SEDUTA DEL 4 DICEMBRE 1996

Interpellanza n. 952, sulla mancata risposta all’interrogazione n. 759 del 9.3.95, sulla realizzazione di nuovi tronchi stradali.

DELLADIO: Grazie, signor Presidente. Egregi colleghi, voglio fare una piccola premessa prima di leggere l’interrogazione fatta a suo tempo, evidenziando, più che altro, che la data di presentazione dell’interrogazione si identifica nel 9 marzo 1995, pertanto molto tempo è passato da allora. Nasce da notizie comparse sulla stampa locale di allora, relative a tagli per risanare la finanza pubblica dell’allora Governo Dini.

Io l’ho intitolata "Buchi nei bilanci - buchi nelle strade", e descrivevo così: "Premesso che: molte strade statali nel Trentino presentano il fondo viario sconnesso e pericoloso; tale stato di cose provoca gravi disagi agli automobilisti e soprattutto fa calare notevolmente l’immagine turistica del Trentino; molti lavori di sistemazione sono iniziati da anni e non sono mai stati completati; numerose le proteste per la lentezza, i ritardi, gli appalti annunciati e mai avviati, in special modo per quanto riguarda la strada statale 48 delle Dolomiti; molte le interrogazioni relative alla viabilità trentina stese dal sottoscritto e, tramite il senatore Costantino Armani e il deputato Rolando Fontan, presentate in Parlamento, poche hanno trovato risposte chiare e precise dagli organi competenti; si è appreso dalla stampa locale la notizia di tagli ai finanziamenti per le strade statali nelle province di Trento e di Bolzano, dovuti alla necessità di risanare la finanza pubblica; dei 285 miliardi previsti per i lavori sulla rete viaria regionale, pare che la commissione parlamentare che analizza e pianifica gli interventi dell’ANAS abbia stanziato solamente 92 miliardi; le opere stanziate in Trentino dovrebbero essere solo 6, e precisamente: la costruzione della variante di Madonna di Campiglio, il completamento della circonvallazione di Malè, la costruzione della variante di Taio, la realizzazione del secondo lotto dei lavori di rettifica lungo la strada statale 42, la sistemazione e l’ammodernamento dei lavori nel tratto "Panchià-Tesero", e il completamento dei lavori nel tratto "Rocchetta-Mollaro".

Si interroga la Giunta provinciale per conoscere: 1. se le notizie riportate dai mezzi di informazione nei giorni scorsi corrispondono a verità; 2. l’importo dei finanziamenti stanziati per l’esecuzione di ogni opera specificata in premessa: 3. se le procedure di appalto sono già state espletate o, in caso contrario, quando saranno concluse; 4. per i lavori già assegnati, il nome delle ditte che hanno vinto l’appalto e lo stato di avanzamento dei lavori; 5. quali opere dovranno essere riappaltate, 6. i tempi di realizzazione previsti per il completamento dei lavori delle opere specificate in premessa".

Questo era il documento che avevo presentato nel lontano 9 marzo del 1995; non ho mai ricevuto risposta, né dalla Provincia autonoma di Trento, e tanto meno dall’ANAS; come a tante altre interrogazioni che io ho presentato in questi due anni e mezzo di legislatura, sul tema " viabilità in Trentino".

Se noi andiamo ad analizzare le opere citate, vediamo che, tra le opere trentine previste che dovevano essere finanziate, c’era anche l’ammodernamento del tratto Tesero-Panchià; siccome io sono della Val di Fiemme, l’ho seguito attentamente, in modo particolare. Il tratto Tesero-Panchià, in Val di Fiemme, una volta (perché bisogna dire che è stato ripristinato) era pieno di buche, che poi si sono trasformate in dossi, con una asfaltatura direi eccezionale; cioè le buche sono state spianate, sono state sistemate, provocando però, in altre zone, dossi. Pertanto, un livellamento direi molto discutibile. Poi c’è stato il miracolo, c’è stato il Giro d’Italia che ha portato all’asfaltatura di quel tratto di strada nella maniera più perfetta. Non per niente in quella occasione ho fatto anche un’interrogazione dicendo: "Facciamo passare più volte il Giro d’Italia nel Trentino, così vediamo sistemate le nostre strade, perché in altro modo non si riesce a raggiungere l’obiettivo".

Un altro fatto eclatante, che voglio ricordare all’aula in tema di viabilità, è quello che riguarda la circonvallazione di Molina di Fiemme. C’è stato un ricorso al TAR, da parte di alcuni cittadini. C’è stato il fallimento della ditta di Roma che aveva vinto l’appalto, bisognava rifare l’appalto. I camion passano nell’abito di Molina di Fiemme, camion che portano ghiaia per le cave vicine, camion che portano i rifornimenti petroliferi, gli idrocarburi in valle, non solo in Val di Fiemme ma anche di Fassa, e pertanto si crea inquinamento atmosferico e acustico, nascono vibrazioni negli edifici limitrofi alla via vecchia del paese dove passano i mezzi, e pertanto un deprezzamento degli immobili e tutti i danni derivanti dal fatto che la circonvallazione è bloccata e non ci sono le premesse per la realizzazione. Per non parlare della circonvallazione di Predazzo, per la quale i dirigenti dell’ANAS a suo tempo avevano garantito che gli inizi lavori, le prime picconature, dovevano essere date entro il corrente anno, ma fino ad adesso non abbiamo visto nulla. Ultimamente mi hanno informato che nel Primiero si stanno effettuando dei lavori di sistemazione della strada statale n. 50 che porta al Passo Rolle, proprio all’ultimo momento perché la stagione invernale è alle porte e la stagione turistica è automaticamente compromessa.

Queste sono situazioni, a mio giudizio, insostenibili; sono inconcepibili, soprattutto per una provincia che si basa sul turismo, la cui propria economia è basata essenzialmente sul turismo. La gente è stufa e purtroppo mi accorgo anch’io che bisogna confrontarsi con un muro di gomma, non si riesce ad ottenere nulla se non risposte evasive e fumose. Il Trentino del 2000, a mio avviso, si ritrova con strade che sembrano mulattiere: gli ultimi esempi la Val di Non e la Val di Sole, che sono interessate da eventi franosi e bisogna fare il giro del mondo per arrivare a Trento, perché c’è un senso unico e su questo, probabilmente, nascerà una mia interrogazione nei prossimi giorni.

E’ in previsione il passaggio delle strade statali alla Provincia; dovevano passare tutte le strade tranne le arterie di importanza europea, cioè l’asse del Brennero ed eventualmente la Valsugana. Bisogna dire che è ben vero che esistono delle delibere della Provincia che richiedono agli organi competenti la declassificazione di alcune strade statali in provinciali, ma io chiedo, oltre a questo, quali interventi sono stati effettuati, nei confronti dell’ANAS, per effettuare la manutenzione delle strade statali in provincia, perché non è possibile che un’interrogazione presentata nel marzo del 1995 debba ancora trovare delle risposte.

Inoltre, chiedo all’assessore competente, che vedo presente in aula, che cosa ha prodotto l’apposita commissione paritetica, composta da rappresentanti ANAS e Provincia in merito al trasferimento del personale, del patrimonio immobiliare, dei beni e delle attrezzature necessarie alla gestione e manutenzione delle strade menzionate nell’ultima delibera, e precisamente quella approvata l’11 marzo del 1994, che richiedeva una parziale provincializzazione delle strade. A che punto siamo, alla fine, con le norme per l’attuazione del trasferimento delle competenze? Io ricordo che tempo fa ho letto sul giornale che la Commissione dei Dodici si è riunita, però non ha ancora affrontato questo argomento perché c’erano altri punti all’ordine del giorno che avevano priorità.

A questo punto chiedo all’assessore competente risposte alle domande che ho fatto in quest’aula.

(...)

DELLADIO: Grazie, signor Presidente; saranno sicuramente sufficienti per dare una risposta all’assessore. Prendo spunto da alcune considerazioni che ha fatto l’assessore Giovanazzi. Lui ha detto che l’assessorato è oberato di lavoro, ma io penso: utilizzate il personale che esiste in Provincia di Trento, personale certamente qualificato, e se non è qualificato lo qualificate, lo spostate da assessorati che magari sono meno oberati di lavoro. Adesso che l’assessore Benedetti darà in mano alle banche le pratiche per la richiesta dei contributi, sicuramente ci saranno tanti dipendenti provinciali che si troveranno con minore lavoro da sostenere. Ma questo lo discuteremo in fase di bilancio quando ci saranno gli emendamenti proposti dall’assessore all’industria Benedetti.

Io ho notato questo: che non vengono fatte le opere strategiche nelle nostre valli, vedi Val di Non e altre parti, però non vengono fatte nemmeno le opere di minore entità, opere però che sono vitali per la nostra comunità trentina. Sono anni che si fanno piani triennali; lei mi ha confermato che sarà sottofirmato dall’ANAS e dalla Provincia un prossimo piano triennale che destinerà forse quattrocentottanta miliardi per le opere pubbliche e viarie nel Trentino, con a carico della Provincia autonoma di Trento il 35 per cento. Purtroppo vedo che i patti sottoscritti non si mantengono mai al 100 per cento.

Lei ha detto che la viabilità in Val di Fiemme è soddisfacente; io le dico che è parzialmente soddisfacente, perché dobbiamo pensare alla circonvallazione di Predazzo (per la quale non mi ha dato risposta), alla circonvallazione di Moena, perché questi borghi stanno vivendo momenti molto difficili in tema di inquinamento e di viabilità.

Sono d’accordo che bisogna trovare delle soluzioni alternative alle strade di superficie, puntare molto sulle gallerie, ma ci sono costi maggiori, e pertanto bisogna reperire i fondi necessari alla realizzazione di queste opere. Un esempio eclatante, ma solo marginalmente, che tocco in questo intervento è la Valdastico, l’autostrada A31: ci sono i soldi, ci sono i finanziamenti, si potrebbe fare, decongestionerebbe la Valsugana, che rischia di diventare una camera a gas. C’è pochissimo territorio che si sacrifica per quest’opera, e purtroppo questa Giunta non vuole realizzare un qualcosa che secondo me, secondo gli operatori economici del Trentino, potrebbe essere vitale e di sostegno per la nostra economia.

E’ stato ricordato il sistema del Project Financing; anche questo sistema di finanziamento per realizzare opere pubbliche è stato indicato a suo tempo in una mia interrogazione in tema di rifiuti, di riciclaggio, per dare in mano a società private, ai privati o a ditte la costruzione e la gestione di eventuali sistemi di pirolisi, termolisi o altro, magari anche termodistruttori, con il recupero di energia. Pertanto sicuramente è una soluzione da perseguire quella del Project Financing.

Concludendo, dico che non sono sicuramente soddisfatto delle risposte che mi ha dato, perché i fatti confermano quanto ho esposto nell’interrogazione e nelle altre interrogazioni che ho depositato in questa legislatura in Consiglio provinciale. Le strade in Trentino sono e rimangono purtroppo disastrate, la Provincia a mio avviso non fa il pressing necessario nei confronti dell’ANAS per sbloccare le varie situazioni. Certo che quando la gente scenderà in strada perché esasperata sarà troppo tardi, e io mi unirò a quelle persone, sicuramente, per quanto sia un povero sostegno. E’ inammissibile, a mio avviso, questo comportamento, perché non rispondere a interrogazioni che sono istanze che tramite i consiglieri provinciali di minoranza, e non solo di minoranza, provengono dalla gente, è mancanza di rispetto, secondo me, per il Consiglio provinciale tutto e per gli stessi cittadini.

 

Disegno di legge numero 68: "Individuazione di siti per la localizzazione ed impianti di radiodiffusione".

 

DELLADIO: Grazie, Presidente. Egregi colleghi, noi parliamo molto in quest’aula di riordinare, semplificare, snellire le procedure, gli atti amministrativi, e quant’altro. Sono parole e concetti che sono sulla bocca di tutti; non per niente è nata all’inizio di questa legislatura una commissione per la semplificazione normativa che ha prodotto vari documenti, fra i quali una proposta di voto in Consiglio regionale per la modifica dello Statuto di autonomia, affinché venga inserito nello stesso una modifica tale che consenta alla Giunta, agli esecutivi provinciale e regionale, di apportare quelle modifiche non sostanziali all’interno delle leggi per riordinare e per sistemare gli atti normativi. Tutti gli atti concreti, gli atti che vanno in questa direzione di riordinare, semplificare e snellire le procedure, sono da sostenere. Questa legge con i sui limiti, indubbiamente, dettati da norme nazionali, è da sostenere, e pertanto io la sosterrò.

La sostengo per una serie di motivazioni e di ragioni. La prima è riconducibile al protocollo che è stato firmato dai titolari delle emittenti TV che trasmettono programmi in provincia di Trento; in questo modo dai duecento siti, come l’assessore ha già detto in relazione introduttiva, passiamo ai centoventi destinati agli impianti di radio e telediffusione. Tutto questo a vantaggio sia della salute pubblica che dell’impatto ambientale. Questa operazione è intesa a riconoscere i diritti acquisiti dei vari concessionari che fino adesso hanno sistemato le loro apparecchiature nei vari punti strategici del Trentino ed anche per un miglioramento del segnale.

Un disegno di legge reso possibile dal fatto che la Provincia autonoma di Trento ha una competenza primaria in tema urbanistico; io ho presentato un solo emendamento all’articolo 4 (e l’assessore Leveghi ha detto che è accoglibile, e questo mi fa piacere), in tema di licenze edilizie, ed in quella occasione parlerò anche del sito di Luserna, che ha avuto una storia particolare e che è ricompreso nei siti prediposti dalla Giunta a suo tempo, in un documento che affianca questo disegno di legge.

E’ stato affrontato il discorso dei campi elettromagnetici in quest’aula, dal consigliere Gasperotti e dal collega Dalbosco. Io voglio portare all’attenzione di questo Consiglio che, in data 26 novembre scorso, io, aiutato da due colleghi capigruppo, il consigliere Fedel e il consigliere Taverna, ho presentato un documento per indire una conferenza di informazione sull’argomento sollevato in quest’aula; una conferenza di informazione sull’inquinamento ambientale e sugli effetti biologici sofferti dall’uomo, indotti da campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza.

Sappiamo che la nostra società utilizza sempre più frequentemente energia elettromagnetica in tutti i vari aspetti della vita quotidiana, un’energia che vediamo distribuita con gli elettrodotti ad elevata tensione ed a bassa frequenza, intorno ai 50 hertz, utilizzando elettrodotti opportunamente dimensionati, oppure energia irradiata tramite ponti radio ad alta frequenza e sistemi di radiodiffusione di telecomunicazioni e per trasmissioni televisive, che operano nella gamma di frequenza dei gigahertz. Pertanto la conferenza di informazione è orientata a portare un contributo informativo sui due tipi di frequenze utilizzate, le frequenze a bassa e quelle ad alta frequenza.

Molti studi scientifici ritengono fondata l’ipotesi che l’esposizione a tali campi provochi lo sviluppo dei tumori nel sangue, leucemie, specie nei bambini, nonché alterazione del sistema nervoso, e qui si può fare riferimento a degli studi effettuati in Svezia che portano a delle considerazioni che bisogna analizzare ed approfondire. Non si conoscono allo stato attuale quali sono i limiti di esposizione ammissibile, efficaci sotto il profilo della prevenzione primaria; esiste una carenza di informazioni scientifiche esaurienti, riconducibile alla finora scarsa incentivazione e programmazione di adeguate indagini e programmi di ricerca che utilizzino anche tecniche sperimentali e teoriche.

Molte persone nel Trentino, nel Primiero, nel Basso Sarca, a Lavis, si sono mobilitate, hanno costituito dei comitati spontanei preoccupati degli eventuali effetti biologici legati a campi elettrici e magnetici. Per questi motivi, che troviamo nella premessa del documento che ho presentato nei giorni scorsi, io ho chiesto, assieme ai colleghi, una conferenza di informazione in base all’articolo 138 del Regolamento interno del Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Bisogna anche dire che non bisogna fare dell’allarmismo ingiustificato; importante è questa conferenza per raccogliere informazioni, per ampliare le nostre conoscenze, per dopo eventualmente legiferare in tale materia.

Io ho lavorato, prima di venire in questo Consiglio provinciale, dieci anni fra le alte frequenze, parliamo dei gigahertz, ponti radio in modo particolare; ora lavoro fra frequenze politiche che sono sicuramente molto più pericolose e cancerogene che quelle dei ponti radio. A tal riguardo voglio dire un’altra cosa: la notizia della conferenza di informazione era stata trasmessa ai giornali, ma finora non è mai stato pubblicato niente, perché - si sa - non mi chiamo né De Stefani, né Pinter, né Dellai, né Gasperotti. Le prime pagine si ottengono solo per accadimenti negativi e pochissime volte per atti propositivi.

Con questi commenti io termino il mio intervento in discussione generale e poi affronteremo il discorso in merito all’emendamento che ho presentato all’articolo 4, ove affronteremo anche il problema di Luserna.