SEDUTA DEL 27 GIUGNO 1995

a) Disegno di legge n. 52: "Disposizioni concernenti l’autorizzazione e la variazione di spese previste da leggi provinciali e altre disposizioni finanziarie assunte per la formazione dell’assestamento di bilancio annuale 1995 e pluriennale 1995-1997 della provincia autonoma di Trento";

b) Disegno di legge n. 53: "Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 1995 e bilancio pluriennale 1995-1997".

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, il bilancio di assestamento è sicuramente un momento importante e a tal riguardo, dato che abbiamo un'ora a disposizione, voglio fare alcune considerazioni.

L'articolo 1 è importante proprio perché fa riferimento alle tabelle A e B, dove viene trattato di nuove autorizzazioni di spese e riduzioni di precedenti finanziamenti ed altro. Io ritengo che in questo provvedimento finanziario si notino alcuni provvedimenti positivi ed altri negativi. Quello utilizzato oggi è un mezzo discutibile, ed esprimerò anche il perché. Come al solito, e come nel passato, le leggi contabili sono leggi omnibus, ossia mettono dentro un po' di tutto, se mi permettete il paragone, come una "legge paella"; oppure una legge, permettetemi e scusatemi, canederlo, se vogliamo essere trentini, però dobbiamo stare attenti con gli ingredienti perché lo speck alle volte si può sostituire con la mortadella per rendere diverso il sapore, però non si possono cambiare più di tanto gli ingredienti, altrimenti ci ritroveremmo a mangiare degli strangolapreti: certamente non sarebbe l'obiettivo che c'eravamo prefissati all'inizio.

Il fatto che la legge contabile è ridotta in questa termini è stato sollevato anche in Prima Commissione legislativa, dove alcuni membri della Commissione per la semplificazione legislativa avevano avanzato delle proposte, dei provvedimenti per favorire la leggibilità e la semplificazione nell'estensione di questo documento. Della Commissione legislativa io faccio parte e ritengo che questa importante iniziativa, nata a seguito di una mozione a suo tempo approvata in quest'aula, produrrà notevoli risultati positivi in questa legislatura, ben si intende che gli intendimenti di questa maggioranza appoggino le proposte che usciranno da questa Commissione istituita proprio per la semplificazione normativa. Alcuni aspetti negativi sono riconducibili ad alcuni articoli che nulla hanno a che vedere con il bilancio di assestamento e andremo a vederne alcuni. C'è per esempio l'articolo 7 che, di fatto, non trova riscontro nella tabella A e nemmeno nella tabella B, dove si parla o si sostituiscono solamente delle parole all'interno di una legge che tratta, in questo caso specifico, di iniziative e manifestazioni all'interno e sul territorio provinciale. Con questa modifica, sostituendo le parole "mostre e rassegne" con la parola "iniziative" sicuramente viene data maggiore elasticità nell'erogazione dei contributi, però, di fatto, questo articolo non ha niente a che vedere con la legge finanziaria o non dovrebbe avere nessuno riferimento con una legge finanziaria.

Un altro articolo che è ascrivibile e che non c'entra niente con il documento contabile è l'articolo 12, il quale parla di disposizioni organizzative per l'Agenzia del lavoro ed è stato concordato con i sindacati e l'Agenzia del lavoro. Voglio ricordare che è arrivata a tutti i capigruppo del Consiglio provinciale una lettera spedita dai sindacati, nella quale si chiede di rispettare l'impegno sottoscritto il 15 febbraio 1995 con il consiglio di amministrazione dell'Agenzia del lavoro in merito alla modifica dell'articolo 54 della legge provinciale 23 febbraio 1990, numero 6. Voglio dire solamente, a riguardo di questo articolo, che vedremo all'interno di quest'aula se chi ha fatto promesse riuscirà a mantenerle e a rispettarle, oppure se la Giunta è fedifraga.

Un altro articolo che non c'entra con la finanziaria è l'articolo 15, dove si parla di ordinamento dei servizi socio-assistenziali in Provincia di Trento. E' un articolo secondo me confuso, o volutamente confuso; in modo particolare dell'istituto provinciale per l'assistenza all'infanzia, prevedendo di affidare il centro ad un soggetto privato ed io condivido la privatizzazione, però poi si parla di enti gestori che si convenzionano con la Provincia autonoma di Trento, con il soggetto privato e che versano alla Provincia autonoma di Trento o al soggetto privato le relative rette. Come è formulato l'articolo non va bene, perché si ipotizza la possibilità di subappalto del servizio e, di fatto, avremo come conseguenza un aumento di spesa contrariamente alla volontà dichiarata di riduzione dei costi ricorrendo alla gestione privata. Ritengo che se c'è un privato intermediario tra Provincia autonoma ed enti gestori si corra il rischio di aumento dei costi, perché il privato intermediario probabilmente farà la cresta sull'operazione.

Ci sono altri articoli che non sono di competenza della legge finanziaria e che modificano delle leggi esistenti, ad esempio ultimo l'articolo 34 in tema di caccia. Andiamo a vedere l'articolo 34: non c'entra con la finanziaria e disciplina la vigilanza venatoria in provincia di Trento, riconducendo sotto il servizio foreste quelle guardie che, a suo tempo, sono state cedute dalla Federcaccia. Allora era stata decisa una certa operazione, facendo transitare una trentina, o una quarantina di guardiacaccia alle dipendenze del servizio faunistico e di fatto questo articolo fa dipendere - ed io sono favorevole in questa direzione - queste guardie faunistiche dal servizio foreste, sperando che in futuro l'ente di controllo venatorio diventi unico.

Io ho ricordato solamente alcuni articoli che nulla hanno a che vedere con il bilancio di assestamento, però ci sono anche altri articoli che, allo stesso modo, nulla hanno a che vedere con la finanziaria, ma che ritengo positivi, per esempio l'articolo 5. All'articolo 5, è stato confermato dal Presidente Andreotti, noi troviamo uno snellimento dei prossimi bilanci proprio perché si istituisce un fondo nel quale si pesca per annullare obbligazioni già assunte con scadenza pluriennale per le aziende trentine. E' un fondo suddiviso tra le leggi richiamate nello stesso articolo, dando precedenza ai contributi con scadenza più vicina. In Commissione io avevo sentito parlare di otto miliardi dati alla Cavit: mi sono informato e non ho riscontrato tale notizia; ho visto che all'industria vengono dati ventuno miliardi e mezzo, all'agricoltura otto miliardi e ottocento milioni, al turismo cinque miliardi e quattrocentonovanta milioni, all'artigianato quattro miliardi e duecentocinquanta milioni, e via di seguito con la cooperazione, con gli impianti a fune e l'energia. Credo che questa ripartizione sia positiva, era negativo il fatto di dare eventualmente otto miliardi alla Cavit come era emerso in Prima Commissione.

Una considerazione che voglio fare è questa: che un'impresa, quando stende un programma di investimento pluriennale, dovrebbe avere chiari gli obiettivi da raggiungere. Questa operazione, di fatto, dà liquidità alle aziende e permette un abbattimento degli interessi. Però, io mi domando e domando anche al Presidente se questo articolo è fatto ad hoc per pochi privilegiati e con quali criteri si erogheranno i contributi all'interno delle varie categorie economiche. Il provvedimento è vantaggioso, pertanto ci saranno molte domande e chiedo chi definirà imparzialmente l'erogazione di tali contributi. Voglio ricordare anche al riguardo la mia interrogazione presentata tempo fa, quando era emerso il problema relativamente ai prestiti in valuta straniera. Avevo fatto un'interrogazione chiedendo delle informazioni ed inquadrando il discorso non in termini assistenziali, ed io voglio dire proprio a riguardo di questo articolo che avrei preferito che parte dei quarantasette miliardi e mezzo, contemplati in questo articolo, fossero stati destinati ad aiutare quelle aziende - e purtroppo ce ne sono molte - in difficoltà per prestiti in valuta, provvedimenti da affiancare o che affiancano quelli del medio credito del Trentino Alto Adige.

Un altro articolo che ritengo positivo è l'articolo 27 che parla di intermodalità. Si destinano cinquecento milioni per il 1995 e cinquecento milioni per il 1996 al fine di favorire, così recita l'articolo, la tutela dell'ambiente a la riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico derivanti dalla circolazione di veicoli destinati al trasporto di cose. Nelle relazioni sugli emendamenti si dice che i volumi di attività del 1994 nell'interporto sono rappresentanti da quattrocentodiciannove treni, novemilaquattrocentotredici spedizioni, duecentotrentunomila tonnellate circa di merci trasportate; inoltre, che l'attività del primo quadrimestre 1995 è in forte crescita con incrementi del 66 per cento rispetto al primo quadrimestre 1994. La causa, la turbativa che minaccia questo settore si dice sia stata il deprezzamento della lira che ha portato a un incremento nei costi di circa trecentomila lire per ogni spedizione. L'intervento, si dice inoltre, consentirebbe un abbattimento parziale dei maggiori costi e permetterebbe di realizzare un programma di investimento per l'acquisto dei carri ferroviari di trasporto. Programma che dovrebbe consentire un abbattimento dei costi di gestione e, conseguentemente, la cessazione dell'intervento finanziario della Provincia.

E' importante dare fiducia per questo investimento, però con riserva: considerando quanto accaduto negli ultimi anni all'interporto e all'area interportuale mi auguro che la fase assistenzialista debba decisamente finire e si trovino soluzioni serie ed idonee per sviluppare l'area e le attività in esse contenute. L'intermodalità dovrà essere verificata anche in funzione delle strategie e dei programmi delle Ferrovie dello Stato per la zona in esame, considerando il potenziamento della Valsugana, all'interno di un serio progetto viario trentino.

Pertanto il mio è un atto di fiducia, per quanto riguarda questo articolo, per necessità contingente in prospettiva di una radicale ristrutturazione della progettualità di tutta la zona interportuale.

Adesso voglio ricordare alcuni aspetti negativi secondo me importanti, e che mi fanno giudicare negativamente la manovra di assestamento. La prima cosa è la riforma della pubblica amministrazione. Io ho sentito tante promesse, ho letto relazioni molto dettagliate, importanti e so che si stanno raccogliendo dati sui carichi di lavoro all'interno della Provincia. Di fatto ancora non abbiamo visto niente, però abbiamo sentito che i tempi sono vicini e che si produrrà la riforma in tempi brevi: già quest'anno, ho sentito dire. Vedremo se sarà effettivamente così o se dovremmo attendere ancora molto.

Un altro argomento che voglio porre all'attenzione dell'aula è il discorso delle spese correnti. Io leggo, nella relazione all'assestamento del bilancio di previsione della Provincia, un prospetto, a pagina 20, dove si evidenzia che la spesa corrente nel 1994, assestato, è stata del 55,9 per cento e la spesa in conto capitale del 44,1 per cento. Vediamo, sempre nella stessa tabella, che il 1995 assestato riporta una percentuale di spesa corrente dell'ordine del 50,3 per cento, circa 4 punti in meno rispetto al 1994. A questo punto mi sorgono dei dubbi: probabilmente questo valore del 50,3 per cento è stato calcolato tenendo conto dei duecentoquarantotto miliardi di una tantum. Pertanto per un buon padre di famiglia le cose irripetibili, gli avvenimenti straordinari, in un'analisi seria non dovrebbero essere tenuti conto più di tanto, per lo meno non devono figurare nel calcolo. Ed io ritengo che se si rifà il calcolo senza tener conto di questi introiti una tantum, il valore sicuramente salirà intorno al 54, 56 per cento, pertanto i meno 4 punti rispetto al 1994, effettivamente, non sono considerabili (fra l'altro vorrei vedere, nei prossimi bilanci, che cifre usciranno). Sempre nella relazione all'assestamento di bilancio, noi troviamo che l'effetto cumulato delle manovre finora adottate dal Governo è stimabile in una perdita di carattere permanente per la finanza provinciale di circa trecentocinquanta miliardi annui. Pertanto i prossimi anni, se non si pone rimedio in maniera efficace e drastica, noi ci ritroveremo con delle percentuali di spesa corrente molto elevavate.

L'ultima considerazione che io voglio fare riguardo al bilancio di assestamento è quella che riguarda la riforma istituzionale, che nessuno finora ha mai ricordato, cioè la riforma dei comprensori. E' ben vero che è una riforma regionale, diciamo come predisposizione alla legge quadro alla quale le Province faranno poi riferimento, e dato che l'Assessore regionale competente in materia è anche componente di questa maggioranza, voglio fare queste considerazioni. E' un problema molto sentito in Provincia autonoma di Trento, sicuramente molto più che in Provincia di Bolzano. Noi abbiamo visto e abbiamo assistito alle ultime elezioni amministrative, dove sono stati nominati i rappresentanti dei comuni, sindaco e consiglieri, ed adesso le varie amministrazioni dovranno affrontare il problema della nomina nei comprensori. Esiste una incongruenza fra leggi, perché la legge che disciplina le nomine nei comprensori, che è la legge provinciale 10 del 20 luglio 1981, si riferisce alla legge vecchia che è stata abrogata, che nominava i sindaci e i consiglieri. L'articolo 7 della legge provinciale 20 luglio 1981, numero 10, dice: "La Giunta comprensoriale. L'elezione, fermo quanto stabilito per la nomina del presidente, è fatta con le stesse modalità prescritte dalla legge regionale per l'elezione della Giunta comunale.". Ora c'è l'elezione diretta del sindaco, pertanto esistono problemi di interpretazione. Dopo troviamo l'articolo 10, sempre della legge provinciale 20 luglio 1981 numero 10, che parla di elezione del presidente del comprensorio: "Il presidente del comprensorio viene eletto dall'assemblea, tra i suoi componenti, prima dell'elezione della Giunta comprensoriale con le stesse modalità prescritte dalla legge regionale per l'elezione del sindaco".

Alcuni comprensori hanno già sollevato il problema e l'Assessore regionale, che fa parte di questa maggioranza, indica, in una risposta, che di fatto la legge non conta, che per le nomine bisogna riferirsi allo statuto del comprensorio.

Allora io arrivo a queste conclusioni, in base appunto alla lettera di risposta dell'Assessore regionale, nonché componente di questa maggioranza: lo statuto comprensoriale, secondo appunto l'interpretazione dell'Assessore, ha valore di legge parlamentare perché superiore alle leggi regionali. Comunque questo sarà un argomento che approfondiremo sicuramente in aula regionale, magari tra due anni, intanto gli amministratori aspettano e dopo sapranno anche chi ringraziare. Chi vivrà vedrà, queste sono le considerazioni che ho fatto in merito appunto al bilancio di assestamento. Vi ringrazio.