CONSIGLIO REGIONALE DEL TRENTINO - ALTO ADIGE
REGIONALRAT TRENTINO - SÜDTIROL

XI Legislatura - Anno 1995 Disegno di legge n. 60

DISEGNO DI LEGGE

MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 AGOSTO 1983 N. 7
IN MATERIA DI ELEZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE

PRESENTATO DAL
Cons. Reg. Mauro DELLADIO

in data 6 NOVEMBRE 1995

RELAZIONE

La Provincia autonoma di Trento sta vivendo un momento di estrema difficoltà e di confusione politica che si sostanzia nella impossibilità di dare vita a maggioranze stabili ed omogenee.

La presenza in Consiglio Provinciale di numerose formazioni politiche che necessitano ciascuna di una propria forma di visibilità e di spazio politico porta al conflitto interno e soprattutto alla incapacità di predisporre progetti di ampio respiro che siano poi realizzabili in quanto sentiti come propri da tutte le forze di Governo. Purtroppo nel campo delle riforme elettorali ed in quello più vasto delle riforme istituzionali la nostra Regione è rimasta al palo mentre in tutta Italia il movimento delle riforme ha segnato grandi vittorie ed ha prodotto rilevanti modificazioni nei sistemi elettorali.

Tutte le regioni e le provincie d’Italia vedono i loro Presidenti eletti direttamente dal popolo e sono andate al rinnovo degli organi elettivi con una legge che, sebbene non soddisfacente, è comunque un primo passo verso un sistema sostanzialmente maggioritario e bipolare.

A fronte del sostanziale immobilismo della classe politica i cittadini del Trentino hanno invece manifestato con chiarezza la loro volontà di passare ad un sistema maggioritario ma quello che mi induce a presentare questo disegno di legge è la consapevolezza che avanti così non è più possibile andare e che ciascuno di noi sarà da ora in poi responsabile di fronte ai propri elettori di quanto avrà fatto o non avrà fatto per consentire anche ai cittadini del Trentino di avere una rappresentanza politica capace di dare stabilità e progettualità agli esecutivi.

Tanto premesso va quindi ricordato quanto avvenuto negli ultimi anni.

A seguito del referendum del 18 aprile 1993 con il quale l’elettorato italiano ha espresso la propria propensione all’istituzione di un sistema elettorale "maggioritario", il Parlamento ha approvato, nel corso del 1993, due leggi che disciplinano l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Allo stesso modo, con la legge n. 81 del 25 marzo 1993, si è provveduto ad introdurre l’elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia.

Anche nella nostra realtà provinciale gli elettori hanno dimostrato una indiscutibile propensione al cambiamento, sia attraverso il referendum dell’aprile 1993, sia attraverso le elezioni regionali del novembre 1993 che, pur svoltesi in presenza di un sistema elettorale proporzionale, hanno comunque espresso un certo desiderio di svolta e di maggiore rappresentatività attraverso l’individuazione prioritaria di tre forze politiche (Lega Nord, P.A.T.T., D.C.). Nonostante questo, però, la numerosa presenza di partiti minori (quali Solidarietà, Lega Autonomia Trentino - Liste Civiche, Rifondazione Comunista, Alleanza democratica, Alleanza per il Trentino, P.S.D.I., M.S.I. e P.D.S. per un totale di nove seggi), che in Consiglio Provinciale hanno conseguito uno o due seggi, indebolisce la capacità e le possibilità di governo dal momento che viene a mancare l’unità di intenti e di vedute che si esprime necessariamente con più facilità in una forte maggioranza, senza la quale, il pericolo dell’ingovernabilità sarà sempre presente.

Esaminando i risultati delle ultime elezioni regionali si nota infatti che ben 5 consiglieri del collegio elettorale di Trento sono stati eletti con i resti e che ben tre di questi e cioè i rappresentanti di Rifondazione Comunista, Alleanza Democratica, P.S.D.I., fanno parte di liste che non hanno raggiunto il quoziente elettorale e si rivelano quindi espressione di una piccola minoranza che trova rappresentatività grazie appunto ad un sistema proporzionale che necessiterebbe di regole minime per uniformarsi alle indicazioni nazionali e regionali che hanno indicato il sistema maggioritario quale unica strada perseguibile per una maggiore governabilità.

Ci riferiamo in questa sede, come avrete notato, al Collegio elettorale di Trento, evitando un’analisi unitaria della realtà regionale che coinvolge anche il Collegio elettorale di Bolzano. Questo perché, come ben sapete, la realtà multietnica e plurilinguistica dell’Alto Adige esige e prevede, per Statuto, un equilibrio che si esprime attraverso la presenza di minoranze etniche fondamentali che non possono e non debbono essere allontanate dalla scena politica e dal governo e che trovano maggiori possibilità di rappresentatività attraverso un sistema proporzionale, quale quello vigente.

La realtà trentina invece, pur presentando anch’essa una presenza ladina nella valle di Fassa, (presenza che si è in passato tentato di tutelare tramite una delibera regionale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale a causa dell’impossibilità di legiferare sulla tutela delle minoranze linguistiche in provincia di Trento con una legge regionale, dal momento che si andrebbero a modificare norme stabilite dallo Statuto di autonomia che, come tale, richiede tassativamente modifiche di ordine costituzionale), e germanofona nella val dei Mocheni e sull’Altopiano di Luserna, rileva la necessità di schieramenti più netti e di maggioranze forti.

Si propone a tal fine di lasciare invariate le modalità elettorali per quanto concerne il Collegio elettorale di Bolzano e di introdurre nuove regole per l’elezione del Consiglio provinciale di Trento, intervenendo con modifiche all’art. 61 della Legge regionale 8 agosto 1983, n. 7 per l’elezione del Consiglio regionale e applicando le indicazioni del metodo d’Hont per i seggi rimasti non attribuiti.

Le modifiche introdotte per la Provincia di Trento automaticamente escludono dall’assegnazione dei seggi quelle liste che non hanno raggiunto il quoziente elettorale intero e privilegiano le liste con i quozienti elettorali più alti.

Applicando il metodo d’Hont alle scorse elezioni regionali avrebbero infatti acquisito, nel Collegio elettorale di Trento ulteriori seggi la D.C. (2), il P.A.T.T. (1) e il Movimento per la Democrazia - la Rete (1), e Lega Autonomia Trentino - Liste Civiche (1).

Avremo avuto in tal modo un Consiglio provinciale di Trento formato da 9 anziché 12 partiti, caratterizzato dalla presenza di 4 liste forti (D.C., P.A.T.T., Lega Nord e Movimento per la Democrazia - la Rete).

Sarebbero quindi state favorite aggregazioni forti con una conseguente maggiore stabilità politica. Il Governo della Provincia di Trento avrebbe avuto un indirizzo diverso al fine di attuare con celerità e responsabilità impegni e scelte programmatiche.

Tutto ciò senza stravolgere del tutto il nostro sistema elettorale, vincolato al proporzionale dallo Statuto di autonomia, apportandovi delle semplici modifiche comunque significative.

Nella convinzione che una modifica al nostro sistema elettorale provinciale sia quanto mai urgente, si auspica che il Consiglio regionale voglia valutare positivamente la presente proposta.

Cons. Reg. Mauro DELLADIO

DISEGNO DI LEGGE

Modifica alla Legge Regionale 8 agosto 1983, n.° 7 in materia di elezione del Consiglio regionale

Articolo 1

  1. All’inizio del secondo comma dell’art. 61 sono inserite le seguenti parole: " Per il collegio provinciale di Bolzano,".
  2. Alla fine del secondo comma dell’art. 61 sono aggiunti i seguenti periodi: "Per il Collegio provinciale di Trento, ove dopo il primo riparto risultassero seggi non attribuiti, l’Ufficio centrale circoscrizionale assegna gli stessi compiendo le seguenti operazioni: divide per 1; 2; 3; ... fino alla concorrenza dei seggi non attribuiti, le cifre dei voti residui delle liste che hanno raggiunto il quoziente elettorale e sceglie fra i quozienti così ottenuti i più alti in numero uguale a quello dei seggi da assegnare. A parità di quozienti, il seggio viene attribuito alla lista che ha la maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima per sorteggio."

Cons. Reg. Mauro DELLADIO