SEDUTA DEL 21 LUGLIO 1994

Disegno di legge n. 10: "Modifiche alla legge provinciale 9 dicembre 1991, n. 24 recante norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia".

DELLADIO: Grazie, Presidente. Poche parole, per dire che il comma inserito dalla Giunta limita ancora più l’attività venatoria in provincia di Trento. Riteniamo che la nostra autonomia, in questo modo, non sia tutelata. Noi viviamo in un’autonomia molto limitata, dove parecchie cose sono vietate, rispetto alle altri parti del paese. Non siamo d’accordo nel vietare la caccia all’ungulato con il cane segugio, poiché questa è una tradizione della gente trentina. Grazie.

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DELLADIO: Anche per noi questa ulteriore lettera può essere inserita nel comma 7 dell’articolo 39. Grazie.

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DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Poche parole, per dire che la Lega Nord evidenzia il proprio senso di responsabilità votando a favore di questo emendamento, permettendo così ai cacciatori trentini di andare a caccia nei termini usuali. Grazie.

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DELLADIO: Grazie, Presidente. Distinti colleghi, una cosa è chiara alla fine di questo lungo dibattito, cioè che bisogna rivedere radicalmente l’impianto legislativo che disciplina l’attività venatoria nella nostra Provincia. E’ chiaro anche che gli emendamenti presentati dalla Lega Nord sono serviti per evidenziare la problematica situazione della gestione della caccia sul nostro territorio provinciale: una gestione monopolistica, in mano alla Federcaccia, che attinge a piene mani nei contributi pubblici, che ha propri guardiacaccia, che può rilasciare permessi sostituendosi all’ente pubblico, ed altro. Un ente di diritto privato, a seguito appunto del famoso decreto - più volte ricordato, del 1978 - che gestisce e controlla con proprie guardie il territorio della Provincia. Gli emendamenti presentati sono serviti a farci capire un po’ di più di quel complesso, ed al tempo stesso affascinante, mondo che è l’attività venatoria. Gli emendamenti presentati dalla Lega Nord, certamente non completi, hanno evidenziato che non esiste una maggioranza affidabile e solida: abbiamo una maggioranza traballante, una maggioranza che non esiste. Basti pensare che un emendamento presentato da noi ieri era stato accolto, creando non poche preoccupazioni all’esecutivo e, sinceramente parlando, anche al sottoscritto. Preoccupazioni subito rientrate con la ripetizione della votazione e con il rientro delle truppe della maggioranza dai corridoi. La discussione in aula di ieri è servita ulteriormente a far vedere alla gente trentina la coerenza e l’onestà intellettuale di certi politici.

L’assessore Fedel mi ha deluso, così come mi hanno deluso gli autonomisti - si fa per dire - del PATT, ad esclusione del cavalier Casagranda, che ringrazio. Sinceramente, mi aspettavo una promessa, una dichiarazione d’intenti da chi si dichiara autonomista; mi aspettavo di sentire dire che prossimamente, quando si andrà ad analizzare il progetto di legge di iniziative popolare, si valuterà di cambiare le regole e le norme che disciplinano la gestione della caccia in provincia, in direzione delle riserve comunali di diritto. Il PATT sosteneva tali riserve e sosteneva anche gli antichi diritti delle nostre comunità valligiane, di cui un esempio importante è la più volte richiamata Magnifica Comunità Generale della Val di Fiemme, una secolare istituzione con diritti esercitati, autonomamente regolamentati, ma mai riconosciuti dal potere politico, dal dopo guerra ad oggi.

Questo provvedimento legislativo, noi della Lega, non lo vogliamo affossare per un semplice motivo: perché contiene, appunto, l’emendamento che abbiamo votato prima, presentato dall’Assessore, che permette di fatto l’apertura della caccia a settembre, evitando il blocco dell’attività venatoria a seguito del ricorso, presentato al Tar, dagli ambientalisti. Riteniamo inoltre che questa legge poteva benissimo essere composta di un solo articolo, nel quale si richiamava il solo calendario venatorio. Le modifiche si potevano apportare successivamente, perché i tempi di recepimento della 157 a livello nazionale sono stati allungati notevolmente, fino all’11 marzo ‘96, a seguito del decreto legge 414 del 27 giugno ‘94. Dobbiamo inoltre impegnarci affinché questo Parlamento approvi una legge sulla caccia seria, una legge seria, che possa essere applicata per lungo tempo. Dobbiamo evitare, assolutamente, che ogni anno il Consiglio provinciale si trovi a legiferare in gran fretta su questo argomento. La Lega Nord ha dimostrato la propria responsabilità, più volte richiamata dall’Assessore, votando a favore della dichiarazione di urgenza della presente legge, permettendo, appunto, l’esercizio dell’attività venatoria nei termini tradizionali. Noi della Lega Nord rimandiamo al progetto d’iniziativa popolare ulteriori proposte e modifiche, nelle quali si ribadiranno i concetti basilari del nostro pensiero politico, più volte espressi in quest’aula: quelli delle riserve comunali di diritto e della realizzazione della riserva di diritto della Magnifica Comunità di Fiemme, togliendo alla Federcaccia l’enorme potere finanziario e di gestione del territorio trentino e conferendo infine, ai legittimi proprietari, il controllo del territorio e della fauna presente sullo stesso. Pertanto il nostro voto è quello di astensione. Vi ringrazio.