SEDUTA DEL 24 SETTEMBRE 1996

a) Relazione sull'attività svolta dal Difensore civico nell'anno 1994;

b) Relazione sull'attività svolta dal Difensore civico nell'anno 1995.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, parlare di Difensore civico in questa aula mi ricorda un documento che, a suo tempo, avevo presentato nel mio Consiglio comunale a Daiano nel 1991, quando io ero consigliere comunale. Allora io scrivevo (e ho presentato una mozione) dicendo che il Difensore civico da un lato avvicina i governanti ai governati e, dall'altro, stimola la pubblica amministrazione ad un comportamento corretto, non meno importante e che aumenta la credibilità nelle istituzioni. Poi, continuavo dicendo, come impegno alla Giunta Comunale, di predisporre - di intesa con il Presidente del Consiglio provinciale - uno schema di convezione per l'estensione dell'attività del Difensore civico della Provincia autonoma di Trento agli atti e procedimenti del Comune di Daiano, il mio comune. La mozione, approvata all'unanimità, portò il mio comune alla convenzione nel 1992. Ricordo questo perché, già allora, Daiano ed altri comuni trentini avevano riconosciuto l'alto valore di questa figura istituzionale a tutela dei cittadini.

Questa è una piccola premessa che volevo ricordare a quest'aula, anche per il fatto che la vita è talmente imprevedibile e mai più pensavo di venire in quest'aula e a parlare di Difensore civico, oltre ad avere sollevato il problema nel mio Consiglio comunale. Un'altra considerazione, altre riflessioni trovano spunto dalla lettera spedita dal Difensore civico ultimamente a tutti i consiglieri provinciali, con degli allegati che consistono in lettere spedite a suo tempo all'Ufficio di Presidenza e precisamente al Presidente del Consiglio Giordani. Io sollevo il problema per chiedere dei chiarimenti relativamente ai punti sollevati dal Difensore civico; i punti precipui ed essenziali di questa corrispondenza si riconoscono nelle proposte fatte appunto dal Difensore civico all'Ufficio di Presidenza per quanto riguarda la struttura del Difensore civico.

Il Difensore civico proponeva che, in luogo della dirigenza e quindi dell'esistenza di un servizio, venisse istituito un ufficio o una posizione organizzativa, perché lo stesso Difensore civico riteneva e ritiene sovrabbondante la struttura; questa proposta aveva l'intento di ricercare efficienza e ragionevolezza. Sollevava anche il problema del non incardinare nel servizio legislativo del Consiglio provinciale la struttura del Difensore civico, proprio perché tale operazione contrasterebbe con il principio di indipendenza e di autonomia e imparzialità che proprio la legge stessa di istituzione del Difensore civico garantiva.

Questo è il primo problema, sollevato dal Difensore civico, che mi sembra sia stato risolto dall'Ufficio di Presidenza non prevedendo l'ufficio e non inserendolo di fatto nel servizio legislativo del Consiglio provinciale. Per questo motivo io chiedo dei chiarimenti al Presidente del Consiglio.

Altro punto toccato dal Difensore civico, sollevato in queste missive, è quello del conferimento dell'incarico identificando in maniera chiara il nominativo nella persona della dottoressa Maria Ravelli, che ha seguito l'attività del Difensore civico negli anni scorsi, chiedendo di conferire l'incarico a questa persona anche, mi sembra di avere capito, senza espletamento di concorso. Il Difensore civico ha trovato l'opposizione da parte dell'Ufficio di Presidenza in merito a questa operazione, ossia l'Ufficio di Presidenza chiede di bandire il concorso per la copertura del posto di capo ufficio. Anche per questo motivo io chiedo informazioni al Presidente del Consiglio, per sapere effettivamente come è la situazione, e anche per chiedere le motivazione del perché, nel corso degli anni, a questa persona, che ha sempre svolto un determinato lavoro, non è stata riconosciuta la qualifica che le spettava, perché appunto non si è riconosciuta la professionalità mostrata nel tempo.

Io voglio sottolineare due frasi, riscontrate nelle lettere del Difensore civico all'Ufficio di Presidenza che mi preoccupano: la prima frase è quella che recita: "Se non verrà accolta la richiesta di nominare a capo ufficio o incaricato di posizione organizzativa la dottoressa Maria Ravelli, il mancato accoglimento di questa operazione non potrà non ripercuotersi in maniera molto negativa sulla funzionalità dell'ufficio e di conseguenza sulla qualità del servizio che sono stato chiamato a rendere alla collettività". Questa è una frase, diciamo, una doppia negazione, dice che si avranno degli esiti molto negativi se non verrà nominata questa persona. Chiedo chiarimenti su questa e anche su un'altra frase importante, però probabilmente andrà a cadere la preoccupazione visto che l'Ufficio di Presidenza (e chiedo conferma) non accetta l'inserimento della struttura del Difensore civico nel servizio legislativo del Consiglio provinciale, pertanto dando autonomia. C'è una frase significativa, scritta dal Difensore civico: "Sottolineo, come già esposto nella precedente nota, che la stessa amministrazione del Consiglio può trovarsi a essere, e ciò si è già verificato, interlocutore del Difensore civico, nell'esercizio delle sue funzioni.".

Questa è la prova, secondo me, che il Difensore civico deve essere autonomo e indipendente da qualsiasi servizio interno al Consiglio provinciale, non devono esserci conflitti con uffici o dipartimenti interni della Provincia; il difensore civico, a mio avviso, dovrebbe avere una dirigenza e, se questa risultasse sovrabbondante come segnalato dal Difensore stesso, sarebbe opportuno che l'eventuale servizio dipendesse direttamente dal Presidente del Consiglio, scavalcando la posizione dirigenziale. Queste sono ipotesi sulle quali chiedo conferma.

Sono andato anche a rileggermi gli interventi in aula del 14 aprile 1994, in occasione della discussione sulla relazione dell'attività svolta dal Difensore civico nell'anno 1993, e ho riscontrato una concorde volontà di rivedere e correggere eventuali problemi sorti in questo ultimo decennio, sia dal lato organizzativo che legislativo. Si rende necessaria una riconsiderazione del ruolo del Difensore civico, anche alla luce delle esperienze compiute in questi anni nel paese, nel Trentino e in Europa. E' opportuno ricordare l'istituzione del Difensore civico comunitario, e il progetto di legge di istituzione del difensore civico nazionale. L'Italia è probabilmente l'ultimo paese della comunità europea a essere ancora sprovvisto di Difensore civico nazionale. Si voleva allora un Difensore civico incisivo e potente che, oltre a mediare tra le parti in contrasto, risolvesse i problemi sollevati dai cittadini, un Difensore civico che tuteli la popolazione di fronte agli abusi, alle negligenze commesse dalla pubblica amministrazione.

A tale riguardo, questo Consiglio ha approvato una mozione, il 10 gennaio del 1995, a seguito della nomina del Difensore civico; in tale mozione si riconosceva priorità nelle forme regolamentari all'esame di eventuali disegni di legge, di modificazione della legge in essere sul Difensore civico. Questa mozione era sì firmata da Carlo Palermo, ma era abbinata ad altri documenti firmati dai leader della maggioranza di allora, che parzialmente, diremo, sono ancora in essere. Esiste sì un disegno di legge al punto 40 del nostro ordine del giorno che stiamo discutendo, ma non è un disegno della maggioranza, come la mozione aveva identificato o stimolato, è disegno di legge che ha già passato l'esame della prima commissione permanente, è uscito dalla commissione con parere negativo e faccio questa considerazione: cosa vuole dire uscire dalla prima commissione permanente con parere negativo? Vuole dire che a questa maggioranza, o alla maggioranza di allora, non interessa, non interessava modificare la situazione del Difensore civico, anche se gli intendimenti, come dicevo prima, dei leader o pseudo leader della prima maggioranza si erano espressi diversamente. A tale riguardo anche il Difensore civico, nella relazione dell'anno 1995, si è espresso in questi termini, proprio convinto che la legge provinciale 28 del 1982 appare fin da una prima lettura superata e, addirittura, per certi versi, in contrasto con norme successive.

Il Difensore civico, nella relazione del 1995, evidenziava che sarebbe opportuno un adeguamento della normativa in esame. Considerato il lungo periodo di mancata nomina del Difensore civico (è bene ricordare, come è stato ricordato, che il dottor, procuratore Olivo è stato nominato, e la crisi relativa è stata risolta negli ultimi mesi del 1994), e valutate le osservazioni espresse nelle relazioni dal Difensore civico del 1994 e 1995, ritengo sia importante intervenire, con emendamenti ed altro, nel momento di discussione della legge di modifica in tema di Difensore civico, di prossima analisi. Ho ricordato prima che questo disegno di legge di modifica dell'esistente è sistemato al punto 40 dell'ordine del giorno che stiamo esaminando.

Infine voglio ribadire che aspetto dei chiarimenti per sapere la situazione attuale per quanto riguarda i problemi sollevati dal Difensore civico relativamente alla trasformazione della struttura del Difensore civico da dirigenza a ufficio, e per quanto riguarda il riconoscimento a capo ufficio, o incaricato di posizione organizzativa, del dipendente che ho nominato poc'anzi, tramite concorso o meno. Io ritengo, comunque, che nominare le persone tramite concorso, anche se le norme possono permettere altri modi di nomina, sia la soluzione migliore, anche perché le persone che hanno esercitato una certa professione probabilmente saranno favorite, data proprio la professionalità a ricoprire l'incarico richiesto.