SEDUTA DEL 21 MAGGIO 1996

Elezione del Presidente della Giunta provinciale.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, dopo un mare di parole è stata fatta purtroppo una scelta. L’Abete ha scelto, però io non sono riuscito a capire esattamente quale ramo dell’Ulivo sarà utilizzato per sostenere la nuova maggioranza, per puntellare un Abete che a mio avviso è piegato dalla bufera delle elezioni politiche del 21 aprile. Un Abete comunque rimasto ben attaccato con alcune radici agli scranni del potere. Le ultime dichiarazioni del Presidente designato Andreotti, a mio modesto avviso, sono state aria fritta, perché è stata detto tutto e niente. Non sono state enunciate le priorità e i provvedimenti che devono essere assunti con la prossima finanziaria, e nei prossimi due anni fino al termine della legislatura. La gente, le classi sociali ed economiche e anch’io avevamo chiesto di sapere le scadenze precise entro le quali si dovevano risolvere queste priorità. Abbiamo diritto di conoscere realmente quello che si farà, come gli stessi tempi. E’ opportuno dire basta con i programmi che fanno tutto, giustificano tutto e non obbligano in senso temporale ai fatti.

Alla domanda che ha fatto il collega Morandini rispondo in un certo modo. Ho notato che vendette personali ed imposizioni extra provinciali non hanno permesso una chiara scelta di campo verso un’area antagonista alla sinistra. La Giunta che nascerà sarà esiziale per il Trentino, eterogenea e conflittuale. Sono stati sacrificati assessorati chiave, importantissimi per il futuro del Trentino, per esempio la scuola, che è basilare per la nostra autonomia perché i giovani sono il futuro. Vi chiederete come voterò: indubbiamente il mio voto sarà negativo al Presidente Andreotti, voterò un altro nominativo probabilmente, e comunque ricordo che l’opposizione che ho sempre fatto in quest’aula sarà seria, leale e costruttiva.