SEDUTA DEL 2 APRILE 1996

Presa d’atto delle dimissioni della Giunta provinciale e provvedimenti conseguenti.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Volevo aspettare un po’ di tempo, ma ho una scolaresca da seguire, dopo, quindi faccio ora il mio intervento. Non parlerò molto, perché la gente è stufa di parole senza conclusioni ed atti. E’ inconcepibile comunque, a mio giudizio, accettare delle dimissioni senza surrogare i componenti della Giunta e senza avere sotto mano un programma chiaro, specifico, con delle scadenze precise. Accettando le dimissioni senza surroga, senza sostituzione dei componenti, noi ci immergeremmo in un buio istituzionale, molto pericoloso per il Trentino e per la comunità che noi rappresentiamo: non si sa fino a quando durerà questo buio e non si sa quando sarà fatta luce.

Io faccio un’ipotesi: questo buio istituzionale, nell’eventualità che vengano accettate le dimissioni, favorisce chi gestisce la crisi in quest’aula, perché a chi ha l’assessorato, ai componenti della Giunta che hanno attualmente l’assessorato e sono dimissionari, si propone di mantenere la carica in futuro in cambio di un appoggio elettorale, o almeno di non belligeranza. Lo stesso discorso può essere fatto a chi aspira ad avere un assessorato: se mi appoggi, vi dicono, ti farò partecipe del potere. Una considerazione che nasce da questo fatto, da questo stato di cose, è che è gravissimo usare le istituzioni per fini politici, o di sopravvivenza politica. Ritengo che questa seduta serva all’Abete per scaricare la colpa su qualcuno del mancato accordo di una nuova maggioranza.

Un altro argomento che voglio affrontare è quello riguardante il consigliere collega Morandini, al quale riconosco coerenza e coraggio. A suo tempo ho iniziato io, in questo Consiglio provinciale, a trovare una collocazione politica chiara; di seguito i colleghi Valduga, Giordani e Zanoni hanno fatto una scelta, ed ora lo ha fatta anche il collega Morandini, prima delle elezioni, e questo è importante poiché è troppo comodo farla dopo. Qualcuno, io ritengo, non vuole capire che prima o dopo il panorama politico si bipolarizzerà, certamente con difficoltà, però questo, secondo me, sarà il futuro. Avremo un bipolarismo di tipo anglosassone, dove ci sono due forze alternative, democratiche e di governo e chi resta al centro vuole essere determinante nelle scelte, appoggiando l’uno o l’altro schieramento. Abbiamo visto, comunque, cosa ha prodotto chi rimaneva al centro: corruzione, compromessi e spartizione di posti al sole; alla fine, appunto, è una spartizione di potere. Ritengo che sia ora di fare chiarezza: la gente al di fuori di quest’aula lo richiede, e per questi motivi io non starò al gioco, non contribuirò al massacro delle istituzioni. Pertanto per protesta non parteciperò al voto se non ci sarà un’alternativa e un programma chiaro, con scadenze precise. Grazie.