SEDUTA DEL 2 MAGGIO 1995

a) proposta di mozione n. 146, n. 147, n. 148 di sfiducia alla Giunta provinciale: necessità di un rinnovato accordo tra le forze politiche.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, questo è un parlamento, è indubbiamente il luogo dove si parla: c'è chi parla tanto, c'è chi parla poco; anch'io dirò qualcosa proprio approfittando del discorso della mozione di sfiducia. Io parto da queste considerazioni: nel 1993 mi sono impegnato politicamente per raggiungere certi obiettivi, obiettivi che si possono identificare nella tutela dell'autonomia, nel federalismo, in un liberismo non all'estremo, con delle regole ben precise. Queste sono state le basi per la mia spinta ad operare in politica, mantenendo sempre come base la coerenza in tutte le discussioni, in tutte le operazioni che andrò a fare, tenendo in considerazione l'onestà intellettuale e materiale delle persone, essenzialmente della mia. Mai prima mi ero occupato di politica, e ho visto che questa strada non è semplice; è piena di buche, di sassi. Ne ho trovati tanti sulla strada in questo breve periodo politico, e ho dovuto fare anche delle scelte dolorose, ma che ritengo ponderate.

Una di queste scelte è quella che ha occupato i giornali per un certo periodo di tempo, quella dell'uscita dal movimento Lega Nord. E' stata una scelta dolorosa, ponderata, perché ritenevo, e ritengo tuttora, che gli obiettivi che ci eravamo prefissati non si potevano raggiungere con quella dirigenza e con i comportamenti politici assunti da essa. Ritengo anche che per il movimento Lega Nord tale situazione probabilmente è da ascrivere a questa motivazione: essa doveva, all'inizio della legislatura - e si sa che con il senno di poi ci sono tante persone che parlano - condividere, secondo me, la scelta fatta dal PATT per fare l'alleanza con il Partito Popolare. Purtroppo a quel tempo - e li ho lasciati - certi strateghi hanno fatto delle scelte sbagliate, arrivando a questa situazione. Non solo, ma ci sono anche tanti altri fatti che dimostrano che non servono solamente le parole, ma bisogna proprio concretamente raggiungere gli obiettivi prefissati.

Certe scelte sono state fatte, e mi riferisco alla direzione del movimento del quale io facevo parte, proprio per ingordigia di potere e per altri motivi. Io dico che tale discorso vale anche per questa maggioranza: ci sono troppe contraddizioni, ci sono forze disomogenee all'interno di questa maggioranza e nell'esecutivo, le quali sono contrapposte. E ritengo anche che andremo verso un bipolarismo a livello italiano, magari arriverà in ritardo nella nostra Regione, ed andremo anche verso un bipolarismo di tipo europeo, dove da una parte ci sono i laburisti e dall'altra i conservatori, forze democratiche e di governo. Il centro, secondo me, si disgregherà e porterà a questa polarizzazione.

Io mi sono già collocato nel centro, diciamo, del centrodestra con una forza federalista presente a livello romano, e con questa collocazione e con gli alleati che ci sono in questo schieramento porterò avanti gli obiettivi che mi ero prefissato e che avevo ricordato prima: tutela dell'autonomia, federalismo e liberismo. Sicuramente nello schieramento di sinistra questi obiettivi è molto difficile raggiungerli. E' ben vero che in Consiglio provinciale si ratificano scelte esterne, concordate nelle segreterie dei partiti e per questo io in questo periodo ho steso un semplice documento programmatico con degli obiettivi fissi, però con delle scadenze precise. Vi faccio degli esempi: il primo è fondamentale - e non bisogna aspettare la fine della legislatura per realizzarlo - ed è quello della riforma elettorale a livello regionale ponendo una soglia del sei, otto, dieci per cento, in modo da andare verso quel bipolarismo che avevo richiamato poc'anzi e semplificare il quadro politico, dando governabilità al nostro Trentino, che ne ha bisogno.

L'eterogeneità degli schieramenti politici porta sempre a dei compromessi e al non raggiungimento degli obiettivi prefissati con una scadenza. Io avevo parlato di ottobre, novembre del 1995 - una data molto vicina - perché ritengo che basti scrivere un articolo, facendogli seguire l'iter per l'approvazione.

Un altro obiettivo da raggiungere è quello delle spese correnti della Provincia al di sotto del 50 per cento. Bisogna riformare i comprensori con una legge quadro a livello regionale, e anche per questa avevo messo una scadenza, cioè giugno 1995. Secondo me, se c'è la volontà politica si può effettivamente raggiungere, si può concretizzare. Non si può andare in prorogatio con una conferenza dei sindaci, ma bisogna riformare in maniera evidente i problemi dei comprensori. Anche la legge sui comprensori a livello provinciale dovrebbe avere una scadenza abbastanza vicina: in questo modo le forze politiche si devono impegnare concretamente alla realizzazione. Come dire che non bisogna aspettare la fine della legislatura, perché allora c'è il rischio che tutto vada in crisi e si rimandi alla prossima tornata elettorale. Per il passaggio delle energie ai comuni, io capisco che c'è di mezzo la Commissione dei Dodici che deve ripartire, però se c'è una volontà politica forte si può andare in questa direzione e costituire l'agenzia provinciale. La riforma della pubblica amministrazione, la privatizzazione e - permettemi di inserire anche questa, perché no? - la riserva di diritto di caccia della Magnifica Comunità di Fiemme.

Questa era una parte degli obiettivi che avevo evidenziato con delle scadenze precise, ed io dico che solo con questi presupposti ci sarà la mia partecipazione interna od esterna per formare una maggioranza nuova e duratura. Pertanto, con queste considerazioni, io ritengo di anticipare la dichiarazione di voto e voterò a favore della mozione di sfiducia. Grazie.