornale Alto Adige del 4 febbraio 1992 riporta che:
"Lassessore provinciale allambiente Walter Micheli ha compiuto un
sopralluogo al parco fluviale del torrente Arione alla Periferia di Aldeno. Si tratta di
in intervento interessante, teso a recuperare unampia superficie che veniva in parte
utilizzata con un laghetto per la pesca sportiva. In una zona in cui si era lasciata per
anni in libertà di interventi sullalveo della roggia e dove- accanto agli alberi-
si erano sviluppati appezzamenti ad orto, ora si è ricorsi ad una sistemazione razionale
(...), la ditta Con.eco ha completato in un anno di lavori di ripristino (...) la
realizzazione delle opere di captazione e degli sfioratori, la costruzione
dellimpianto di irrigazione su oltre un ettaro, il rinverdimento e la messa a dimora
delle piante";
- con contratto di comodato n. 325 di rep. d.d 24 giugno
1992, stipulato dal comune di Aldeno quale proprietario della struttura (!), sottoscritto
dal Sindaco di Aldeno Fulvio Baldo e dal Presidente pro tempore dellAPS di Aldeno
sig. Remo Plotegher con il quale si concedeva larea di proprietà del Comune
predetto in uso per tre anni dall1/5/1992 al 30 aprile 1995 ha prodotto la sua piena
efficacia fino alla scadenza prevista, benché copia di tale atto sia stato trasmesso solo
in data 2 Marzo 1994 al dirigente del Servizio Acque pubbliche e al Dirigente
dellAzienda Speciale di sistemazione Montana;
- parrebbe che la vicenda del parco fluviale sul torrente
Arione sia complessa e in alcuni suoi aspetti poco chiara;
si interroga la Giunta provinciale
per sapere:
- qual è lesatta ricostruzione della nascita e della
concessione alla locale Associazione pescatori del Parco fluviale sul torrente del
Torrente Arione;
- se da questa "particolare" situazione il
Sindaco di Aldeno non abbia forse tratto pretesto e motivo per pretendere dalla Provincia
un ripristino ambientale, facendo apparire la piazza di deposito di cui alla premessa
unarea abbandonata e degradata di proprietà comunale anziché provinciale;
- per quale motivo il Comune di Aldeno, i cui
amministratori non potevano ignorare il DPR 115 d.d 20 gennaio 1973, e quindi conoscevano
esattamente il complesso idrico e forestale già dello Stato, non ha ritenuto di chiedere
la sdemanializzazione della p.f. 3475/1 e abbia invece affidato ad uno studio privato
lincarico di elaborare un Progetto di Massima per un parco urbano sullalveo
del Torrente Arione trasmesso allAgenzia del Lavoro, nel 1990 e inserito nella
Delibera della GP. N. 16560 dd. 20.12.1990 avente per oggetto lapprovazione del
Programma annuale 1991 e incarico dellAgenzia del Lavoro dellattuazione del
medesimo.
- se i funzionari, che hanno predisposto predetta delibera
nella quale veniva progettato anche il "parco fluviale sul Torrente Arione" con
diversi interventi anche esterni allarea da utilizzare per usi ricreativi e per la
pesca sportiva, si sono preoccupati di accertare la proprietà delle particelle fondiarie
soggette a ripristino;
- dato che i laghetti adibiti a pesca sportiva risultano
essere zona di esondazione del torrente Arione, quali provvedimenti si intendono prendere
al fine di salvaguardare la funzione primaria del bacino di espansione del torrente
Arione;
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO