DELLADIO: Grazie, signor Presidente ed egregi colleghi. In discussione generale io avevo richiamato lattenzione dei consiglieri su alcuni documenti e avevo letto alcuni passi di questi documenti. Lo scopo fondamentale del mio intervento era quello di porre lattenzione sul rapporto fiduciario che deve esistere fra il consigliere provinciale e i propri collaboratori che lavorano al gruppo, rapporto fiduciario che come terminologia troviamo anche nella richiesta di parere legale richiesto allo studio legale del professor Roversi Monaco di Bologna, inoltrato il 31 ottobre 1991 dallUfficio di Presidenza. Semplicemente, in questo parere legale, venivano rimarcati alcuni concetti e si parlava del fatto che le esigenze di autonomia, da un canto, e il raccordo fiduciario con i responsabili del gruppo, dallaltro, giustificano la presenza di norme che legittimano il ricorso al rapporto di impiego privato. Gasperotti prima ha richiamato il concetto che con questo emendamento viene violata lautonomia di gestione del personale dei gruppi, che lautonomia dei consiglieri e dei gruppi viene messa in discussione. Nellanalisi dello studio legale si parla dei gruppi come soggetti pubblici, e su questo non cè nessun dubbio, e non si esclude lutilizzo di strumenti privatistici. Il problema fondamentale della discussione che abbiamo tenuto in aula è se vogliamo mantenere in essere o meno il rapporto di tipo privatistico nei confronti dei collaboratori dei gruppi. Io sono convinto che non si può smantellare questo rapporto fiduciario, e avevo fatto riferimento anche a una sentenza del TAR nella quale si rilevava che si escludeva il rapporto intercorrente con il gruppo consigliare provinciale che possa essere considerato come pubblico impiego non di ruolo per la Provincia autonoma di Trento. La situazione attuale favorisce la scelta del personale allinterno del personale di ruolo della Provincia autonoma di Trento e degli enti pubblici e del personale con contratto privato. Io avevo espresso il parere che la proposta di delibera dellUfficio di Presidenza era ottimale, che non bisognava cambiarla.
Il sistema privato nella situazione attuale integrava quello pubblicistico, anche riferendoci al sistema parlamentare, dove troviamo accanto ai comandi e ai distacchi la figura dellassistente parlamentare, e dove a ciascun parlamentare è riconosciuta la facoltà di avvalersi di un collaboratore esterno. A mio parere la situazione attuale è la migliore e non bisogna modificarla eliminando il diritto privatistico tra i consiglieri e i collaboratori ai gruppi. Se noi facciamo questo ci troveremo fra cinque o dieci anni in una situazione molto difficile, non dico uguale, ma comunque con grossissimi problemi. Io avevo presentato un emendamento che laula non ha recepito, inteso a semplificare la gestione del Gruppo Misto: mi inchino alla maggioranza, pertanto votiamo un emendamento alla proposta di delibera senza quel piccolo cambiamento che io avevo richiesto. Secondo me si sono volute tarpare le ali alle minoranze, con questa proposta di delibera, anche perché non sono stati riconosciuti degli emendamenti che andavano ad eliminare i collaboratori per gli assessori e per chi ricopriva incarichi di governo. Io sono scettico su questa soluzione, su questa delibera proposta dai componenti della maggioranza, perché quel giorno che non riusciremo più a trovare personale a comando - daccordo che cè il contributo sostitutivo previsto dal comma 6 della proposta di delibera - di fatto avremo delle grosse difficoltà. Io penso che questo contributo sostituivo, qualora non vengano utilizzate tutte le unità di personale assegnabili ai gruppi, sia un finanziamento ai partiti. Il mio pensiero pertanto è quello di bocciare la proposta di delibera Grandi, Tretter e Chiodi e tutti gli emendamenti che sono correlati ad essa.