SEDUTA DELL’ 11 DICEMBRE 1995

Proposta di mozione n. 225, sulle norme di attuazione sulla provincializzazione del personale insegnante.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, è deludente comunque parlare in un’aula semivuota, e comunque sarebbe stato meglio parlare in una Conferenza di informazione, che speriamo, magari approvando una mozione presentata tempo addietro da alcuni colleghi, forse si potrà svolgere. E’ difficile comunque anche parlare di un argomento così importante, della riforma della scuola, in un clima così pesante, dove esiste una confusione, che magari genererà chiarezza, creata dalle dimissioni degli assessori Valduga e Zanoni. E’ un crisi comunque che tocca due livelli, quello di Presidenza del Consiglio, istituzionale, con le dimissioni di Bondi, ed un livello esecutivo, con le dimissioni dei consiglieri Valduga e Zanoni. E’ una crisi anche che tocca il sottoscritto, tirato in ballo dai giornali tutti i giorni, anche se io ritengo di non essere attore in questa commedia, sono solo uno spettatore allibito di fronte a questa rappresentazione. Una commedia, secondo me, recitata a soggetto, che avrà una bozza di copione con il voto positivo, come ho già detto in altre occasioni, al bilancio, degli assessori o gli ex assessori Valduga e Zanoni, perché estensori, dicevo della finanziaria, e perché non si autosconfesseranno. Approvato il bilancio poi si continuerà affrontando i problemi alla giornata e navigando a vista. Non mi pare che ci sarà una soluzione solida di governabilità nei prossimi mesi o nei prossimi anni. Per questo, con questa piccola premessa, mi sorge spontanea una domanda: sarà ancora lei, assessore Panizza, l’assessore all’istruzione nei prossimi mesi, quando dovranno essere prese certe decisioni importanti, in modo particolare sulla scuola? Questo anche se la Provincia ha poca influenza, oppure ha possibilità di influire, ma ha poche possibilità di stesura dei documenti tipo le norme di attuazione. In questa occasione lei, Assessore, doveva dirci le sue strategie, i suoi progetti, magari anche nei minimi particolari, di come vede lei la scuola provincializzata, però i tempi, abbiamo visto, sono molto contenuti ed è per questo che sarebbe opportuno istituire una Conferenza di informazione. Sappiamo poco più di prima, ed è per questo che dobbiamo - anche se sono pessimista, da un certo punto di vista - trovare una soluzione per questa grave crisi istituzionale, perché il Trentino non può attendere oltre.

Il Trentino va sempre più alla deriva, a mio modesto avviso, e la nostra comunità ne risente tantissimo. Ho già ricordato che le elezioni anticipate non sarebbero l’ideale, perché sarebbe una grande sconfitta della nostra autonomia, però faccio anche una considerazione: dobbiamo stare attenti quando parliamo di autonomia, e di tutela dell’autonomia. Vogliamo più autonomia, in questo caso specifico nella scuola, e non riusciamo a dimostrare che ce la meritiamo. La provincializzazione è e deve essere uno strumento strategico affidato alla nostra autonomia: tale strumento deve consentire alla nostra scuola di produrre innovazioni e capacità di risposta alle necessità ed attese dei giovani e delle famiglie. In questa prospettiva, tale strumento deve consentire un intelligente decentramento e una sostanziale autonomia che consentano alle diverse realtà scolastiche la possibilità di attuare scelte originali e autonome, pur nel rispetto delle norme generali dello Stato. Per questo motivo siamo favorevoli alla provincializzazione della scuola e riteniamo che questa operazione debba essere completata nel più breve tempo possibile. Per quanto mi riguarda, i rappresentanti di Forza Italia nella Commissione dei Dodici agiranno in questa direzione per ottenere questo risultato, ma è importante anche il disegno di legge provinciale che questo Consiglio provinciale dovrà emanare a seguito delle modifiche della norma di attuazione del DPR 405 del 1988. Sarà proprio in quella occasione che le forze politiche dovranno impegnarsi per dare un contributo alla stesura e vigilare poi per l’attuazione delle norme contenute. Deve esserci una rapidità di stesura di queste norme di attuazione e una rapidità anche nel licenziare la legge da parte di questo Consiglio provinciale. Mi sorgono però dei dubbi, poiché, come dicevo prima, non riusciamo a produrre delle leggi importanti, o ne abbiamo prodotte pochissime, non riusciamo a recepire leggi tecniche dovute, proposte a livello nazionale, e mi domando quando produrremo la famosa legge sulla scuola.

Non riusciamo nemmeno, ed è un esempio eclatante, a produrre leggi, sebbene a livello regionale, ma dopo dovremmo produrle anche a livello provinciale, in tema di comprensori. Pertanto i tempi saranno sicuramente molto lunghi. Quando si produrrà la legge provinciale sulla provincializzazione della scuola bisognerà introdurre e fare in modo che il servizio formativo si muova verso una reale salvaguardia dei diritti della libertà di insegnamento e di apprendimento, nel rispetto della Costituzione. Poi bisognerà predisporre norme che consentano lo studio della storia locale, sebbene già previsto dal DPR 405, perché ritengo e riteniamo che con la conoscenza delle proprie origini, senza falsare la storia e conoscendo il proprio passato, si può costruire un sereno futuro. Già Binelli ha toccato un tasto molto importante per quanto riguarda il trasferimento degli insegnanti, quindi bisogna legare il posto di lavoro al territorio, nel senso che bisogna combattere l’estrema mobilità, sia per gli insegnanti che per i dirigenti d’istituto. In Provincia autonoma di Trento, se non sbaglio, ogni anno cambiano il 25 o il 30 per cento di dirigenze delle scuole superiori, mentre noi riteniamo che solo dopo tre, o cinque anni - questo è discutibile - si può chiedere, oppure si può ottenere il trasferimento. Ad esempio questa norma, queste regole sono già state introdotte nelle Poste Italiane. Nel disegno di legge di recepimento del DPR 405 del 1988, dopo essere stato modificato, bisognerà contemplare la riforma degli organi collegiali nati nel 1974, che non rappresentano più la realtà odierna, che dovrebbero garantire la partecipazione degli studenti e dei genitori. Ora, se non sbaglio, gli organi collegiali hanno una partecipazione di circa il 9-10 per cento di genitori. Cosa vuol dire? Vuol dire che i genitori non credono negli organi collegiali, oppure non danno loro l’importanza necessaria. Bisognerà rivedere i vari consigli d’istituto e di classe e le competenze del collegio dei docenti, per una reale partecipazione delle componenti attive della scuola. La provincializzazione dovrà altresì consentire di individuare forme e modi di incentivazione e di riconoscimento economico a favore dei docenti, e ciò dovrà avvenire sotto un reale controllo anche della qualità dei processi e dei prodotti formativi. Riteniamo che per avere più qualità bisogna dare più responsabilità alle varie componenti, ai presidi d’istituto, agli insegnanti docenti e non, ai direttori didattici, alle famiglie ed anche agli alunni.

Per quanto riguarda il sovrintendente scolastico, è auspicabile che la Giunta proceda, quando sarà ora, alla nomina, tenendo conto soprattutto che lo stesso abbia capacità manageriale per perseguire obiettivi di efficienza ed efficacia. Per tutti questi motivi, occorre dare veloce attuazione alle varie norme e stendere il disegno di legge sull’autonomia scolastica, istituzionale, pedagogico-didattica, organizzava o finanziaria. Inoltre, non deve mancare anche il confronto finale con le forze sociali, sindacali e politiche, prima di approvare il disegno di legge e mi permetto di fare una critica all’assessore Panizza per quanto riguarda la mancanza di dialogo con le forze politiche presenti nella Commissione dei Dodici. Non mi risulta che Forza Italia sia stata mai contattata al riguardo del scuola, e Tosadori ha evidenziato il fatto che la Commissione non è mai stata riunita in tema di scuola da quando si è messa a funzionare. Si è riunita solamente la Commissione dei Sei dopo sei mesi di inattività, per varare una norma di attuazione voluta dall’SVP per quanto riguarda il patentino: per obbligare il personale degli enti e delle istituzioni che trattano con il pubblico ad avere il patentino. Permettetemi di fare una considerazione al riguardo, per quanto riguarda la Commissione dei Sei, che fa parte integrante della Commissione dei Dodici: questa norma che è stata voluta dall’SVP, proprio a ridosso della finanziaria, a favore, diciamo, dell’SVP, è una norma capestro per gli italiani dell’Alto Adige e l’SVP vende bene i propri voti in sede romana, comunque questo è un discorso che esula dal discorso scuola.

In conclusione, io ribadisco il completo assenso alla provincializzazione, e ritengo che la situazione culturale possa essere migliorata se a tutti saranno garantite uguali possibilità, se i capaci vedranno valorizzate le loro doti e se agli insegnanti verrà garantita la possibilità di operare nella convinzione di far parte di un più ampio disegno di respiro europeo. E’ in questa direzione che diviene fondamentale avere un progetto strategico, generale, del nostro sistema formativo. I tempi abbiamo visto che sono quelli che sono, non abbiamo potuto sentire nei dettagli l’Assessore, però sarebbe stato importante sapere i costi, i tempi di realizzazione, come reperiremo le risorse economiche. Comunque, in sintesi, pieno assenso alla provincializzazione. Grazie.