SEDUTA DEL 18 DICEMBRE 1995

Proposta di mozione numero 233, di sfiducia nei confronti della Giunta provinciale.

DELLADIO: Egregio signor Presidente, distinti colleghi, da un’analisi degli accadimenti degli ultimi giorni, da quando cioè questo Consiglio ha dovuto affrontare la discussione sulle dimissioni dei due Assessori, abbiamo notato l’imbarazzo giuridico in cui si dibatte questa Presidenza e abbiamo notato l’affanno in cui questa Giunta, ormai asfittica, si muove con la mancanza di una reale maggioranza, che palesemente si barcamena per governare e per risolvere i problemi, sia interni che esterni. A questo punto viene da domandarsi come si possa, per rispetto anche di questo Consiglio, di chi ci ha votato, non solo discutere ma dare fiducia a chi neppure ha più una maggioranza chiara, visibile, unitaria. C’è anche da domandarsi come questa Giunta, questa Presidenza, possa governare la nostra Provincia e abbia la giusta credibilità e la dovuta competenza, quando inspiegabilmente non è stata capace neppure ad ottemperare alle norme regolamentari proponendo a questo Consiglio il ridimensionamento del numero degli assessori, come prescritto, o riproponendo, se si ipotizzasse, non una armata Brancaleone, ma una effettiva maggioranza a cui affidare le sorti della comunità trentina. Nulla di tutto ciò è avvenuto e abbiamo vissuto, come stiamo vivendo in questo Consiglio, una situazione caotica, inconcepibile e pericolosa dal punto di vista giuridico, istituzionale: c’è il rischio che tutti gli atti che la Giunta emanerà potrebbero essere impugnati legalmente da qualunque cittadino, perché appunto emanati da una Giunta irregolare. Ultimamente è stata approvata da questa Giunta una legge sui ladini, per esempio, una Giunta che non ha provveduto a risolvere i provvedimenti conseguenti le dimissioni dei due colleghi Assessori, cioè la rideterminazione del numero degli assessori e la loro eventuale surroga. Abbiamo vissuto l’incapacità progettuale e politica di questa Giunta, già di per sé evidenziata nel lavoro che finora ha svolto e che è sfociata nella finanziaria propostaci e che andrà al voto nei prossimi giorni. Abbiamo riscontrato, come ormai è evidente alla collettività trentina, che coloro che hanno ancora la volontà di volerci governare, quelli rimasti dopo le dimissioni, non rispettano le normali regole democratiche pur di non perdere i loro scranni e le posizioni acquisite.

E’ opportuno che questa Giunta ormai da tempo, per la continua contrapposizione ideologica dei suoi componenti, per il loro protagonismo e le loro rivalità personali, per la manifesta incapacità di governare, si dimetta. Questo è necessario per trovare una nuova governabilità, indispensabile e prioritaria per le esigenze della nostra Provincia. Forse qualche ripensamento si sarebbe potuto avere, se almeno la nostra autonomia fosse stata difesa in maniera organica e significativa, ma ciò non è stato, e la sudditanza di questa Giunta provinciale alla SVP è stata determinante per perdere quel potere contrattuale che ci necessitava, per continuare a perorare l’autonomia trentina con quella doverosa fermezza che la libertà di pensiero permette e che la collettività si aspettava. Per seguire il gioco dell’SVP, come più volte ho richiamato in quest’aula, sia in Consiglio regionale che in quello provinciale, sia nella Commissione dei Dodici come in quella dei Sei con l’onorevole Fontan, sempre ligio ai desideri altoatesini, succube della volontà romano-atesina e delle strategie e di segreterie che non difendono e non capiscono le province a statuto speciale e la loro autonomia legislativa e impositiva.

Tutto ciò ha indebolito la nostra peculiarità autonomista, spingendoci verso uno svuotamento del compito istituzionale della Regione, con utopiche macroregioni trasfrontaliere, l’Euregio, per intenderci, che porta acqua solo alle posizioni della Provincia di Bolzano ed alle scelte e agli interessi dell’SVP, che da anni mira al raggiungimento di due Regioni al posto di due Province autonome, mercanteggiando con tutti pur di ottenere il risultato prefissato. E’ certo che una Giunta seria, tenutaria dei nostri interessi e della volontà della nostra gente, come hanno evidenziato i giornali, rispettosa ma non di interessi di palazzo, non avrebbe accettato queste imposizioni ed avrebbe cercato di contrastare tali situazioni e non sarebbe caduta nell’interpretazione estremista della cooperazione transfrontaliera e sovranazionale, ma si sarebbe adoperata a difendere i nostri reali interessi e a risolvere i nostri problemi contingenti. Anche qui invece si sono privilegati interessi partitici e di palazzo, come pure il futuro e chiacchierato assestamento politico provinciale, che dovrebbe portare ad una nuova maggioranza con i bossiani al governo. Lo sappiamo tutti ed è giusto evidenziarlo, che tale scelta è di natura romana, un accordo pre-elettorale tra SVP, la Lega e le sinistre, e non - come qualcuno nel congresso straordinario di ieri ha cercato di far passare - un accordo di programma, considerando la coercizione che su molti consiglieri sappiamo è stata esercitata dall’SVP per imporre questa forza politica che nessuno vuole, ma solo pochissimi, gli estremisti.

Guardiamo l’ultimo problema immigrati, che si può riconoscere nei nuovi programmi nazionali ed è inesistente in quelli provinciali, incongruente con le affermazioni e promesse del lontano 1993, rappresentato ormai solo da chi conosciamo fin troppo bene e di cui era l’ex segretario, ora presidente, un nostro collega che pubblicamente ha dimostrato il disprezzo che lui, trentino, ha per noi e la nostra gente. Sarebbe moralmente già sufficiente l’epiteto dato a tutti i trentini, anche a lei signor Presidente, che non è presente sul suo scranno, di "cani rognosi" - e dico bene "cani rognosi", se vi ricordate l’affermazione - per escludere la persona e il suo partito non solo dalle consultazioni, ma da qualsiasi ipotetico atto di governo.

(...)

DELLADIO: C’è da domandarsi come la singola persona e il suo stesso partito possano ipoteticamente governarci.

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DELLADIO: Questo è un esempio di come venivano trattate le persone all’interno del movimento a suo tempo: trentini, riflettete! C’è da domandarsi, dicevo, come la singola persona e il suo stesso partito potrebbero ipoteticamente governarci, quando così bassa è la considerazione per la nostra comunità, non avendo mai avuto smentita ufficiale sulle affermazioni. Chiunque, dopo tali battute, avrebbe per coerenza dovuto dimettersi; il partito che lo aveva come segretario, se non lo ha smentito, si presume concordi le sue posizioni e pertanto è completamente, a mio giudizio, inaffidabile per chiunque viva nella nostra provincia.

Signor Presidente, come uomo ho imparato ad apprezzarlo, ma politicamente non la promuovo, pertanto è evidente che la sfiducia va votata: questo per incapacità di questa Giunta di governare e di difendere gli interessi della comunità trentina per evidenziare e accelerare la nascita di una nuova, chiara maggioranza e per dare riferimenti certi agli amministratori e ai cittadini tutti trentini.