DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, io ero presente in Seconda Commissione quando è stata trattato la prima volta questo disegno di legge, e anche allora avevo espresso alcune considerazioni al riguardo. Parliamo però del maggio 1994, mentre ora ci troviamo in questa sede a discutere sul fatto di rispedire unaltra volta in Commissione o meno questo testo di legge. Io avevo espresso allora, e lo ricordo ora, che di principio sono consenziente al fatto che i lavoratori siano partecipi dellattività di unazienda, sia essa pubblica o privata, però questo disegno di legge prevede alcune cose che non mi trovano daccordo, ad esempio quello di predisporre finanziamenti agevolati ai dipendenti per lacquisto della partecipazione. E già stato ricordato che in Trentino esistono aziende piccole, medio-piccole, con una media di cinquanta dipendenti, pertanto unoperazione di questo tipo è di difficile attuazione.
Volevo ricordare che io sono daccordo, per quanto riguarda il pubblico, ad un azionariato diffuso, attraverso public-company ad esempio, dove il cittadino è comproprietario dellazienda per la gestione di servizi o altro, e sono anche favorevole ad un azionariato diffuso per quanto riguarda il settore privato, non per niente sarebbe utile istituire nelle Regioni delle borse locali. Già adesso io voglio ricordare a questaula che esistono delle facilitazioni che qualsiasi cittadino può ottenere, come credito di imposta alla compilazione del 740, io ho poche azioni ad esempio dellazienda per la quale lavoravo prima di prendere questo impegno ed ho alcune aziende che mi procurano un minimo credito dimposta alla compilazione del 740. Pertanto delle facilitazioni esistono e, secondo me, non occorre predisporle con leggi, in modo particolare, provinciali. Sono contrario a questo punto al finanziamento pubblico di queste azioni perché, secondo me, bisognerebbe contare molto sui fondi di rotazione, sulla fornitura alle aziende di capitali con tassi agevolati, in modo da creare un movimento di capitale che provoca ricchezza e capitali soprattutto che devono essere restituiti, pertanto si stimolerebbe leconomia in tal senso per ottenere una sana economia di mercato. Sono contrario anche a certe fideiussioni, in modo particolare lultima fatta dalla Provincia per la Nicolini, ditta del Basso Sarca, perché può succedere un altro caso Sato, dove la Provincia alla fine sborsa capitali per impegni assunti precedentemente. Sarebbe stato meglio dare del capitale fresco ed avere in cambio le strutture, poiché almeno quelle sarebbero rimaste nel tempo. Pertanto io sono contrario al ritorno in Commissione legislativa e al progetto di legge in generale.