SEDUTA DEL 5 GIUGNO 1996

Disegno di legge n. 33: "Nuova disciplina della programmazione di sviluppo e adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svantaggiate".

DELLADIO: E’ abbastanza difficile riprendere la parola su un disegno di legge abbandonato parecchi mesi orsono, comunque io mi ero preparato alcune note per esprimerne la positività e ritengo importante ricordare brevemente quando detto in discussione generale. E’ chiaro che i programmi di sviluppo, i vari sottoprogrammi o programmi strategici, sono strumenti guida per l’esecutivo e in essi sono evidenziati gli obiettivi da raggiungere. Aver previsto la verifica temporale dell’avanzamento dei progetti è indice di serietà e di oculata gestione delle risorse e degli investimenti programmati, e l’approvazione di un mio emendamento all’articolo 16 che rafforza il concetto delle verifiche annuali a tutti i progetti, ha evidenziato un’opposizione propositiva ed un efficace dialogo fra la maggioranza e la minoranza a quel tempo. Ritengo che sia importante avere sempre presente lo stato di avanzamento dei progetti e dei programmi. Ricordando l’emendamento all’articolo 16 che ha modificato la prima frase del comma 1 diventando: "I progetti hanno di norma efficacia temporale fino ad un massimo di 5 anni e sono soggetti a verifica annuale", tale emendamento rafforza quanto previsto dall’articolo 26 laddove, per il programma di sviluppo provinciale e per i progetti, sono previsti un rapporto sulla situazione economica sociale ed ambientale ed un rapporto sullo stato di attuazione degli stessi in sede del rendiconto generale". Altrettanto importante è stato inserire all’articolo 23 che i disegni di legge presentati dalla Giunta siano corredati da un’analisi tecnico-finanziaria. Probabilmente questa norma provocherà un aumento di lavoro per le competenti strutture, per gli uffici provinciali, ma altresì permetterà di conoscere nel tempo gli effetti e il carico finanziario di spesa che andrà ad assumere del futuro. C’è da dire che tale sollecitazione era emersa a suo tempo nel comitato di semplificazione legislativa, pertanto diamo atto alla maggioranza di aver recepito l’importante proposta. Poi ho presentato altri emendamenti in sede di discussione del disegno di legge, alcuni abbastanza importanti, ad esempio l’articolo 20, in cui vicino alle comunità montane sono stati affiancati anche i comuni per l’individuazione delle zone svantaggiate. Il disegno di legge è ancora fermo, quello che disciplina le comunità montane a livello regionale. Anche in quella sede ho presentato una quindicina di emendamenti che tuttora sono fermi, speriamo che si discuta al più presto e si approvi quel disegno di legge soprattutto basato su un’identificazione territoriale volontaria dei comuni interessati. Io ho presentato otto emendamenti: due sono stati bocciati sebbene ritenuti logici dal Presidente; tre sono stati ritirati dopo i dovuti chiarimenti; uno è stato approvato dopo averlo sostituito e concordato con la presidenza, ed altri due sono stati approvati. Pertanto ritengo che il mio operato in questo disegno di legge sia stato nettamente positivo. Per finire dico che, auspicando che questo Consiglio formuli molti dei più volte richiamati progetto strategici al fine di arricchire il Trentino in termini di crescita di posti di lavoro e di innovazione di strutture e di impianti, affinché il Trentino si innalzi culturalmente e socialmente, io esprimerò voto positivo a questo disegno di legge.