Trento, 23 marzo 1995
Ill.mo
dott. Carlo Alessandrini
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE
INTERROGAZIONE N.
"Mutui in valuta straniera: capestri per numerose aziende"
Molti italiani e molti trentini in particolare, singoli o aziende, negli anni scorsi, sono stati indotti ad accendere mutui in valuta diversa dalle lire.
La maggior parte dei contratti in esame sono stipulati in ECU, moneta di conto utilizzata nelle transazioni finanziarie che dovrebbe diventare la moneta unica dell'Europa nei prossimi anni, ma anche in altre valute: scellino austriaco, marco tedesco, yen giapponese e altre.
Tali operazioni erano vantaggiose per il fatto che i tassi di interesse erano mediamente inferiori del 2 - 3 per cento rispetto a quelli in lire.
Le cose si sono complicate a partire dal 1993: un progressivo rafforzamento del marco e un notevole e continuo deprezzamento della lira hanno vanificato le operazioni annullando i vantaggi derivati dai bassi tassi di interesse.
Uno studio congiunturale sull'economia trentina, effettuato dalla Camera di Commercio, ha evidenziato una economia locale che corre su differenti binari: è evidente un'economia trainante per chi opera con l'esportazione derivata principalmente dal favorevole rapporto di cambio ed è altresì evidente che emerge un mercato stagnante per la maggioranza delle imprese trentine che prevalentemente operano sul mercato locale ed interno.
Tale situazione sicuramente provoca una contrazione occupazionale, come già emerso dallo studio precedentemente enunciato.
La situazione valutaria attuale, favorevole in certi casi almeno nel breve periodo, e sfavorevole per altri, diventa estremamente preoccupante per tutte le imprese che, negli ultimi anni, hanno operato per i loro investimenti a medio-lungo termine con debiti in valuta.
Neppure le più pessimistiche previsioni potevano far supporre una così ampia svalutazione della moneta italiana e la situazione odierna penalizza fortemente queste aziende che sono costrette a sostenere non solo i debiti programmati in una difficile situazione congiunturale, ma debbono fronteggiare anche questo evento economico imprevedibile che è la svalutazione.
Per chi opera sul mercato locale ed interno la situazione creatasi ha sicuramente effetti devastanti che minano l'economicità di impresa, e forse la stessa sopravvivenza dell'azienda, con ovvie ripercussioni sul mercato occupazionale.
Per le aziende interessate al problema non rimane altro che chiudere il mutuo in valuta straniera al cambio attuale, riconvertendolo in lire fino alla scadenza dello stesso, accollandosi la perdita subita finora. Non sempre però è possibile.
Tutto ciò premesso,
si interroga la Giunta Provinciale
per sapere
1. se si è già provveduto a monitorare le aziende che hanno contratto negli ultimi anni debiti in valuta straniera e se si è provveduto a tale operazione quante sono le aziende trentine interessate dal problema esposto in premessa e quali sono le esposizioni finanziarie in valuta delle stesse;
2. se è allo studio una apposita proposta legislativa atta a creare un ammortizzatore per le aziende che hanno contratto debiti in valuta straniera al fine di eliminare gli effetti devastanti della svalutazione della nostra moneta e in generale i problemi legati alla oscillazione del cambio e, vista la situazione d'urgenza, quando verrà presentata tale politica di intervento in sostegno delle categorie economiche e dell'occupazione.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO