Al Presidente del

Consiglio provinciale

dott. Mario Cristofolini

Palazzo Trentini

 

Trento, 21 febbraio 2002

 

 

INTERROGAZIONE N.

 

ALTOPIANO DI FOLGARIA: CHI VUOL FAR MORIRE PASSO COE ? N°2

 

Premesso che:

 

-        Passo Coe è, o meglio dovrebbe essere, il fiore all’occhiello dell’altopiano di Folgaria per la disciplina dello sci nordico. A tal fine è stato realizzato, con notevoli finanziamenti provinciali, un centro per la pratica dello sci da fondo che ha ospitato importanti gare sia nazionali che internazionali;

 

-        le piste per lo sci da fondo di Passo Coe sono rimaste inutilizzate durante la scorsa stagione turistica invernale ad eccezione di alcune giornate di marzo 2002;

 

-        la corrente stagione turistica vede l’apertura degli impianti per lo sci da discesa (Plaut e Termenal) solamente nelle giornate di sabato e di domenica con conseguente riduzione dell’occupazione per gli operatori interessati. A ciò si aggiunga che gli impianti per l’innevamento artificiale di tutte le piste risultano essere inadeguati;

 

-        Passo Coe offre delle notevoli potenzialità turistiche che, in questi ultimi anni cercano di essere sfruttate da due imprenditori che hanno ristrutturato, adeguandoli alla normativa vigente, i rifugi ”Osteria Passo Coe” e “La Stua”;

 

-        le attività economiche sopra menzionate risulterebbero danneggiate sia dalla scarsa sensibilità del Comune di Folgaria nella gestione del patrimonio sciistico del Passo Coe sia dalla recente comparsa di alcuni centri di ristorazione temporanei: uno presso una ex malga ristrutturata e l’altro presso la struttura del Centro Fondo;

 

-        le considerazioni sopra richiamante evidenziano una scarsa pianificazione delle potenzialità turistiche di Passo Coe, ascrivibili alla gestione dell’Amministrazione locale, che possono essere così riassunte: impianti chiusi durante la settimana (dal lunedì al venerdì incluso), inadeguatezza dei dispositivi di innevamento, ristorazione “selvaggia” e concorrenziale nel fine settimana;

 

-        nel gennaio 2002 presentavo l’interrogazione n. 1129 dal titolo: “Altopiano di Folgaria: chi vuol far morire Passo Coe?” con la quale evidenziavo, tra l’altro, come l’Amministrazione comunale di Folgaria si fosse disinteressata in merito al funzionamento e alla gestione ottimale delle strutture invernali presenti a Passo Coe e chiedevo delucidazioni sui soggetti gestori delle strutture di Passo Coe;

 

-        nella risposta dell’Assessore, prot. n. 1106 dd. 31 maggio 2002, risposta tra l’altro parziale, si legge: “In ordine all’interrogazione in oggetto fornisco per quanto di competenza i chiarimenti che seguono, evidenziando che gli elementi utili per la risposta -e più volte sollecitati, da ultimo con nota di data 10 aprile 2002, prot. n. 931, al comune di Folgaria- alla data attuale non sono ancora pervenuti allo scrivente.”;

 

-        si stigmatizza il comportamento del Comune di Folgaria che “snobba” le legittime richieste di informazione avanzate da un Consigliere provinciale ed ancor più tracotante - ignorando i ripetuti solleciti - è il comportamento della stessa amministrazione nei confronti dell’assessorato provinciale all’Industria e al Turismo;

 

-        sarebbe auspicabile un intervento perentorio dell’Amministrazione provinciale nei confronti del Comune di Folgaria, azione peraltro già esercitata nei confronti di altri Comuni trentini, affinché il diritto all’informazione ai Consiglieri provinciali, sancito dal Regolamento interno del Consiglio provinciale, sia garantito e soprattutto sia onorata la legittimità dell’Amministrazione provinciale quando chiede informazioni agli Enti locali;

 

 

Si interroga la Giunta provinciale

per sapere:

 

  1. quale pianificazione turistica è stata attuata dal Comune di Folgaria per la gestione degli impianti sportivi di Passo Coe;

  1. per quali motivi gli impianti sciistici per lo sci da discesa del Passo Coe sono aperti solamente nelle giornate di sabato e di domenica;

  1. se si ritengano adeguati i dispositivi di innevamento dell’attuale Società senza scopo di lucro che, di fatto, per l’anno 2002 ha disatteso l’innevamento delle piste da fondo;

  1. se non si ritenga opportuno un radicale intervento nella gestione delle piste da fondo affinché la gestione venga affidata a società più motivate, dotate di mezzi adeguati anche in caso di modeste precipitazioni nevose;

  1. se la Provincia non ritenga di intervenire, considerati i cospiqui interventi finanziari provinciali, sia nei confronti della società che gestisce gli impianti di risalita (attualmente quasi totalmente chiusi) che del Comune di Folgaria, azionista pubblico di riferimento, al fine di coinvolgere i privati che già hanno dato la loro disponibilità per attivare una gestione in prima persona degli impianti di risalita;

  1. chi sono i titolari delle licenze commerciali (ristorazione) temporanee sopra richiamate;

  1. quali provvedimenti urgenti intende porre in atto (o, come auspicabile sono già stati presi) nei confronti dell’Amministrazione comunale di Folgaria affinché fornisca tempestivamente gli elementi utili affinché l’Assessorato provinciale possa fornire una risposta esaustiva all’interrogazione n. 1129;

  1. se non ritenga, nel caso in questione, di censurare l’operato dell’Amministrazione di Folgaria;

  1. se nella fattispecie, l’Assessorato competente (Enti Locali), non riscontri un comportamento “omissivo” da parte dell’Amministrazione di Folgaria, ed in caso di risposta affermativa quali urgenti provvedimenti intende porre in atto.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

                                                                                  Cons. Mauro Delladio