DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, io sarò breve sicuramente, voglio solo evidenziare alcune considerazioni. Ho ascoltato attentamente la relazione del nostro Presidente Carlo Andreotti e ho riscontrato che le osservazioni che avevo fatto a suo tempo, nella tornata delle sedute consiliari dellaltra volta, hanno trovato rispondenza. E stato confermato dal Presidente che in questi due anni di legislatura non sono state fatte le riforme elettorali; che sono presenti in questaula diciassette forze politiche; che non è stata fatta, o posta in essere, la riforma della pubblica amministrazione; non sono state fatte le riforme dei comprensori e non sono state nemmeno recepite le leggi tecniche di recepimento delle leggi nazionali. Abbiamo fatto, si può dire, normale amministrazione. E stato evidenziato, in maniera forte, che non siamo succubi dellSVP, però i fatti la smentiscono, signor Presidente. Io avevo ricordato che lSVP in Consiglio regionale portava avanti i propri punti allordine del giorno, per esempio la legge sul capoluogo della Val Casies, la legge a favore degli internati dellAlto Adige nei campi di concentramento, pertanto abbiamo riscontrato che siamo dipendenti, se non succubi, di una politica molto più forte ed egemonica, quale quella dellSVP. Io avevo ricordato anche che gli assessori dimissionari - e mi è stata data conferma anche in questo caso dal Presidente Andreotti - sono estensori della manovra finanziaria e del documento contabile che andremo a varare nei prossimi giorni, pertanto fra le righe il signor Presidente ha fatto capire che bisognerà che ci sia lapprovazione alla finanziaria da parte dei due assessori che hanno dato le dimissioni.
A seguito di questa mia analisi ho trovato, appunto, le conferme che io avevo esposto. Secondo me lunica soluzione per risolvere questa grave crisi che investe le istituzioni è quella di stendere un programma conciso, dove sono evidenziati pochi punti chiari con scadenze precise, punti che abbiamo visto e che concordiamo sono impellenti e devono essere risolti, tipo la riforma elettorale del Consiglio regionale. Tutti parlano di porre una soglia, di rivedere le norme che regolano le elezioni regionali, però di fatto, fino adesso, lunica proposta modesta di riforma elettorale è quella che ho presentato io e quella che hanno presentato i colleghi Bondi, Benedetti e Leveghi (tante volte le proposte modeste sono molto più concrete che tante altre, fatte di settanta o ottanta articoli). Inoltre, ho sentito che il collega Taverna presenterà prossimamente una proposta di revisione delle norme elettorali regionale. E impellente la riforma degli istituti comprensoriali, dobbiamo affrettare la riforma a livello regionale, perché dopo dobbiamo recepire la stessa a livello provinciale ed io non so se arriveremo in questa legislatura a produrre tale norma. Bisogna poi trovare forme chiare per contenere le spese correnti; noi avremo sempre più competenze assegnate alla nostra Provincia, e pertanto avremo un aumento notevole delle spese correnti, a scapito delle spese per gli investimenti. Questo è uno dei problemi più grossi della nostra realtà economica ed istituzionale.
Non esiste, secondo me, volontà politica da parte dei vari schieramenti di risolvere i problemi esistenti: il Trentino sta andando alla deriva e manca una progettualità che potrebbe sollevarlo da questa grossa crisi. Abbiamo sentito parlare di progetti, ma relativamente allEuregio, che è indefinita ancora, contrastata da tutti o dalla maggioranza dei trentini, secondo me, è unidea imposta e non è vincolata ad un sondaggio fatto fra la popolazione trentina. Noi dobbiamo lasciare ai prossimi consiglieri regionali una situazione più chiara, uneredità concreta, dobbiamo porre delle basi solide per un futuro di crescita e prosperità. Pertanto io sono disponibile, lho già detto, in questa direzione, però non mi ritengo soddisfatto della relazione letta ed espressa dal Presidente Andreotti.