SEDUTA DEL 3 OTTOBRE 1996

Proposta di mozione n. 365, di sfiducia nei confronti della Giunta provinciale.

DELLADIO: Sì, signor Presidente, egregi colleghi: tolto il dente tolto il dolore. Io non parlerò molto per non dare adito ad alcuno di poter dire che ho sabotato i lavori del Consiglio, visto che moltissimi sono i punti all’ordine del giorno e che in questi quasi tre anni di legislatura ben poco si è fatto. Ho firmato anch’io questa mozione di sfiducia per una serie di motivi.

Innanzitutto, voglio fare delle considerazioni relativamente alla maggioranza. Questa maggioranza, come ho già detto altre volte in quest’aula, è una minoranza allargata dove esiste un nocciolo duro, con dei satelliti che entrano ed escono dall’orbita. E’ una collezione che si può paragonare ai governi che puntano a Maastricht che per arrivare al 1999 fanno le carte false, falsificano anche i bilanci pur di arrivare alla scadenza con i parametri rispettati solo sulla carta. E’ una minoranza variabile che viaggia in un’orbita ellittica, se facciamo riferimento a figure geometriche o matematiche, con due fuochi, e dove in questi due fuochi vediamo posizionati in uno il nostro Presidente Andreotti e nell’altro fuoco il Vicepresidente Alessandrini. Su Andreotti gravita quello che resta di un abete con il bostrico, che in dialetto noi chiamiamo "becherlo", e sull’altro fuoco occupato dal Vicepresidente Alessandrini gravitano alcuni rami di ulivo.

Cosa ha in comune questa coalizione? Lo stato di fibrillazione, oltre il nome Carlo del Presidente e del Vicepresidente. Questo stato di fibrillazione è causato da antipatie personali e dalla paura di perdere posti di comando. Cos’è che manca? Non ci sono obiettivi comuni, non c’è progettualità (che dovrebbe essere il collante) per andare avanti. Non è una Giunta di programma questa, è una Giunta di occupazione, ben si intende di potere.

Le mancate dimissioni di Giovanazzi e Moser rispecchiano chiaramente questo stato di cose: è grave quando gli assessori non rispondono più ai comandi del manovratore e a tal riguardo faccio riferimento alla lettera spedita dal Presidente Carlo Andreotti a Moser e a Giovanazzi interpretando l’opinione di tutta la Giunta provinciale che ha ritenuto fondata nel merito la questione proposta da Carlo Palermo. Vediamo, dalla lettera spedita dal Presidente, che dovevano rassegnare entro tre giorni le dimissioni dalla carica rivestita in seno alla Cassa rurale di Lavis, per quanto riguarda l’assessore Moser, e dalla carica di presidente del Consorzio difesa produttori agricoli, per quanto riguarda il collega Giovanazzi o; in alternativa, dovevano dimettersi dalle rispettive cariche di assessori.

Dicevo che non c’è progettualità in questa coalizione di governo, in questa pseudo maggioranza: cercano solamente di mantenere le posizioni per arrivare al 1998. Andiamo sui dati di fatto, perché effettivamente la situazione è così: la legge del personale è bloccata in Commissione legislativa, bloccata dal Vicepresidente Alessandrini che è anche Assessore al personale; la revisione del piano smaltimento rifiuti non è ancora arrivata in quest’aula e siamo in emergenza; ci sono le discariche che scoppiano, non si pensano soluzioni alternative; ci sono soluzioni, quali la biolisi, la termolisi, che potrebbero essere adottate anche sperimentalmente nelle periferie, ed intanto si mette la testa sotto la sabbia (o sotto i rifiuti) e non si pensa che un giorno o l’altro dovremmo affrontare in maniera drammatica questo problema. Non è ancora arrivata in quest’aula o in Commissione la revisione del piano urbanistico provinciale. Il piano sanitario è un altro argomento scottante e riporto un esempio per dimostrare la schizofrenia di questa maggioranza.

Noi sappiamo che la Quarta Commissione legislativa ha fatto un proclama secondo il quale l’Azienda sanitaria non deve fare progetti ma occuparsi di gestire la sanità in Trentino. I progetti deve farli la Giunta, e cosa troviamo oggi sul giornale "L’Adige" a pagina venticinque? Troviamo che l’assessore Conci dichiara che il problema riguarda l’Azienda e non l’assessorato. Il giornale poi riprende dicendo: "Poi forse, ricordandosi del monito della Quarta Commissione legislativa che nei giorni scorsi aveva ribadito che l’Azienda provinciale deve limitarsi alla gestione dei servizi e la programmazione e le linee di indirizzo spettano alla Giunta provinciale, ha accettato di parlare anche delle decisioni, eccetera". Pertanto c’è una linea, cioè non c’è una linea, c’è una sinusoide così irregolare che non porta a niente di buono.

Io concludo il mio breve intervento ribadendo il concetto iniziato poc’anzi, e cioè che è molto grave la situazione quando un Presidente non è riconosciuto tale dai propri partner di Giunta. Ritengo che un Presidente che si rispetti si fa rispettare.