b) proposta di mozione n. 277, sul futuro della Regione Trentino Alto Adige nel contesto di una repubblica federale italiana, di ununione europea federale e delle regioni;
c) proposta di mozione n. 278, sulle garanzie costituzionali per lautonomia del Trentino Alto Adige;
d) proposta di mozione n. 279, sulla Regione Trentino Alto Adige: unautonomia da difendere;
e) proposta di mozione n. 280, sul mantenimento e rafforzamento dellistituto regionale nellambito dello Statuto del Trentino Alto Adige.
DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi e distinti colleghi, con rammarico devo notare, appunto, come è già stato evidenziato da Gasperotti, che lautonomia si sta vuotando come questa sala. Ci sono decisamente pochi consiglieri attenti ed impegnati nella discussione. Ho rilevato anche che i tempi del dibattito in aula sono limitati, e perciò inizierò il mio intervento esponendo alcune considerazioni il più possibile concise. Nessuno vuole prendere atto del documento a suo tempo sottofirmato dagli esponenti del Polo delle libertà, Berlusconi, Casini, Fini, Miglio e i federalisti romani, nel quale si accetta il progetto federalista dello stesso professor Miglio. Un vecchio progetto che era della Lega Nord, abbandonato poi dalla stessa per inseguire un progetto che vede la provincia di Trento inserita nello Stato del Nord-est. Un progetto, a mio e nostro avviso, inconcepibile e mai disconosciuto dai vertici locali e nazionali, che farebbe diventare i trentini minoranza numerica allinterno dellarea del Triveneto. Nel progetto a suo tempo fatto proprio dal Polo, si riconosce la valenza tripolare del sistema, Regione, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, così come concepito dallo Statuto di autonomia che, non dobbiamo dimenticare, è legge costituzionale dello Stato. Nel progetto si valorizzavano e si valorizzano le autonomie, promuovendo una costituzione federale su modello cantonale e presidenzialista.
Io dico che gli unici e veri autonomisti sono quelli che difendono listituto Regione; i veri nemici sono quelle forze politiche che si spacciano per autonomiste e federaliste ma disgregano lunico istituto che giustifica lautonomia del Trentino. Ricordiamo, come è già stato ricordato in questaula, che, oltre al progetto dello Stato del Nord-est della Lega esistono altri progetti o ipotesi di annichilimento della Regione Trentino Alto Adige: quello della Fondazione Agnelli ed ultimamente quello del Cardinale Martini di Milano. Forza Italia, quella del Trentino, ultimamente si è mossa, interessando tutti i propri parlamentari affinché in sede nazionale tutelino limpianto regionale; una Regione, la nostra, garantita internazionalmente con il Trattato di Parigi del 1946 fra le potenze alleate e lItalia e laccordo De Gasperi-Gruber, che è una postilla allarticolo 10 del Trattato di pace sopra richiamato.
Vorrei fare altre riflessioni: in modo particolare esistono contraddizioni evidenti nellattuale maggioranza, in quella che si ipotizza nascerà, contraddizioni che devono trovare i dovuti chiarimenti. Da una parte esistono delle forze politiche che vogliono lEuregio, il PATT, SVP, i consiglieri ex Democrazia Cristina e presto anche la Lega. Dallaltra, ancora la Lega con il progetto dello Stato del Nord-est che fagociterà la Provincia di Trento: progetto che - è importante ricordarlo - sostituisce quello originario, cantonale, presidenzialista del professor Miglio, come ho richiamato prima, condiviso dal Polo ed approvato ancor prima dai numerosi federalista presenti a Assago nel 1993. Infine, cè il disegno di legge presentato dallSVP, che divide la Regione Trentino Alto Adige - e che ha prodotto la presentazione di numerose mozioni in questaula - in due Regioni specifiche. Alla luce di questi dati sorge spontanea una domanda: cosè che lega il PATT, SVP, la Lega ed alcuni altri? Sicuramente non i progetti strategici e gli interessi dei trentini, ma il potere. Si parla anche di Euregione, perdendo di vista la garanzia delle nostre peculiarità che è riconducibile allistituto Regione. Possiamo sicuramente discutere di Euregione, in un contesto chiaro però, allinterno della cooperazione transfrontaliera. Esistono trattati multilaterali e bilaterali: ricordiamo la Convenzione di Madrid del 1980 e lAccordo di Vienna del 1993 e ricordiamo anche che esistono già in Europa diciotto Euroregioni, però che rispettano e che agiscono allinterno delle sovranità nazionali come sancito delle regole europee. Noi ci possiamo muovere solamente in questa direzione, con queste regole.
Già in questaula ho ricordato un sondaggio, per quanto possa valere un sondaggio fatto da un giornale locale, nel quale si evidenziava che le persone, i trentini non favorevoli allEuregio erano pari al 48,4 per cento della popolazione; era poco favorevole circa il 15 per cento, e molto favorevole il 13 per cento. Ritengo che lEuregio, così come impostata, è una scelta calata dallalto, perché non esiste una effettiva volontà popolare e soprattutto bisogna evidenziare - e questo è molto grave - che non è stato interpellato il popolo Trentino, non è stata interpellata la gente trentina, per sentire il proprio parere. Io evidenzio che se andiamo verso sud saremo, come ho già detto, una minoranza numerica; se andiamo verso nord, con unaggregazione di tipo sovranazionale come quella ipotizzata dellEuregio, diventeremo minoranza sicuramente di tipo etnico-linguistica. Pertanto, lunica soluzione, lunica tutela dei trentini è quella di difendere listituto Regione e soprattutto gestire oculatamente le risorse sia a livello provinciale che a livello regionale. Queste, a mio e a nostro avviso, sono le migliori garanzie, le migliore difese per tutti noi e per la nostra popolazione.
E già stato ricordato, però lo voglio ribadire, un altro concetto: si potrebbe assecondare lipotesi di istituzione di un comune organismo di cooperazione transfrontaliera, ma deve essere chiaro che tale organismo deve avere meri compiti di coordinamento e di semplificazione delle procedure, perciò un semplice strumento per la realizzazione dellattività espressa pocanzi. A detto organismo non dovrebbe essere attribuita la personalità giuridica e proprio ieri, mi sembra, in un incontro con Andreotti, questo fatto è stato evidenziato e riconosciuto. Dicevo che a detto organismo non potrebbe essere attribuita la personalità giuridica pubblica, perché altrimenti esso diverrebbe titolare di potestà amministrativa, e al riguardo è bene evidenziare quali sono le collettività o autorità territoriali preposte alla collaborazione transfrontaliera ed è opportuno ricordare larticolo 2 dellAccordo quadro tra la Repubblica dAustria e la Repubblica italiana in materia di collaborazione transfrontaliera del 27 gennaio 1993.
Allarticolo 2, come il collega Taverna aveva già enunciato ed evidenziato, si riconoscono come collettività o autorità territoriali, per quanto riguarda lItalia, le Regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano nonché le province, i comuni, le comunità montane, i consorzi comunali e provinciali ubicati, anche se solo in parte, entro la fascia territoriale di venticinque chilometri dalla frontiera; per quanto riguarda lAustria, i Länder, i comuni e le associazioni di comuni. Pertanto non vediamo inserita in questa lista di enti di collettività o autorità territoriali la dicitura di Euroregione, di Euregio o similari.
Un altro concetto, o altra considerazione importante da evidenziare in questaula al riguardo e in occasione della discussione delle mozioni presentate è il problema ladini. Loperazione SVP volta alla creazione di due Regioni di Trento e dellAlto Adige non tiene minimamente conto della realtà ladina presente nellintera regione: il distacco fra i ladini dellAlto Adige e i ladini della Val di Fassa nel Trentino verrà sancito definitivamente. Se è difficile adesso il dialogo fra i gruppi ladini che si dipartono dal gruppo del Sella, poi sarà di fatto impossibile con due regioni autonome. I progetti di unificazione linguistica, ad esempio il progetto SPELL, portati avanti con tenacia, saranno affossati e il concetto di "dividi et impera" troverà completa attuazione. Non si può dimenticare loperazione introduzione della soglia elettorale per consentire seggi nei consigli comunali dellAlto Adige; operazione passata negli ultimi consigli regionali, dove solamente chi supera la soglia elettorale in Alto Adige può accedere a dei seggi in Consiglio comunale. Unoperazione voluta dallSVP e supportata purtroppo dai voti della Lega, del PATT e dei Popolari, alla faccia della tutela delle minoranze più volte conclamata.
Per quanto riguarda la mozione presentata dal PATT e dai Popolari, però precisando che del PATT sono firmatari solamente Tretter, Binelli e Moser, si rileva in essa che in attesa di definire giuridicamente la Regione europea, secondo le indicazioni dellaccordo di Vienna del 1993, si mantiene la Regione Trentino Alto Adige. Si parla di collaborazione, di pacifica convivenza tra le popolazioni e nel documento si auspica una revisione costituzionale, dando mandato al Presidente della Giunta di tutelare la nostra autonomia garantita dallo Statuto stesso fin tanto che ci saranno soluzioni alternative. Questo concetto è importante evidenziarlo e riflettere. Si dice: fin tanto che ci saranno soluzioni alternative, ipotizzando la cosiddetta Euregio, si auspica la formazione di questa Regione transfrontaliera abbandonando poi, anche se non è esplicitato nel documento, listituto Regione. In questa nuova macroregione noi saremo una minoranza etnica, senza peso, e i trentini non avranno sicuramente una valenza nei confronti dei cittadini tedeschi o di lingua tedesca. I firmatari della mozione sono partecipi del disegno dellSVP, dove notiamo che lobiettivo implicito è la distruzione della Regione. AllSVP non interessa nemmeno lEuregio, interessa lautodeterminazione, come espressamente ricordato nello statuto del partito. Questo, a mio avviso, è lobiettivo finale e pertanto ogni manovra di disgregazione nazionale regionale serve a loro per raggiungere tale obiettivo. La mozione, così come è scritta, è ambigua, a mio avviso, e non è accettabile. Per quanto riguarda la mozione del consigliere Taverna è condivisibile nel dispositivo. La mozione presentata dagli esponenti della sinistra è condivisibile soprattutto nel punto 1, dove si riafferma il ruolo storico della Regione Trentino Alto Adige quale elemento fondamentale del quadro istituzionale come determinatosi a seguito degli accordi di Parigi e della legislazione costituzionale che su quella base è venuta formandosi. Per quanto riguarda la commissione consiliare, la ritengo unoperazione generica che non serve a molto. Ogni gruppo politico consiliare può sicuramente elaborare proposte in sede regionale per eventuali correzioni, come ho già fatto io per quanto riguarda la soglia elettorale, correzioni, dicevo, dello Statuto nei limiti concessi in tema di elezioni del Consiglio regionale o altro.
Un ultimo concetto, brevemente, poiché non si può tacere su un determinato aspetto: è preoccupante la situazione espressa nella relazione del procuratore generale della Repubblica Cosso Sebastiano, dove si evidenzia che, in base a delle indagini tuttora attive, il terrorismo tradizionale è scomparso però è stato sostituito da un certo terrorismo psicologico, volto alla delegittimazione nazionale, propagato con strumenti di informazione e pubblicazione finanziati e condotti da persone o associazioni estere. Dalla lettura si evince un clima poco sereno, confermato nella relazione sui servizi segreti, inviata al primo dal Presidente del Consiglio Dini, ove si afferma che circoli estremisti doltre confine tentano di fomentare in Alto Adige, in modo particolare, sentimenti anti-italiani.
Concludendo: io vorrei evidenziare questo, che noi non possiamo permettere che venga minata la pacifica convivenza interna alla Regione Trentino Alto Adige, che è frutto di un lungo lavoro politico e culturale, nel corso degli anni. Proporre la divisione della Regione e la costituzione di Regioni transfrontaliere acutizza tensioni ormai sopite da tempo. E da rilevare la presa di posizione del Presidente Scalfaro e del ministro Agnelli su questo tema, poiché può aprirsi unaltra crisi internazionale. Ogni nostro rappresentante istituzionale deve considerare la gravità della situazione e comportarsi con responsabilità e senso dello Stato. Grazie, signor Presidente.