- Al Presidente del
- Consiglio Provinciale
- dott. Mario Cristofolini
- Palazzo Trentini
Trento, 14
febbraio 2000
INTERROGAZIONE N.
-
RAZIONALIZZAZIONE SCOLASTICA SENZA RAZIONALITÀ: I COMUNI DEL "MEZZALONE",
I GENITORI DEGLI STUDENTI E LA LOGICA DICONO NO ALLE PROPOSTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE -
premesso che:
- nellipotesi di piano di
razionalizzazione scolastica formulato dalla Provincia autonoma di Trento si prevede che
gli allievi delle scuole elementari dei Comuni di Cis, Livo e Bresimo proseguano gli studi
frequentando la scuola media di Revò anziché quella di Cles come avviene attualmente;
- con lettera datata 24.01.2000 i
sindaci di Livo e Cis hanno scritto, tra laltro, la seguente missiva
allAssessore allistruzione della Provincia autonoma di Trento: "(
)
Il riassetto scolastico con le ipotesi di trasferimento degli alunni delle elementari di
Livo alle medie di Revò rappresenta un grave peggioramento della situazione attuale per
le seguenti motivazioni:
- Le ulteriori distanze,
costringerebbero gi alunni ad una più prolungata permanenza sui mezzi di trasporto
pubblici, e considerata la pessima situazione della viabilità di collegamento tra Cis,
Livo e Revò gli stessi incorrerebbero in maggiori pericoli;
- Per gli alunni di Cis il problema
risulta ulteriormente aggravato data la necessità che gli stessi convergano a Livo per
poi proseguire per Revò;
- A tuttoggi non è stata
ancora risolta la questione della mensa presso la Scuola Media di Revò, gli alunni devono
essere trasportati a Brez, pertanto si presenterebbe la necessità di un ulteriore
spostamento per gli alunni dei paesi di Livo e Cis, comportando ciò ulteriore rischio ed
inutile perdita di tempo anche ai fini dellapprendimento scolastico;
- Le amministrazioni di Cis e Livo
hanno aderito nel 1996 alla realizzazione del polo scolastico delle scuole Medie a Cles
quale opera sovracomunale, la quale è in via di realizzazione grazie anche
alladesione dei comuni di Cis e Livo;
- Le amministrazioni si riservano
comunque di sentire eventuali indicazioni, e scelte dei genitori degli alunni, per poi
insieme trovare una scelta comune.";
- con lettera datata 1 febbraio 2000
i rappresentanti dei genitori del Consiglio dInterclasse dei Comuni Cis, Bresimo e
Livo hanno evidenziato quanto emerso in unaffollata assemblea tenutasi il 28 gennaio
2000 presso la scuola elementare di Varollo (TN) in tema di razionalizzazione scolastica
formulata dalla Giunta provinciale;
- nella lettera indirizzata alle
amministrazioni comunali di Cis, Bresimo e Livo si esprimeva netta contrarietà per i
seguenti motivi:
- "La permanenza prolungata sui
mezzi di trasporto pubblici, considerata la tortuosità del percorso in condizioni normali
e la particolare pericolosità durante la stagione invernale, espone a troppi rischi i
nostri figli, rispetto al tragitto per Cles;
- Gli alunni di Cis, sarebbero i più
penalizzati dal tragitto, perché costretti a convergere a Livo via Mostizzolo. Diventa
quindi logico, una volta giunti al bivio di Mostizzolo proseguire per Cles;
- Il problema mensa diventa di
rilevante importanza, dovendo gli alunni spostarsi dalla Scuola Media di Revò alla mensa
della Scuola Elementare di Brez, per pranzare con turnazione a causa della scarsa
ricettività della struttura;
- La mancanza di copertura del
servizio pubblico di linea tra il Comune di Revò e i paesi del "Mezzalone",
rende difficoltosa la partecipazione a colloqui e udienze programmate con i Professori,
per quei genitori che non disponendo di una seconda autovettura sarebbero costretti ad
usufruire per forza dei mezzi pubblici"
- altresì si rileva la volontà "(
)
che i propri figli proseguano gli studi una volta usciti dalla Scuola Elementare di
Varollo, presso le Scuole Medie di Cles (TN)."
si interroga il
Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
- se non si ritengano fondate le
osservazioni formulate dai rappresentanti istituzionali e dai genitori dei Comuni di Cis,
Livo e Bresimo della Val di Non in merito alla proposta di razionalizzazione scolastica
formulata dallAssessore in merito;
- se non si ritiene di modificare il
piano di razionalizzazione scolastica, per i Comuni richiamati in premessa, secondo le
indicazioni testé convocate;
- se non si ritenga, alla luce delle
osservazioni formulate, che la razionalizzazione scolastica voluta dalla Giunta
provinciale porti anziché un risparmio un notevole spreco di risorse finanziarie e umane
con gravi disagi per gli interessati.
A norma di regolamento si richiede
risposta scritta.